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D'Uffizi: "Ascoli per me vuol dire casa. Cerco di ripagare l'affetto dei tifosi con le prestazioni in campo. Milanese come un fratello maggiore"

di Redazione Picenotime

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Simone D'Uffizi (foto Gianlucadimarzio.com)

Simone D'Uffizi (foto Gianlucadimarzio.com)

Simone D'Uffizi (foto Gianlucadimarzio.com)

Simone D'Uffizi, ad appena 22 anni, ha già offerto un contributo rilevante all'Ascoli. L'attaccante romano, approdato nel capoluogo piceno nell'estate 2023 dalla Viterbese e sotto contratto fino al 30 Giugno 2030, ha messo a referto 101 presenze con la maglia del Picchio. Al suo attivo 14 assist e 18 gol: 1 in Serie B, 15 in Serie C e 2 in Coppa Italia Serie C. Un bottino di reti che gli ha permesso di entrare nella Top 30 dei marcatori all-time del club bianconero alla pari con Simone Zaza e Roberto Colacone.


"Mi sento un ascolano. Gli interessamenti delle altre squadre fanno più che piacere. Ma Ascoli per me vuol dire casa. Conosco tutti qui e cerco di ripagare l'affetto dei tifosi con le prestazioni in campo - ha dichiarato D'Uffizi nel corso di un'intervista rilasciata a "Gianlucadimarzio.com" -. Rispetto a qualche anno fa mi sento maturato, soprattutto grazie alla fiducia di mister Tomei e del ds Patti. Non ci aspettavamo un inizio di campionato simile. Tomei l’anno scorso ci diceva sempre ‘ragazzi, vincere aiuta a vincere’. Una strategia che adotteremo anche quest’anno. La sosta ci sta dando una mano. Permette anche ai nuovi di ambientarsi, a differenza mia o di altri ragazzi che già conosciamo certe dinamiche. Io e Milanese siamo gli unici reduci dell'anno della retrocessione? Siamo rimasti qui perché era giusto ridare alla piazza ciò che meritava. Tomei ci dice sempre: ‘L’anno scorso ci siamo confermati come giocatori di Serie C, quest’anno dovremo essere calciatori da Serie B’. Ed è vero, ha ragione. Milanese per me è come un fratello maggiore, lo conosco da tanto tempo. È una persona speciale, dentro e fuori dal campo. Seguito dalla Roma a 9 anni quando militavo nella Breda? Veniva sempre un osservatore giallorosso a vedere le mie partite e diceva a mio papà ‘portalo da noi!’. Ma mio padre diceva di no perché ero ancora troppo piccolo. Poi passai alla Lazio ma decisero di di farmi andare via perché ero troppo esile. Tornai alla Breda e onestamente pensai anche di smettere. A quel punto pensavo solo a giocare per divertirmi, nulla più. Poi sono passato alla Lodigiani, in seguito alla Nuova Florida in Serie D e infine il 5 Luglio ho firmato con la Viterbese tra i professionisti. Scelsi subito la maglia numero 15, il giorno in cui sono nato. Da quando sono piccolo, mamma gestisce dei centri estivi e ogni estate ci andavo per giocare a calcio, dalla mattina alla sera. Tutto il giorno lo passavo lì. I tatuaggi dedicati alla mia famiglia sono tutti sulla gamba sinistra. Un tatuaggio per il calcio? Ci ho pensato. Quest’estate mi sono tinto i capelli di biondo per la promozione, ma qualcosa inerente al calcio potrei tatuarmela in futuro. Obiettivi? Voglio arrivare più in alto possibile, magari con questa maglia. Chiaramente il sogno nel cassetto è quello di giocare una finale Mondiale o di Champions League, ma ora penso all’Ascoli. Messaggio ai tifosi? Qualsiasi cosa risulterebbe scontata. Non saprei cosa dirgli nello specifico perché sono uno di loro. Ci vediamo allo stadio".





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Commenti

Osservatore
domenica 04 ottobre 2026

Sei un grande!!!!!!
CONTINUA COSÌ......

NON MOLLARE MAI.......
PORTACI I SERIE "" A""!!!!!!!