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Tassa bonifica, Cesetti (Pd): ''Moltissime cartelle annullate dai giudici, la regione verifichi l'operato del Consorzio''

di Redazione Picenotime

«L'obbligo di pagare il contributo consortile non può essere un automatismo, ma presuppone la dimostrazione di un beneficio diretto e specifico per il singolo immobile. Moltissime cartelle esattoriali stanno venendo annullate dai giudici proprio per carenze motivazionali: mancano indicazioni puntuali sulle opere realizzate, sui criteri di riparto e sul nesso causale tra gli interventi e il reale beneficio per i terreni o i fabbricati colpiti dal balzello. La giunta regionale non può continuare a fare finta di nulla di fronte alle sentenze dei magistrati e alle proteste dei cittadini: è compito della regione vigilare sull'operato del Consorzio e pretendere il rispetto della legge del 2013». A dichiararlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, che ha depositato un’interrogazione alla giunta per chiedere risposte precise sui criteri di imposizione dei contributi e sulla tutela dei contribuenti marchigiani, alla luce delle numerose pronunce dell'autorità giudiziaria. A confermare la gravità della situazione è il moltiplicarsi dei contenziosi su tutto il territorio regionale, che vede coinvolti cittadini, proprietari immobiliari e agricoltori in una condizione di profonda incertezza applicativa. Una giungla di ricorsi che certifica un cortocircuito amministrativo. Cesetti porta come esempio un caso emblematico segnalato da un cittadino di Montegiorgio: «Parliamo di un terreno collinare a circa 350 metri sul livello del mare, annesso a un'abitazione privata e destinato a uso esclusivamente familiare. Un'area che non ha mai ricevuto benefici diretti o servizi da opere di bonifica, eppure destinataria di richieste di pagamento. È evidente che c’è una totale inadeguata corrispondenza tra la natura del territorio e la tipologia di interventi richiesti». «Chiediamo alla giunta regionale — conclude Cesetti — se il Consorzio stia rispettando la legge regionale 13/2013, che prevede il piano generale di bonifica come strumento essenziale di programmazione e giustificazione dei costi. Inoltre, vogliamo sapere quali verifiche intenda fare sui criteri applicati e quali iniziative voglia adottare per garantire trasparenza e uniformità nell’emissione delle cartelle. È urgente attivare un approfondimento complessivo per ridurre un contenzioso ormai insostenibile e tutelare i marchigiani da richieste di pagamento dove il beneficio delle opere non è dimostrato. Il principio di proporzionalità e il nesso tra beneficio e contribuzione vanno garantiti sempre».

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