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L'arquatano Filiberto Caponi riceve premio come divulgatore al convegno nazionale del Centro Ufologico Mediterraneo

di Redazione Picenotime

Sabato 21 Marzo si è concluso a Bologna, nello specifico a Granarolo, un interessante convegno nazionale organizzato dal Cufom (Centro Ufologico Mediterraneo). Tema della serata: Dialoghi di Frontiera, quando una teoria non basta. L'arquatano Filiberto Caponi è stato invitato al convegno, ricevendo un importante riconoscimento.

Ingegneri, fisici, ricercatori e testimoni hanno discusso e cercato di spiegare numerosi fenomeni sconosciuti o male interpretati con l'ausilio delle nuove tecnologie e con occhi nuovi, privi delle vecchie congetture pur rimanendo saldamente con i piedi per terra. "Spinti anche dalle recenti ammissioni dell'ex Presidente degli Stati Uniti Obama e le successive argomentazioni dell'attuale presidente Trump che sulla stessa scorta ha dato mandato alla sua amministrazione di rendere pubblici tutti i files fino ad ora segretati sugli UFO o UAP entro l'estate e guerre permettendo a quanto pare." - spiegano i promotori dell'iniziativa. Tra i relatori invitati la puntuale testimonianza e relazione di Filiberto Caponi, artista restauratore e scrittore di Pretare di Arquata del Tronto che ha colpito l'attenzione del nutrito pubblico rivivendo con i presenti i momenti dei suoi particolari incontri comprovati da foto Polaroid uniche al Mondo (come confermato da analisi di importanti tecnici forensi ) avvenuto nel lontano 93. "Ho ricevuto il supporto di mia nipote Danila Pontani, che è cresciuta con questa consapevolezza che non può più ignorare neanche il mondo scientifico, che ha sempre mal digerito l'argomento che fino a poco tempo fa' era un tabù in Italia, ma sembrerebbe che stia invertendo un po' la rotta." - dichiara Caponi.

Filiberto nell'occasione ha ricevuto un meritato riconoscimento, un premio come divulgatore, grazie alla comunicazione attraverso le diverse forme artistiche che caratterizzano la sua persona, da sempre il suo punto di forza anche per difendere e promuovere la sua amata terra, soprattutto dopo il sisma dell'estate 2016 quando Arquata del Tronto e le sue frazioni hanno subìto gli effetti di uno dei terremoti più forti degli ultimi anni.

Durante il racconto dell'incontro con un "non meglio identificato essere che furtivo di aggirava come un cane randagio per le viuzze di Pretare e delle campagne circostanti", Filiberto ha messo in evidenza anche il contesto dove tutto è avvenuto: una terra ricca di leggende, misteri, storia e cultura che non può e non deve essere dimenticata perché ha ancora tanto da dire. La creatura di Caponi ormai è parte integrante della storia di questi magici e bellissimi luoghi malgrado qualche comprensibile scettico e le cicatrici del terremoto.

Inoltre durante l'incontro di Bologna, Caponi ha presentato un importante e bellissimo documentario dal Titolo Alien Polaroid prodotto dalla Zoofactory del regista Massimiliano Sbrolla e il criptozoologo e autore Lorenzo Rossi unitamente al coautore Filiberto Caponi disponibile su Amazon Prime e Vimeo con le relative traduzioni. Il magnifico lavoro filmico che ha già avuto gli onori della critica cinematografica partecipando anche a importanti premi e festival, mette sotto una nuova luce l'incredibile incontro avvenuto nel cuore dei monti Sibillini attraverso inedite testimonianze e nuovi elementi senza per altro la presunzione di essere di parte lasciando lo spettatore di farsi l'idea che ritiene. Un lavoro che rende omaggio anche ai luoghi degli incontri con l'augurio che possa contribuire in qualche modo alla rinascita di questi posti così duramente colpiti, "magari ripartendo con una visione più ampia che dia un nuovo slancio ad un territorio così bello, da avere evidentemente attirato l'attenzione di qualcuno che a quanto pare viene da lontano, ma le distanze tal volta possono essere accorciate non solo da esotiche e sconosciute e avanzate tecnologie, ma anche dell'abbattimento di inutili pregiudizi e immotivati sospetti" come aggiunge lo stesso Filiberto, che onorato e grato del riconoscimento ricevuto si auspica di fare di più e sempre meglio e conclude che "bisogna stare sul pezzo in un mondo che corre sempre di più verso una meta che tal volta sembra aver perso di vista e non si gode più nemmeno il viaggio".

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