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Branco presenta Gubbio-Ascoli: "Rossoblù a caccia del poker di vittorie. Varone aggiunta di grande spessore, Ghirardello la rivelazione"

di Redazione Picenotime

Giacomo Branco

Giacomo Branco

Giacomo Branco

Abbiamo affidato alla penna di Giacomo Branco, giornalista di TRG e conduttore della trasmissione "Fuorigioco", la presentazione dalla sponda rossoblù del match Gubbio-Ascoli in programma Domenica 15 Marzo alle ore 14:30 allo stadio "Barbetti" per la trentaduesima giornata del girone B del campionato di Serie C.


L'attacco vende i biglietti ma è la difesa che vince le partite. Un aforisma che trova paternità nel football americano ma riscontrabile in ogni sport di squadra e che soprattutto nel calcio tricolore diviene spesso verità incontrovertibile. Il Gubbio però ne ha fatto un autentico mantra in questa annata 2025/2026: i numeri difatti evidenziano una produzione offensiva da piena zona playout con 25 gol fatti in 29 partite ma i gol subiti sono appena 21, dato che significa terza miglior difesa del girone B di Serie C dietro Arezzo e Ascoli, non a caso prima e seconda in classifica, che hanno subito entrambe due reti in meno rispetto al team eugubino.

Alpha e Omega, Yin e Yang, Nord e Sud: le cifre definiscono le polarità di una squadra che aveva chiuso l'andata in grande affanno e difficoltà vedendo da vicino il baratro dei playout ma che poi nel girone di ritorno ha totalmente cambiato registro con un trend ascensionale che oggi punta diretto verso la quarta piazza, obiettivo impensabile sino a qualche settimana fa. E anche qui i numeri tendono a descrivere l'assunto molto meglio rispetto alle parole: sei punti con altrettante X e due sconfitte a chiudere il giro di boa, con la zona rossa ad un passo, in un momento dove i tanti infortuni stavano attanagliando l'organico e insistenti rumors di un possibile esonero per Di Carlo nei giorni antecedenti al Natale, dove già si ipotizzava un ritorno in panchina di Gaetano Fontana.

"Appena recupereremo gli infortunati, sono certo che questa squadra tornerà a far punti", disse Di Carlo in maniera profetica dopo un grigio 0-0 al "Barbetti" con la Torres di metà Dicembre. Così la società guidata da Sauro Notari ha deciso di confermare l'ex bandiera del Vicenza ed alla prima del 2026 è arrivato l'ennesimo pari a San Benedetto del Tronto, preludio della partita che ha tangibilmente svoltato l'annata eugubina, ovvero il derby del "Curi" con il Perugia: mai difatti il Gubbio nella sua storia aveva vinto contro i biancorossi in terra perugina e lo 0-1 generato dall'eurogol di La Mantia, oltre che entrare nei libri di storia, ha davvero riscritto il cammino stagionale dei rossoblù. Subito dopo è arrivata difatti la vittoria casalinga con il Forlì e, nonostante il passo falso di Sestri con il Bra, la squadra ha ripreso a macinare punti, ben 7 nelle tre gare ravvicinate con Campobasso, Vis Pesaro e Pontedera prima dell'episodico stop interno con l'Arezzo capolista riscattato però dalle ultime tre vittorie in sette giorni con Guidonia, Carpi e Ternana.

In totale sono 23 punti in 11 gare nel girone di ritorno a dispetto dei 19 complessivi dell'intero girone d'andata, con 10 gol fatti e 4 subiti. Il segreto, come sapientemente profetizzato da Di Carlo, è stato quello di aver recuperato una più che buona condizione generale di squadra che oggi ha finalmente un'identità ben definita ed una chimica di gioco che migliora partita dopo partita. La forza è nel collettivo anche se sono probabilmente tre i giocatori copertina di questa "operazione risalita": il primo è il portiere Titas Krapikas, che dopo aver fatto tanta panchina durante l'andata all'ottimo Bagnolini (che respinse un penalty a Gori nel match d'andata), in questo girone di ritorno sta vivendo un momento semplicemente sensazionale, con prestazioni mirabolanti che lo ergono ad oggi tra i migliori interpreti del ruolo nell'intero girone. Quindi Ivan Varone, quanto mai azzeccato innesto di Gennaio da parte del bravissimo ds Mauro Leo arrivato proprio sul gong di mercato, che dal primo giorno a Gubbio ha portato fisicità, qualità, esperienza, leadership e gol pesanti (2 in 7 partite), con i suoi innati tempi di inserimento partendo da mezzala e che si accinge ad affrontare l'Ascoli da avversario dopo che fino a pochi mesi fa indossava la fascia da capitano del Picchio. Infine, Tommaso Ghirardello: l'attaccante nativo di Rovigo classe 2005 - dopo una prima parte di campionato piuttosto ondivaga e rapsodica complice anche la cessione a Gennaio di Tommasini e i recenti guai fisici di La Mantia - ha avuto tanti minuti da Di Carlo, ripagati appieno con tre splendidi gol che sono valsi nove punti nell'ultimo mese, l'ultimo segnato al "Liberati" dove la vittoria in campionato mancava da 38 anni e che ha reso il Gubbio corsaro dei derby umbri. E proprio la rete alla Ternana testimonia la crescita tecnico-tattica rossoblù dell'ultimo periodo in fase di possesso: in 90 secondi difatti si contano 30 passaggi consecutivi in 66 tocchi complessivi che hanno plasmato la stoccata vincente di Ghirardello, per una nuova consapevolezza nel flusso del gioco che va al di là del mero assetto tattico.

Il modulo prediletto fin qui da Di Carlo difatti è il 3-5-2, con estemporanee variazioni sul tema in un 4-3-1-2, ma oggi a fare la differenza sono i principi, la fiducia e la familiarità del gioco, soprattutto nella capacità di svuotare e riempire gli spazi, nel non dare punti di riferimento agli avversari soprattutto con l'eclettismo degli attaccanti e la capacità di inserimento dei quinti di centrocampo e delle mezzali e nella perpetua ricerca della verticalità con una sapiente gestione del pallone quando la squadra riesce a passare in vantaggio. E poi c'è la fase di non possesso, come detto tra le migliori dell'intero girone, dove la pressione è alternata e ragionata in reparti molto stretti, corti e compatti tra loro che rendono complessa la manovra offensiva alle squadre avversarie, soprattutto nell'ultimo terzo di campo. Chiaro, con una corazzata del calibro dell'Ascoli che sta macinando gioco e punti e in piena lotta per il primato del girone, il Gubbio è atteso ad un ulteriore passo in avanti in termini di mentalità per testare le proprie ambizioni in chiave post season. Per quanto riguarda l'undici iniziale, Di Carlo difficilmente cambierà granché rispetto a quanto visto a Terni. Ancora Krapikas tra i pali con capitan Signorini al centro della difesa, un altro senatore del calibro di Bruscagin sul centro destra difensivo e il fenomenale Di Bitonto, tra i più costanti dell'intero campionato al primo anno tra i Pro, braccetto sul centro sinistra. A destra toccherà ancora a Podda, reduce da due grandi prestazioni arricchite da due assist tra Carpi e Ternana, con l'ex Cagliari, Samp e Torino Murru sulla sinistra. In regia c'è Carraro, in gol con un destro urticante dalla distanza nell'andata al "Del Duca", che ha ripreso titolarità dopo un mese e mezzo passato ai box per infortunio, con Rosaia e Varone mezzali mentre in attacco con Ghirardello è atteso ancora Minta, altro classe 2005 con un cambio di passo da categoria superiore e margini di miglioramento davvero notevoli. Alternative principali sono Baroncelli (altro 2005 dal talento cristallino) in difesa, il jolly Fazzi, Costa e Djankpata a centrocampo oltre al'estro di Di Massimo e Mastropietro in attacco dove è tornato disponibile anche il totem La Mantia, che con l'Ascoli dovrebbe ampliare il proprio minutaggio. Verso la convocazione anche Zallu in recupero dal problema muscolare accusato con l'Arezzo mentre difficilmente sarà della partita Saber, frenato da un forte virus dopo aver segnato con il Carpi il suo primo sigillo stagionale.

Prima di Terni il Gubbio non aveva mai vinto tre partite in fila in stagione, ora l'obiettivo è inanellare un poker di successi per proseguire la "mission" di scalare la graduatoria. Per questo con l'Ascoli si prospettano 90 e più minuti ad altissimo voltaggio in un "Barbetti" pronto ad accogliere quasi 1200 tifosi ascolani nella speranza che anche il pubblico di fede eugubina colori lo stadio di rosso e blu per poter assistere ad uno spettacolo a 360 gradi, sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco.







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