Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
L’esplosione dei costi di produzione
fino al 30% per agricoltori e pescatori è stata al centro della
grande assemblea interregionale di Coldiretti di Marche, Abruzzo e
Molise che ha mobilitato questa mattina 3mila agricoltori, di cui
circa 1.500 marchigiani, al Pala Dean Martin di Montesilvano per
portare al centro del dibattito il futuro dell’agricoltura, della
pesca e il ruolo dell’Europa nelle politiche del settore. “Sfide
che, in un momento così complesso, - ha affermato Maria Letizia
Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - affrontiamo con
determinazione e la presenza del Governo, rappresentato dal ministro
Lollobrigida, è per noi un’opportunità importante per aprire
un confronto sulle urgenze più pressanti. Tra queste, l’aumento
dei costi di produzione, aggravato anche dalle recenti tensioni
internazionali, a partire dal conflitto in Medio Oriente. Abbiamo
chiesto con forza un intervento immediato, in particolare sulla
riduzione delle accise sul gasolio agricolo e per la pesca. Una prima
risposta è già arrivata per le marinerie ma il lavoro non si ferma
qui: è necessario estendere l’attenzione a tutte le filiere
produttive, per garantire sostenibilità economica e continuità alle
nostre imprese”. Presenti con la presidente Gardoni e il
direttore di Coldiretti Marche, Alberto Frau, anche il
presidente di Coldiretti nazionale, Ettore Prandini, il
segretario generale Vincenzo Gesmundo, i vertici di Coldiretti
Abruzzo e Coldiretti Molise, oltre al ministro dell’Agricoltura e
della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. “Il cibo
deve essere considerato una vera infrastruttura strategica per il
Paese: senza agricoltura non c’è sicurezza nazionale né
futuro – ha evidenziato il segretario generale di
Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, aprendo la manifestazione - In
un contesto globale segnato da guerre e instabilità, garantire cibo
sufficiente e di qualità è una priorità assoluta. È una
responsabilità che può essere assicurata solo dal lavoro degli
agricoltori. La guerra è già dentro le nostre aziende, tra
aumento dei costi e difficoltà negli approvvigionamenti. Non
possiamo far finta di nulla. Servono scelte politiche forti e
strutturali che mettano davvero l’agricoltura al centro. Oggi una
delle emergenze principali riguarda i costi di produzione, da gasolio
a fertilizzanti tutto è aumentato, dobbiamo fermare le
speculazioni”. Complessivamente, tra energetici, fertilizzanti e
antiparassitari, i costi per un'azienda agricola salgono fino al 30%,
colpendo soprattutto quelle più meccanizzate. In crescita
soprattutto i fertilizzanti: l’urea, ad esempio, ha registrato
rincari di circa il 35% rispetto al periodo pre-conflitto in Iran,
con maggiorazioni di oltre 200 euro a tonnellata, secondo l'analisi
Coldiretti sui dati delle Camere di Commercio.
“Le prime
risposte – ha detto il presidente Prandini - sono giunte dal
governo italiano, che ha cercato di intervenire anche nelle ultime
ore, ad esempio sul tema del taglio delle accise e dei crediti
d’imposta per i trasportatori e i pescatori. Tuttavia, abbiamo
bisogno anche di risorse comunitarie per fornire risposte non solo
agli agricoltori, ma più in generale a tutti i cittadini e
consumatori. Purtroppo, il fenomeno della speculazione è presente
anche nella filiera agroalimentare. Nelle ultime ore, molte filiere
hanno registrato una diminuzione dei prezzi riconosciuti ai
produttori. Basti pensare al comparto lattiero-caseario o al settore
ortofrutticolo: nonostante il calo dei prezzi all’origine, quelli
per i consumatori continuano ad aumentare. È quindi necessaria
un’azione di monitoraggio e controllo da parte dell’esecutivo,
per evitare che, in una fase già critica, qualcuno possa speculare
sulle spalle di chi produce e di chi acquista”. Ma le tensioni
internazionali hanno effetti anche sulla pesca, un settore strategico
per le Marche che, con oltre 700 imbarcazioni, vanta la quinta
marineria d’Italia dopo Sicilia, Sardegna, Puglia e Campania e la
seconda per valore delle catture con oltre 87 milioni di euro di
ricavi, secondo gli ultimi dati Crea. Rispetto all’inizio della
guerra in Iran, la disponibilità di pesce italiano è calata del 20%
a causa del fatto che la flotta sta ottimizzando le uscite in mare
per contenere i costi. Secondo un’analisi Coldiretti Pesca su dati
Stecf, nel corso di una singola giornata di pesca si consumano in
media circa 500 litri di gasolio, dall’uscita al rientro sul molo.
In tale ottica è importante la misura annunciata dal ministro
dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco
Lollobrigida del credito d’imposta che riprende una richiesta di
Coldiretti Pesca e rappresenta un sostegno importante per la ripresa
delle uscite in mare. Durante la mattinata è stata ribadita la
fondamentale importanza del recupero dei fondi Pac, grazie alla
grande mobilitazione di Coldiretti a Bruxelles di dicembre scorso:
dei 10 milioni di euro ottenuti, 390 milioni saranno destinati alle
Marche. Queste risorse aggiuntive, frutto del ruolo determinante del
Governo italiano, potranno essere utilizzate dagli agricoltori per
investimenti in innovazione, sostenibilità ambientale e
modernizzazione delle strutture agricole, rafforzando la
competitività del settore. “Oltre a questo registriamo anche altri
segnali importanti come l’attivazione della Cun nazionale per la
filiera del grano duro – ha aggiunto la presidente Gardoni - una
svolta attesa da tempo, risultato dell’impegno politico e sindacale
che oggi ci consente di intervenire concretamente nella formazione
dei prezzi, introducendo un sistema più equo e trasparente, con
aggiornamenti settimanali dei costi medi di produzione al di sotto
dei quali non sarà possibile remunerare il prodotto agricolo. Per
una regione come le Marche, che è il terzo granaio d’Italia, si
tratta di un passaggio fondamentale: significa riconoscere il giusto
valore al lavoro degli agricoltori e rafforzare una filiera
strategica per il nostro territorio”.