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Grottammare: iniziativa del gruppo N.O.M.I. (Non Osservare Mai Indifferente) in piazza Kursaal

di Redazione Picenotime

L’iniziativa N.O.M.I. (Non Osservare Mai Indifferente) nasce da un moto di indignazione e di dolore profondo davanti al genocidio che si sta consumando nella Striscia di Gaza. Davanti alla tragica contabilità delle vittime, che vede ad oggi oltre 21.000 bambini uccisi, abbiamo sentito il dovere di dare una risposta tangibile, rifiutando di restare indifferenti rimanendo solo a guardare. 

Sabato scorso, 18 luglio, in Piazza Kursaal a Grottammare, abbiamo invitato la cittadinanza ad essere al nostro fianco, a non osservare mai indifferente e a chinarsi sulla terra insieme a noi per dare un nome e una storia a chi è stato dimenticato. La nostra non è stata un’esibizione, né la pretesa di fare arte blindata da copyright o gallerie. È stata un atto di nuda coscienza, una scelta etica, umana e radicalmente spontanea. La genesi di questo cammino affonda le radici nella ferma volontà di un gruppo di donne di non piegarsi alla rassegnazione. Volevamo sottrarre i bambini alla freddezza dei bollettini di guerra per restituire loro l’individualità della sofferenza: dare un nome e un’età alle loro vite spezzate significa restituire un'identità e una storia a chi è stato barbaramente ucciso.  Per dare forma a questo sentimento di ribellione all'indifferenza, abbiamo cercato un luogo che potesse accogliere il nostro lavoro. Quel luogo è stato il Centro Sisto V, grazie alla disponibilità e al supporto di Ramona. Lì, in quello spazio di condivisione, l’idea iniziale si è trasformata in un grande laboratorio collettivo. Giorno dopo giorno, altre donne si sono unite a noi: chi portando lenzuola dismesse dei propri armadi o delle nonne, chi armata di forbici, chi mettendosi alla macchina da cucire, chi scrivendo instancabilmente.  Da questo sforzo corale è nato il nostro progetto: grandi tele, lunghe fino a venti metri, realizzate assemblando tessuti di recupero disuguali, su cui abbiamo trascritto a mano i nomi di circa 10.000 bambine e bambini tra zero e dodici anni.  La scelta dei materiali e di come li abbiamo allestiti in piazza Kursaal risponde a un preciso simbolismo: lenzuola bianche per evocare direttamente i sudari in cui vengono avvolti i piccoli corpi delle vittime palestinesi.  Non abbiamo appeso i teli in alto; li abbiamo adagiati a terra, dove i corpi vengono sepolti. Chi passava per la piazza era costretto a incrociare lo sguardo con la realtà della perdita, camminando accanto a quei nomi impressi con i colori della bandiera palestinese (nero, rosso e verde).  Non puliremo queste stoffe, il loro deterioramento fisico simboleggerà il calpestamento continuo del diritto alla vita.  La forza del nostro gruppo, prevalentemente femminile, sta nell’unire la sensibilità di comprendere intimamente il valore della vita e il dramma della sua perdita a una ferma presa di posizione collettiva e apartitica.

N.O.M.I. è un'azione a costo zero e senza barriere, pensata per stare in mezzo alla strada, vicino alla gente.  Per questo motivo, ci siamo vestite di bianco e, in assoluto silenzio, senza discorsi ufficiali, abbiamo lasciato parlare solo i nomi delle bambine e dei bambini uccisi, accogliendo chi, con noi, ha voluto aggiungere di proprio pugno i nomi non ancora scritti su questo memoriale infinito, unendo la propria goccia a sicuramente tante altre in Italia, per formare un grande argine contro l'indifferenza e la guerra.

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