Ascoli Time
di Redazione Picenotime
Questa mattina l’Ascoli Calcio ha varcato i cancelli della casa circondariale di Marino del Tronto, con l’intento di portare un momento di vicinanza, ascolto e condivisione.
La delegazione bianconera, composta dal direttore strategico Andrea Passeri, dal direttore sportivo Matteo
Patti, dall’addetta stampa Valeria Lolli e dal social media manager
Marco Sabatucci, insieme ai calciatori Manuel Alagna, Tommaso
Milanese, Manuel Nicoletti e Andrea Rizzo Pinna, è stata accolta
dalla direttrice Daniela Valentini, da Cristina Sabatini, capo
dell’area trattamentale, e da Valentino D’Isidoro, istruttore
responsabile delle attività sportive per il Centro Sportivo
Italiano.
Nella sala dedicata alle attività
ricreative, lo spazio si è trasformato in un luogo di incontro
autentico. Tra sorrisi, domande e racconti, il calcio è diventato il
linguaggio universale, capace di abbattere ogni distanza. I detenuti,
protagonisti del progetto sportivo del CSI e membri della squadra del
carcere, impegnata nel torneo “Il mio campo libero”, che si
svolge ogni anno con le squadre delle aziende del territorio, hanno
condiviso esperienze e passioni con i calciatori. Proprio a sostegno
di questa iniziativa, l’Ascoli Calcio ha donato alcune divise da
gioco, utili per lo svolgimento dell’attività sportiva. Non sono
mancati momenti di leggerezza, come il ricordo della recente vittoria
nel derby: una gioia che, tra cori, festeggiamenti fino a notte fonda
e fuochi d’artificio al Picchio Village, è arrivata fino alle mura
del carcere, creando un momento di generale condivisione.
A chiudere l’incontro, la promessa di
ritrovarsi a maggio, in occasione della finale e le parole di un
detenuto, semplici ma profonde, che hanno lasciato il segno: “Noi
facciamo il tifo per voi… quindi, se doveste vincere il campionato,
dedicatelo anche a noi”. Perché, in fondo, il calcio riesce a
creare un’uguaglianza che non ammette eccezioni: stabilisce
connessione, al di là del luogo e delle condizioni in cui si vive.