Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
A Grottammare il gioco è una cosa seria: si è concluso con una partecipazione superiore alle aspettative "Gioco in Formazione", il corso per animatori ludici tenuto da Luigi Coccia e Federico Pierlorenzi di "Palestra di giochi-Game Edulabs", con il sostegno dell’Ambito Territoriale Sociale 21 e dell’Amministrazione comunale. Un’esperienza pionieristica per il territorio, che ha trasformato il gioco da tavolo da semplice passatempo a strumento professionale, centrando l’obiettivo di dare nuovi impulsi alla "comunità educante". L'iniziativa, ospitata dalla ludoteca Stile Libero a partire dal 4 marzo, ha registrato il sold-out in pochi giorni, confermando come la didattica ludica sia una frontiera in forte espansione tra le province di Ascoli Piceno e Fermo. "Gruppo eterogeneo, interessato, attento e attivo: operatori sociali, insegnanti, professionisti e membri di associazioni inserite nella dimensione del gioco - dichiara il formatore Luigi Coccia, Game Trainer ® Erickson con una lunga esperienza nel gioco e nel sociale -. Non è stato solo un apprendimento tecnico, ma un esperimento di networking capace di generare una rete di collaborazione che spero continuerà a progettare insieme anche dopo la fine delle lezioni". Secondo Coccia, il segreto risiede nel metodo del Game Based Learning: "Non utilizziamo giochi cosiddetti educativi, che spesso risultano poco accattivanti o poco sfidanti. Usiamo invece i giochi da tavolo moderni a cui innestiamo obiettivi educativi, perché attraverso le loro meccaniche si possono allenare competenze esecutive come la memoria di lavoro, il rispetto delle regole, la mediazione con l'altro. In questo modo, i partecipanti hanno scoperto che esiste una lettura più accademica e professionale del mondo del gioco, che non è solo quella del divertimento e che trova solide basi negli studi psicologici e sociologici”. Il corso ha affrontato anche il tema dell'accessibilità, con un focus sulla modifica dei giochi per renderli fruibili a persone con disabilità o con bisogni speciali. Il gioco diventa così uno strumento riabilitativo potente, applicabile a contesti come per esempio la psichiatria, l'inclusione sociale, gli anziani, fino al team building aziendale. "In un’epoca dominata dall'isolamento tecnologico – prosegue Coccia –, il gioco da tavolo ripristina la dimensione di uno spazio sicuro dove le persone si guardano in faccia e condividono lo stesso spazio fisico. Sebbene la tecnologia non vada demonizzata, il valore aggiunto resta la condivisione delle esperienze intorno ad un tavolo, complice anche la tattilità dei materiali dei giochi da tavolo". Grottammare si conferma così terreno fertile per queste dinamiche, consolidando il suo ruolo di approdo per realtà che promuovono da anni la socialità ludica, come nel caso di "Giochi in Grotta", appuntamento fisso dell’offerta culturale cittadina. Sulla ricaduta operativa interviene la consigliera alle Politiche Giovanili, Martina Sciarroni: "Le figure formate restituiranno un valore aggiunto alle attività che già svolgono sul territorio, unendo la competenza ludica a una necessaria sensibilità socio-pedagogica. Questo ci permetterà di progettare con maggiore serenità laboratori e attività basate sui giochi di ruolo e da tavolo all'interno delle scuole e in contesti sociali dove sono richiesti profili strutturati".