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Ascoli Calcio, sono trascorsi 32 anni dalla brutale aggressione a Reno Filippini

di Redazione Picenotime

venerdì 09 ottobre 2020

Il 9 Ottobre 1988 rappresenta una delle date più nefaste nell'ultracentenaria storia dell'Ascoli Calcio. Esattamente 32 anni fa, all'esterno dello stadio "Cino e Lillo Del Duca", venne brutalmente aggredito da pseudosostenitori dell'Inter il tifoso bianconero Nazzareno Filippini, per tutti "Reno". Il suo cuore smise di battere il 17 Ottobre a causa delle gravi lesioni subite, gettando tutta la città nello sconforto. Si sarebbe dovuto sposare dopo appena una settimana.

Sono tantissimi i tifosi bianconeri che stanno ricordando "Reno" via social e che anche oggi gli renderanno omaggio con una preghiera davanti alla targa d'acciaio a lui dedicata sul ponte "Costantino Rozzi", dietro alla storica Curva Sud.

Ecco il comunicato pubblicato oggi dagli Ultras 1898 attraverso i propri profili social: "Acciaio inossidabile e cornice bianconera. L'abbiamo voluta così la targa in Suo ricordo. Perchè restasse identica e non si rovinasse col passare del tempo. Inossidabile come il suo ricordo. L'abbiamo realizzata raccogliendo i fondi all'interno della Sua curva, dove nessuno è passato indifferente senza buttare una monetina nel bussolotto agli ingressi della Curva Sud.

E' una targa diversa dalle solite, che rapisce l'occhio, non puoi non notarla. Sta lì, sulla destra del ponte, a ricordare ai giovani che si avvicinano al Del Duca per la prima volta, che la curva è sacra anche perchè bagnata dal sangue. Sta lì, sempre identica, a dirci che in Ascoli non si è tifato per l'Inter e per le grandi squadre ma ci si è combattuto aspramente e anche fisicamente. 

E' un ricordo ma anche un monito. 

E' una targa silenziosa, essenziale, che parla nell'inconscio e ti dice: “Io resto sempre uguale, non ho avuto tempo per cambiare” e ti mette un po' in imbarazzo mentre tu vai a fare il video della curva per pubblicarlo su facebook con l'occhio alla Champions League (o almeno lo speriamo).

E' a suo modo un manifesto antimodernista, un'allegoria del tifoso che mentre tutto scorre, tutto cambia, cambiano i giocatori, le società, gli orari, i regolamenti, gli arredi dello stadio, i punti per la vittoria, le squadre, il tifoso rimane fermo, identico, inamovibile, fedele, inossidabile, passionale, irrazionale nel suo spirito forgiato anche dall'esempio e dal ricordo di Nazzareno Filippini. 

E una volta all'anno permetteteci di dedicargli una partita, uno striscione, un articolo e dichiarare al mondo che nell'animo non vogliamo cambiare, glielo dobbiamo. E' il nostro modo per rendergli tributo. 

CIAO RENO, GRAZIE...".

In serata poi gli stessi Ultras 1898 hanno deposto una corona di fiori al fianco della targa dedicata a Nazzareno Filippini sul ponte "Costantino Rozzi"ed hanno posizionato uno striscione con su scritto: "Un grido di rabbia. Reno vive!".


© Riproduzione riservata

Commenti

piceno
venerdì 09 ottobre 2020

Era del mio stesso quartiere oltre ad essere un'amico. Altro INDIMENTICABILE entrato a far parte della nostra storia.


cmionista bn
venerdì 09 ottobre 2020

Per sempre nei nostri cuori , per sempre nella nostra storia del Ascoli calcio ,immortale guerriero!


thealvaropugnaloni Osimo
venerdì 09 ottobre 2020

Rimanerai sempre nei nostri cuori Reno Vive dentro di noi.UN RAGAZZO CHE X ASCOLI CALCIO A DATO UNA VITA.SALUTO TUTTI I TIFOSI..FA .C


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