Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Presso la Scuola Secondaria di Primo Grado di Castignano si è svolta l’iniziativa Un giorno da insegnanti, un progetto che ha visto gli alunni delle classi 3A e 3B vestire i panni dei docenti per un giorno, guidando i compagni della 1A e della 1 B alla scoperta di un tema fondamentale e attualissimo: l’acqua, risorsa vitale e diritto umano. La giornata è stata preceduta dell'incontro delle classi terze con Marche a Rifiuti Zero sulle stesse tematiche che sono state rielaborate dai ragazzi per gli studenti più giovani.
Un percorso tra scienza, ambiente e attualità: Gli studenti della 3B hanno introdotto l’argomento partendo dalle caratteristiche fisiche dell’acqua e dai suoi principali utilizzi: domestico, industriale, energetico e soprattutto agricolo, settore che ne consuma la quantità maggiore. È stato approfondito anche il concetto di acqua virtuale, spiegando quanta acqua sia necessaria per produrre beni di uso quotidiano: ad esempio, per produrre un uovo servono circa 200 litri di acqua.
Ampio spazio è stato dedicato dell’inquinamento idrico, analizzando le diverse forme di contaminazione: civile, industriale, chimica, da idrocarburi e da rifiuti solidi, come le cosiddette isole di plastica. Tra gli esempi più significativi è stato citato il Fiume Gange, uno dei fiumi più inquinati al mondo. Sono stati inoltre illustrati i danni alla salute causati dall’acqua contaminata.
Siccità e crisi idrica globale: La 3A ha approfondito il fenomeno della siccità, distinguendone le diverse tipologie (meteorologica, agricola e idrologica) e analizzandone le conseguenze su ambiente, agricoltura ed economia. Particolare attenzione è stata dedicata alla grave crisi che ha colpito il Corno d'Africa nel 2011, dove la mancanza d’acqua e la carestia hanno provocato circa 250.000 vittime. È stato citato anche il caso del Kenya, come esempio delle difficoltà che molte popolazioni affrontano quotidianamente per l’accesso all’acqua.
Water grabbing e giustizia climatica
Un altro tema centrale è stato quello del water grabbing, ovvero l’accaparramento delle risorse idriche da parte di soggetti economicamente potenti a scapito delle popolazioni locali, con conseguenze quali povertà, conflitti e migrazioni. Questo fenomeno si collega al principio della giustizia climatica: i Paesi più poveri sono quelli che subiscono maggiormente gli effetti della crisi climatica, pur essendo i meno responsabili delle emissioni. Al contrario, i Paesi più ricchi presentano un’elevata impronta idrica, commerciano “acqua virtuale” e dispongono di tecnologie avanzate di depurazione e desalinizzazione, spesso però energivore.
Gli studenti hanno evidenziato l’importanza di politiche di adattamento climatico a sostegno delle popolazioni più vulnerabili.
L’acqua come diritto umano: L’incontro ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale, riconosciuto a livello internazionale e promosso dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. In particolare, è stato ricordato l’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030, che mira a garantire acqua pulita e servizi igienico-sanitari per tutti.
È stato inoltre sottolineato che il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026, promossa dalle Nazioni Unite, sarà dedicato a Il ruolo dell’acqua nella parità di genere, evidenziando il legame tra risorse idriche, sviluppo sostenibile e diritti.
Dalla teoria all’azione: La parte finale della giornata è stata interattiva: gli alunni delle prime sono stati coinvolti in quiz e domande pratiche su comportamenti quotidiani per ridurre il consumo idrico, come chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, fare docce brevi, scegliere alimenti con minore impronta idrica e ridurre gli imballaggi, seguendo anche i consigli di ENEA.
L’iniziativa si è rivelata un’esperienza significativa di cittadinanza attiva, che ha permesso agli studenti di consolidare conoscenze scientifiche e ambientali, sviluppare capacità comunicative e rafforzare il senso di responsabilità verso una risorsa preziosa e indispensabile come l’acqua.