Ascoli Time
di Redazione Picenotime
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Novità in vista nel settore giovanile dell'Ascoli. Federico Medori, attraversa una lunga lettera pubblicata via social, ha annunciato che lascerà il club bianconero dopo tre anni. Nell'ultima stagione, alla guida dell'Under 16, ha vinto il girone C di Serie C e poi è arrivato fino alle semifinali playoff, venendo sconfitto per 2-1 dal Vicenza allo stadio "Del Duca" lo scorso 14 Giugno dopo il pareggio a reti bianche nella gara d'andata in Veneto.
"Sono grato alla vita per questi tre anni magnifici vissuti ad Ascoli.
Finisce la mia avventura in bianconero, ma non finirà mai l’amore che provo per l’Ascoli Calcio, per questa città e per gli ascolani.
Sono stati tre anni intensi, pieni di emozioni vere, di passione, di vittorie, di sconfitte, di sacrifici e di crescita. Ho avuto la fortuna di allenare tre gruppi straordinari, ragazzi che si sono fidati di me fin dal primo giorno e con cui abbiamo fatto un percorso bellissimo, togliendoci tante soddisfazioni.
Non sono mai stato un allenatore che vive di numeri. Sarebbe troppo facile guardare solo quelli. Io vivo di emozioni, di rapporti umani, di quello che riesco a dare e soprattutto di quello che ricevo. E in questi tre anni ho ricevuto tantissimo.
Il primo grazie va a Villa Pigna, che mi ha adottato nei miei primi due anni. Grazie a Giuseppe con il quale ho convissuto 2 anni e mi lega a lui una grande amicizia, a Maurizio, Pasquale e Antonella, ma grazie davvero a tutta Villa Pigna, perché lì mi sono sempre sentito a casa.
Un grazie ai magazzinieri del settore giovanile, Rafino ed Emidio, e ai magazzinieri della prima squadra, Alessandro, Gaetano e Mirco, persone sempre presenti e disponibili. Grazie anche ai cuochi della mensa, che ogni giorno mi hanno fatto sentire il loro affetto con quei piccoli gesti che valgono tantissimo e a tutte le persone che lavorano al picchio village.
Ho sentito questa maglia addosso in ogni centimetro della mia pelle e ho cercato ogni giorno di trasmettere questo amore ai ragazzi che ho allenato. Ogni volta che entravo al Picchio Village sentivo il dovere di dare il 120%, e sono orgoglioso perché tutti i miei ragazzi hanno sempre provato ad andare oltre i propri limiti.
Quest’anno abbiamo fatto qualcosa di speciale. Oltre alla vittoria del campionato, siamo arrivati a un passo dallo Scudetto, scrivendo una pagina importante della storia del settore giovanile dell’Ascoli.
L’ultima partita sulla panchina dell’Ascoli l’ho vissuta allo stadio Del Duca. Per chi ama questi colori, quello non è uno stadio qualsiasi: è un tempio. Mi sono seduto sulla stessa panchina dove si è seduto Carlo Mazzone, un uomo che ho sempre ammirato per la sua sincerità, per il suo carattere e per il suo modo diretto di essere. Uscire tra gli applausi della nostra gente e anche di quelli del Vicenza è un’emozione che porterò dentro.
Credo di lasciare un patrimonio importante: tanti ragazzi cresciuti, maturati e pronti a costruirsi un futuro importante. Ed è questa la vittoria più bella.
Avrei voluto dedicare uno Scudetto a due persone speciali: Cheri e Coco. Non ci sono più, ma nel mio primo anno ad Ascoli mi hanno insegnato cosa significa davvero essere ascolani. Attraverso i loro racconti ho capito quanta passione scorre nel sangue piceno e quanto orgoglio ci sia nel rappresentare questa città.
Per questo, portare in giro per l’Italia il nome dell’Ascoli è stato per me un privilegio immenso. Ho cercato di farlo mettendoci dentro tutto quello che avevo: amore, passione e rispetto. Credo davvero che tutti i gruppi che ho allenato siano riusciti a rendere orgogliosa questa maglia.
Ad esempio, quest’anno ad Arezzo e a Forlì, al termine delle partite, alcuni genitori delle squadre avversarie ci hanno aspettato fuori dallo spogliatoio solo per farci i complimenti per il nostro modo di giocare, per il coraggio con cui affrontavamo ogni partita e per la nostra voglia di dominare il gioco. Per un allenatore, questi sono riconoscimenti che valgono tantissimo.
Grazie anche all’Hotel Valentino, che è stata casa mia fino a febbraio, e poi al centro di Ascoli, dove da marzo ho avuto la fortuna di vivere. Alla signora delle pulizie che con quel sorriso materno e il suo “buongiorno mister” ti metteva sempre di buon umore. Fare colazione ogni mattina affacciato su Piazza del Popolo è uno di quei ricordi che porterò con me per sempre.
E infine il grazie più grande va a tutti i ragazzi che ho avuto l’onore di allenare.
Se durante una partita o un allenamento vi sembrerà ancora di sentire la mia voce... giratevi. Magari sarò davvero lì, in tribuna, da tifoso, a incitarvi ancora, come ho sempre fatto.
Perché da oggi finisce il mio lavoro ad Ascoli, ma non finirà mai l’amore che provo per questa maglia, per questa città e per la sua gente.
Con infinito affetto,
Federico".
Bellissima lettera a tratti commovente e sensazioni che solo Ascoli e l'Ascoli sanno dare.
Grazie mister