Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
«Lo scorso anno, in clima di campagna elettorale, sono stati sottratti 9 milioni di euro ai livelli essenziali di assistenza, e quindi alle cure per i cittadini, solo per finanziare la progettazione di un'opera che sulla carta è ancora un fantasma». A dirlo è il Vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Piergallini, il quale ha presentato un'interrogazione a risposta immediata – sottoscritta da tutto il gruppo del Partito Democratico – per fare chiarezza sulla gara di progettazione per il nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto. «Siamo molto preoccupati circa le prospettive future dell'opera – spiega Piergallini – poiché notiamo la mancanza di una visione strutturata che rischia di bloccare tutto il percorso. Ad oggi, nei bilanci regionali per il 2027, non esiste traccia dei 170 milioni di euro necessari per avviare i cantieri. Senza una copertura reale per la fase esecutiva, il rischio di aver speso milioni in soli progetti senza poter mai posare la prima pietra è concreto. Il Piceno merita di sapere se i 170 milioni annunciati dal Presidente Acquaroli esistano davvero o se siano solo una promessa elettorale destinata a svanire davanti alla realtà dei bilanci». Oltre al nodo finanziario, Piergallini punta il dito sullo stallo burocratico della procedura. Nonostante la scadenza dei termini fissata allo scorso ottobre, la gara per l'affidamento della progettazione di fattibilità tecnica e economica risulta ancora formalmente "in corso" sulla piattaforma della Stazione Unica Appaltante: «Come è possibile che dopo sette mesi siamo ancora a questo punto? Ci sono motivi ostativi, tecnici o amministrativi, che stanno impedendo l'aggiudicazione? Perché un passaggio definito come fondamentale oggi è fermo su un binario morto?». «Il progetto dell’ospedale ha bisogno di maggiore trasparenza istituzionale – conclude Piergallini –: la Giunta deve inoltre smentire le recenti notizie sulla stampa secondo cui il Ministero della Salute non sarebbe nemmeno al corrente del progetto: per questo chiediamo riscontri sulle interlocuzioni formali effettivamente avviate con Roma. Allo stesso tempo, riteniamo grave la gestione chiusa di questa pratica, portata avanti senza alcun percorso di consultazione con tutti i soggetti operanti sul territorio. La salute dei cittadini si tutela con una programmazione seria, trasparente e dotata di fondi certi».