Ascoli Time
di Redazione Picenotime
Gli Ultras 1898, con un messaggio pubblicato in serata via social, hanno voluto tracciare un bilancio della splendida stagione dell'Ascoli culminata con la promozione in Serie B.
"Ci sono campionati che si vincono.
E poi ci sono stagioni che entrano, di diritto, nella leggenda.
Abbiamo conosciuto la fatica, macinato migliaia di chilometri e riempito ogni singolo settore. Abbiamo affrontato restrizioni assurde e difeso i nostri colori a testa alta, senza arretrare di un solo millimetro. Quando tutto sembrava crollare, noi eravamo lì. Perché chi appartiene a questa maglia non cerca la via di fuga più comoda: sceglie di restare. Di lottare. Di fare quadrato. A prescindere.
E alla fine, il destino ha pagato il conto a chi non ha mai smesso di crederci.
Ci prendiamo la promozione strappata con i denti ai playoff.
Ci prendiamo i due derby riportati a casa, sradicati da un passato lungo quarant'anni di attesa.
E ci portiamo dentro gli oltre 7.000 abbonati, un record assoluto: la risposta oceanica di un popolo che ha gridato "presente" nel momento più difficile e cruciale.
E poi c’è stato il nostro bandierone.
Criticato, processato, attaccato. Hanno provato in ogni modo a trasformarlo in un caso, ma la storia ha preso un'altra piega: è diventato un simbolo. Ha continuato a sventolare fiero sopra migliaia di cuori ascolani, più forte delle polemiche, più grande delle provocazioni. Perché le chiacchiere del momento invecchiano in fretta, ma l'epica e il mito restano per sempre.
Fino ad arrivare all'apoteosi: la Regina.
Davanti a lei la scacchiera, il nostro eterno campo di battaglia. Ogni mossa ha il suo tempo, ogni sacrificio il suo significato. Perché le grandi vittorie non appartengono a chi si affida alla sorte, ma a chi sa attendere, immobile e lucido, il momento esatto per dare scacco matto. Sul suo braccio il Picchio, sacro a Marte: guida e custode della nostra identità guerriera. Alle sue spalle le torri della città, sentinelle millenarie di una fortezza che non capitola. In un’unica, monumentale immagine si sono fusi l’Ascoli, la sua gente e il suo destino.
Un ringraziamento profondo va a chi ha saputo trasformare questa visione in un’opera destinata a vivere ben oltre i novanta minuti. Grazie Mattia Gaspari . Certi vessilli non si limitano a essere ammirati: entrano a far parte della nostra storia.
Si chiude così un'annata straordinaria.
Ma questa stagione ci lascia in dote qualcosa di molto più grande di una categoria riconquistata.
Ci lascia la certezza granitica che, quando li nostro popolo cammina compatto, nessun ostacolo è insormontabile, nessuna repressione può piegarlo, nessuna mano può cancellare la sua storia e nessun avversario può ignorare la sua forza.
FORZA PICCHIO.
AVANTI CURVA SUD!
AD MAIORA".
