Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
L'Alma Academy Liszt Music Art rinnova e sollecita l'amministrazione comunale di Grottammare a pubbblicare la lettera di Liszt ( attesa che dura da 26 anni). Il compositore ungherese Franz Liszt soggiornò a Grottammare per sei settimane nell'estate del 1868 (tra luglio e agosto). Di quel soggiorno rimangono storiche testimonianze, tra cui la celebre lettera autografa spedita all'amico e padre spirituale, l'Abate Antonio Solfanelli. Il documento originale in francese è custodito nell'archivio del Comune di Grottammare.
Liszt giunse nel Piceno in un momento complesso della sua vita personale e spirituale. Cercava riposo e pace interiore, tanto da firmarsi spesso nelle lettere dell'epoca come "l'abbé Liszt".
In altre lettere inviate alla sua amata, la principessa Carolyne von Sayn-Wittgenstein, esaltò la bellezza del posto descrivendo "l'azzurro mare" e lodando la squisita ospitalità dei Conti Fenili e l'erudizione della nobiltà locale. Questo legame storico ha dato vita al celebre Concorso Pianistico Internazionale "Franz Liszt" che si tiene ogni anno a Grottammare per celebrare il genio del compositore. Nel 2024 è stato inoltre inaugurato un busto in suo onore esposto presso i Musei Sistini della città.
Testo integrale tradotto dall’originale francese presente in archivio nel Comune di Grottammare Italia.
“Carissimo amico,
Le nostre sei settimane a Grotta Mare rimaranno per me uno dei migliori e piu’ dolci ricordi. Vogliate ben assicurarne il Conte Fenili e la Signora vostra zia, esprimendo a loro i miei sentitissimi ringraziamenti per la cordiale ospitalita’, si riboccante di benevolenza e di vera distinzione, ch’essi mi hanno accordata.
La mia riconoscenza e’ a loro devota ed io saro’ felice di ogni occasione per farne loro testimonianza. Nella speranza di avere il piacere di ritrovarmi ancora in codesta casa, ove abbiamo passato cosi eccellenti giornate, eccovi il pacchetto delle mie promesse fotografie.
A quelle destinate alla famiglia del Conte Fenili, io ne ho aggiunte per il vostro padre, per il professor Pandolfi ed una mezza dozzina all’indirizzo della Marchesa Laureati, della signora Comi e signor Bigonzetti, che io vi prego di distribuire.
Giovedi, fui a far visita a vostro fratello al quale feci gran piacere, annunziandogli come ormai voi avreste potuto, senza inconvenienti di sorta, fare a meno dei servizi della scienza. Mettetela dunque risolutamente alla porta la medicina.
Vostro fratello mi ha comunicato che il signor Arpi si apprestava a partire per Grotta Mare. Ch’egli goda pacificamente delle armonie del “Concerto” al chiaro di luna…
A proposito del signor Arpi, io vi ripetero’ in confidenza cio’ che mi diceva ieri il Marchese Pio Capranica: suo fratello avrebbe fatto un assai cattivo affare con la Villa Arpi; essa e’ stata pagata qualche migliaio di scudi troppo cara, non rende quasi nulla e sembra quasi inabitabile per i bipedi senza penne, chiamati animali ragionevoli…io ho cercato di consolare Capranica facendo l’elogio del magnifico panorama della villa e dei succolenti pranzi di Bigonzetti.
Certamente, se gli fosse stato, come noi invitato, Capranica sarebbe ancor piu’ sotto l’incanto della Villa Arpi, la quale, fino ad ora, non puo’ essergli apparsa che una bicocca, gravata di qualche centinaio di scudi di spesa all’anno.
Ricordatemi affettuosamente a vostro padre carissimo amico, e abbiatemi sapere vostro devotissimo e riconoscente di tutto cuore”.
F.Liszt
7 settembre ’68- Roma
P.S. – Io vi invio le buste per la M.Laureati, Comi e Bigonzetti, vuote; ponetevi voi,a vostra scelta due fotografie per ciascuno. L’esemplare in piu’grande formato della fotografia di Parigi vi perverra’ nella cassa che vi dovra’ spedire Fortunato in questa settimana.