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Caro materiali e rincari, Confartigianato Macerata-Ascoli-Fermo rilancia l’allarme: “Impiantisti ed edili rischiano il collasso”

di Redazione Picenotime


Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo torna a sollevare la questione del caro prezzi delle materie prime e, più in generale, dei componenti che, insieme all’aumento dei costi dell’energia elettrica e del petrolio, paralizzano le imprese operanti non solo nel settore edilizia, ma in tutto il sistema casa. Nelle Marche, infatti, tali rincari stanno incidendo in modo particolarmente pesante.

Nel cratere si registrano ormai situazioni fuori mercato – spiega Giuliano Fratoni, Presidente interprovinciale Edili – che portano a ridurre drasticamente il ricavo di un lavoro o addirittura a operare sottocosto. La situazione geopolitica internazionale e le crisi in atto stanno facendo aumentare i costi di tutti i prodotti, soprattutto quelli che vengono commercializzati su trasporto gomma. C’è il rischio di blocco di cantieri o di contenziosi, con clienti costretti, in alcuni casi, a rivedere contratti già firmati perché non più sostenibili”.

Questa problematica non riguarda solo l’edilizia, come sottolinea Francesco Bravi, Presidente interprovinciale degli impiantisti elettrici, che parlando del prezzario regionale evidenzia come “la revisione Istat su base nazionale di alcune voci sia sbilanciata nelle Marche: anche a causa della forte domanda generata dalla ricostruzione, i prezzi sono più alti e la rivalutazione non copre la differenza rispetto ad altre regioni d’Italia. Ci sono imprese che, per risparmiare, stanno iniziando a rifornirsi di materiali sugli e-commerce, a discapito dei fornitori locali e dell’economia territoriale. Il futuro non è roseo, perché già sappiamo che da aprile ci saranno nuovi rialzi”.

A evidenziare le criticità è anche Maurizio Laici, Presidente interprovinciale degli impiantisti idraulici: “Questi aumenti mettono in sofferenza tutto il comparto casa, con lavori verso i privati che subiscono rincari pesanti. Il caro energia e carburanti ha inevitabilmente una ricaduta sulla committenza, alzando il prezzo conclusivo dell’istallazione o della manutenzione”.

Confartigianato sottolinea la necessità di far uscire, quanto prima, il prezzario unico cratere per riportare i prezzi al mercato odierno, oltre ad una verifica più accurata di alcune voci del prezzario regionale. Inoltre, l’Associazione chiede misure urgenti per dare stabilità alle imprese, che negli ultimi anni hanno dovuto scontrarsi con pandemia, guerre in Ucraina e Iran e con la fine degli incentivi come il Superbonus 110%. Tali cambiamenti generano incertezza e frenano gli investimenti, mettendo a rischio l’intero sistema.


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