Cronaca

Macerata: truffe operate da falsi appartenenti al corpo della Guardia di Finanza. Suggerimenti e raccomandazioni

di Redazione Picenotime


Tra le giornate di venerdì 8 e dell’11 maggio sono già sette gli episodi che nella provincia di Macerata hanno visto coinvolte persone anziane quali vittime di truffe a cui sono stati sottratti oggetti in oro, monili e preziosi da parte di sedicenti militari appartenenti al Corpo della Guardia di finanza. In particolare, i componenti dell’organizzazione effettuano un primo contatto con la vittima tramite utenza mobile o telefono fisso qualificandosi come militari del Corpo della Guardia di finanza e, nella maggior parte dei casi rilevati, informando che risulta in circolazione una macchina oggetto di un precedente furto intestata proprio a nome della vittima ragion per cui dovrebbero recarsi il prima possibile presso la caserma della Guardia di finanza più vicina per “sporgere denuncia” facendosi altresì comunicare l’indirizzo di residenza.

In diversi casi, una volta salvato nella rubrica il contatto del sedicente militare che ha effettuato la chiamata, sulla piattaforma social “WhatsApp” appare come foto profilo quella di un militare della Guardia di finanza in uniforme. A quel punto, quando la vittima abbandona l’abitazione per recarsi in Caserma, lasciandola di fatto sguarnita o comunque occupata da soli anziani o bambini, i componenti della banda si recano presso il citato indirizzo in abiti borghesi per porre in essere il furto facendosi aprire la porta di casa dai predetti anziani e bambini ignari del pericolo in corso.

In casi come quelli di specie si raccomanda alla popolazione di non fornire mai propri dati personali di ogni genere a persone sconosciute contattate telefonicamente o tramite indirizzi e-mail o p.e.c. e, prima di abbandonare l’abitazione, di chiamare sempre la Guardia di finanza tramite il numero di pubblica utilità “117” per sapere se una determinata persona che si qualifica come appartenente al Corpo sia o meno effettivamente un finanziere.

In ogni caso si sottolinea che i militari della Guardia di finanza operano, di norma, in coppia e con autovetture di servizio agendo in borghese solo in determinate zone e per specifiche operazioni. Prima di decidere se aprire o meno la porta della propria abitazione a chi si presenta come appartenente alle Forze dell’Ordine, sia di sesso maschile che femminile o in età avanzata, è opportuno capire bene il motivo della visita, chiedendo anche dettagli se necessario, e controllare con cura il tesserino di riconoscimento di cui ciascun militare è dotato in quanto i malintenzionati potrebbero utilizzare diverse scuse per accedere nell’appartamento come ad esempio controllare gli oggetti in oro al fine di periziarli e farli depositare in una cassetta di sicurezza di una banca (tale richiesta, si ribadisce, non rientra tra i compiti istituzionali del Corpo).

I truffatori, se operano in borghese, sono vestiti generalmente in maniera elegante e usano di norma toni gentili e cordiali cercando di disorientare la vittima millantando esperienza pluriennale nel loro settore di servizio. Potrebbero inoltre conoscere già il nome della vittima o di amici e familiari della stessa.

Le condotte criminose poste in essere nei confronti dei cittadini sono state segnalate alla competente Procura della Repubblica e gli artefici sono tuttora in fase di individuazione.

In caso di minaccia di truffa, per qualsiasi dubbio o per segnalare comportamenti sospetti telefonare subito al numero di pubblica utilità 117.

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