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Sana, Gardoni (Coldiretti): “Biologico il 30% dei campi marchigiani ma troppa burocrazia"

di Redazione Picenotime

L’eccesso di burocrazia rischia di far allontanare gli imprenditori dall’agricoltura biologica. È la denuncia che Coldiretti Bio, con le parole della sua presidente nazionale, la marchigiana Maria Letizia Gardoni, ha lanciato nel corso del Sana. Secondo un’indagine del Crea l’eccessiva burocrazia, circa il 30% in più rispetto all’agricoltura convenzionale, è la causa dell’abbandono della produzione biologica in ben otto casi su dieci. L’aggravio di oneri amministrativi e le complicazioni ad essi legata, spesso prive di senso, pesa soprattutto sulle aziende di piccole e medie dimensioni inducendole a rinunciare alla certificazione. Da qui la richiesta di Coldiretti di procedere a una semplificazione del quadro normativo per il settore, dove gli obiettivi europei di snellimento, anche nell’ultima proposta di revisione del regolamento europeo, sono rimasti ancora una volta sulla carta. Un settore che nelle Marche continua a crescere. Secondo gli ultimi dati Sinab le coltivazioni biologiche rappresentano quasi il 30% della Sau regionale con oltre 4.200 imprese impegnate (+71% negli ultimi 10 anni) soprattutto su cereali ma anche vino, olio e ortaggi. Un’incidenza ben più alta della media italiana (19%) che pone le Marche tra le regioni più biologiche d’Europa. “Consolidare le filiere agricole di prodotto biologico italiano, attraverso i contratti di filiera, e la sempre maggiore presenza di prodotti biologici nei mercati di Campagna amica sono gli strumenti che stiamo mettendo in campo per favorire la conoscenza e la valorizzazione del bio italiano – sottolinea la presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni. –, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il consumo interno di questa eccellenza del nostro agroalimentare”.

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