Ascoli Time
di Redazione Picenotime
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Il 9 Ottobre 1988 rappresenta una delle date più nefaste e dolorose nell'ultracentenaria storia dell'Ascoli Calcio.
Esattamente 37 anni fa, all'esterno dello stadio "Cino e Lillo Del Duca" di Ascoli Piceno, venne brutalmente aggredito da pseudosostenitori dell'Inter il tifoso bianconero Nazzareno Filippini, per tutti "Reno". Il suo cuore smise di battere il 17 Ottobre 1988 a causa delle gravi lesioni subite, gettando tutta la città nello sconforto. Si sarebbe dovuto sposare dopo appena una settimana.
Anche quest'anno gli Ultras 1898, nel giorno del tragico anniversario, hanno dato appuntamento a tutta la tifoseria alle ore 21:30 sul Ponte Rozzi per deporre un mazzo di fiori sulla targa d'acciaio a lui dedicata e per un momento di raccoglimento.
"Acciaio inossidabile e cornice bianconera. L'abbiamo voluta così la targa in Suo ricordo. Perchè restasse identica e non si rovinasse col passare del tempo. Inossidabile come il suo ricordo. L'abbiamo realizzata raccogliendo i fondi all'interno della Sua curva, dove nessuno è passato indifferente senza buttare una monetina nel bussolotto agli ingressi della Curva Sud.
E' una targa diversa dalle solite, che rapisce l'occhio, non puoi non notarla. Sta lì, sulla destra del ponte, a ricordare ai giovani che si avvicinano al Del Duca per la prima volta, che la curva è sacra anche perchè bagnata dal sangue. Sta lì, sempre identica, a dirci che in Ascoli non si è tifato per l'Inter e per le grandi squadre ma ci si è combattuto aspramente e anche fisicamente.
E' un ricordo ma anche un monito.
E' una targa silenziosa, essenziale, che parla nell'inconscio e ti dice: “Io resto sempre uguale, non ho avuto tempo per cambiare” e ti mette un po' in imbarazzo mentre tu vai a fare il video della curva per pubblicarlo su facebook con l'occhio alla Champions League (o almeno lo speriamo).
E' a suo modo un manifesto antimodernista, un'allegoria del tifoso che mentre tutto scorre, tutto cambia, cambiano i giocatori, le società, gli orari, i regolamenti, gli arredi dello stadio, i punti per la vittoria, le squadre, il tifoso rimane fermo, identico, inamovibile, fedele, inossidabile, passionale, irrazionale nel suo spirito forgiato anche dall'esempio e dal ricordo di Nazzareno Filippini.
E una volta all'anno permetteteci di dedicargli una partita, uno striscione, un articolo e dichiarare al mondo che nell'animo non vogliamo cambiare, glielo dobbiamo. E' il nostro modo per rendergli tributo.
CIAO RENO, GRAZIE...".

Vile aggressione di cui nessuno di quei cani ha mai pagato!!!
Fu la mia prima al Del Duca, ero un bambino e visto il clima dissi a mio padre che sarei voluto andare via prima. Il materassone blu sotto la curva nord bruciato all'inizio, quell'odore che nulla aveva a che fare con una partita di calcio. Troppo per un bambino che voleva solo vedere dal vivo i suoi "campioni".
Ogni volta che torno al Del Duca e passo su quel maledetto punto dove Reno fu assassinato, gli dico una preghiera e bacio la targa.
Nessuno ha pagato per la giustizia terrena, confido nella giustizia divina, li' non si potra' sfuggire alle proprie colpe.
Reno vive!!! Grazie agli amici di Monaco per lo striscione
TRAGICO GIORNO
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