Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Luca Bianchi e Maria Cristina Bernacchi sono stati riconfermati, rispettivamente, Presidente di Agia-Cia Marche e Presidentessa di Donne in Campo Cia alla fine dell’assemblea congiunta che si è svolta nella sede di Cia Marche ad Ancona. Erano presenti il Presidente Cia Marche, Alessandro Taddei, il Presidente Nazionale Agia-Cia Enrico Valentini e l'Assessore all'Agricoltura della Regione Marche, Enrico Rossi. “In questi quattro anni, a livello nazionale e internazionale – ha detto il neo eletto presidente Agia-Cia Marche, Luca Bianchi - abbiamo incontrato molte persone lungo il nostro viaggio nei territori, nei vari uffici provinciali della Regione Marche. Abbiamo conosciuto aziende, storie e realtà di grande valore. Ma oltre alla conoscenza c’è stato un intenso lavoro di raccolta delle istanze, delle problematiche e delle opportunità che arrivavano dai territori”. L’invito del Presidente è stato quello di essere, in quanto giovani e agricoltori, parte attiva del cambiamento: “Oggi c’è chi investe e lavora anche in condizioni difficili, quasi sfavorevoli, perché crede in un domani migliore. Un domani che non può calare dall’alto, ma che deve essere costruito. L’organizzazione che oggi rappresento ha il compito di creare connessioni tra il mondo agricolo e quello delle istituzioni, politica compresa, per consentire ai giovani – ragazzi e ragazze – di investire, di avvicinarsi a questo settore e soprattutto di restarci. Perché non basta attrarre nuove energie: bisogna anche garantire le condizioni per chi ha già scelto questa strada, affinché possa rimanere ed essere soddisfatto della propria scelta, con la possibilità di confermarla e rinnovarla nel tempo”. Numerose sono state le testimonianze di chi, in questi ultimi quattro anni, ha partecipato all’incessante lavoro di Agia Marche, nei gruppi di dialogo civile vivendo l’esperienza di Bruxelles, lavorando con Cia nazionale, in Parlamento e contribuendo alle attività di rappresentanza sul territorio, in Regione, a livello nazionale ed europeo. Ricorda il Presidente Agia-Cia Marche e vicepresidente nazionale, Luca Bianchi - I primi due anni sono stati soprattutto di ascolto e di conoscenza: abbiamo cercato di comprendere a fondo il mondo agricolo, anche nella sua dimensione politica e istituzionale. Successivamente siamo diventati più attivi, sia sul territorio sia a livello nazionale e internazionale. “Questo percorso – prosegue il presidente - non l’ho fatto da solo. Insieme a me hanno lavorato ragazzi straordinari: Pierluigi Remoli e, successivamente, Elisa Vallorani, che si è unita in corso d’opera. Oggi, nel gruppo di dialogo civile che opera a Bruxelles, oltre a me ed Elisa Vallorani c’è anche Claudio Colletta. Attorno a noi ruotano poi molte altre figure del mondo dell’imprenditoria giovanile, sempre disponibili a dare un contributo concreto. L’incontro affronterà le problematiche evidenti a tutti – sarebbe inutile negarle – ma con uno sguardo propositivo. Lo sguardo dei giovani che mettono radici nei territori e guardano al futuro in questo settore. Non sarà un momento di polemica, ma un’occasione per parlare con sincerità e concretezza, senza rinunciare all’ottimismo”. «Abbiamo molti temi su cui lavorare – ha detto la neoeletta presidentessa Maria Cristina Bernacchi - Il primo riguarda il riconoscimento del ruolo delle coadiuvanti agricole: oggi non hanno ancora piena parità di trattamento rispetto agli imprenditori agricoli. Questo si riflette anche sul piano previdenziale, perché al momento della pensione rischiano di avere trattamenti molto più bassi. È quindi necessario intervenire per garantire maggiore equità. Un altro tema fondamentale riguarda i servizi nelle aree rurali. Se nei territori mancano ospedali, servizi sanitari e medici, sono spesso le donne a farsi carico delle difficoltà quotidiane della famiglia e dell’azienda. Per questo è importante rafforzare la presenza dei servizi nelle aree interne. C’è poi la questione dell’accesso al credito, che per le imprenditrici agricole è ancora complicato. Dobbiamo lavorare per renderlo più semplice e più accessibile, accompagnando le donne nei percorsi di sviluppo delle loro attività. Allo stesso tempo è necessario valorizzare i prodotti agricoli e sostenere la multifunzionalità aziendale, un ambito in cui molte donne stanno dimostrando grande capacità imprenditoriale. Infine, c’è il tema dell’accesso alla terra, che non è affatto semplice. Spesso le donne lavorano nell’azienda agricola di famiglia come coadiuvanti del padre o del marito, ma sono loro a occuparsi concretamente della gestione quotidiana. È importante sostenerle perché possano diventare sempre più autonome e riconosciute come imprenditrici a tutti gli effetti. Soprattutto nelle aree interne esistono ancora ostacoli culturali e sociali che rendono questo percorso più difficile. Per questo c’è ancora molto lavoro da fare per rafforzare la coesione dei territori e creare condizioni più favorevoli per l’imprenditoria agricola femminile.»