Ascoli Time
di Redazione Picenotime
Le telecamere della WEB TV dell'Ascoli Calcio hanno fatto tappa al Picchio Village per un approfondimento dedicato alla Primavera, un’occasione per raccontare il lavoro quotidiano del gruppo e una particolarità, che rende la squadra bianconera unica nel panorama delle squadre avversarie: la presenza nell’undici base di ben tre classe 2009 sotto età – Rosa, D’Agostino e Balducci – una scelta che testimonia ancora una volta la fiducia del club nei giovani e nel percorso di crescita del proprio vivaio.
Attraverso le voci del direttore strategico dell’Ascoli Calcio Andrea Passeri, del responsabile del Settore Giovanile Camillo Carlini, di mister Corsi, del vice Lazzarini e del preparatore atletico Amadio è stato posto il focus sulla filosofia alla base del settore giovanile bianconero.
Andrea Passeri – Direttore
Strategico: “La filosofia è quella di voler far crescere i
ragazzi, dando loro l’opportunità di emergere e di guadagnarsi il
posto. Per puntare sui giovani non serve coraggio, ma
equilibrio. Una volta fatta una scelta e sposata un’idea,
finalizzata alla formazione, non puoi tornare sui tuoi passi se i
risultati non arrivano perché si perderebbe di vista l’obiettivo.
Servono equilibrio e lucidità nel valutare sia il percorso che si
sta facendo sia il lavoro del Mister e la crescita dei ragazzi. Oggi
stiamo vedendo che questi ragazzi non solo loro tre, ma tutti i 2007,
i 2008 e, ovviamente, i 2009.È importantissimo per un club come
l’Ascoli creare un valore interno piuttosto che acquisirlo sul
mercato: la convenienza è intanto economica, ma va tenuto conto che
crescere un giovane che poi arriva in prima squadra significa avere
un settore giovanile legato al territorio, al club, ai colori e
questo porta un grande valore. La società stessa è legata ai
ragazzi così come l’intero territorio. Penso all’affetto che c’è
nei confronti di Riccardo Orsolini nonostante da tanti anni non sia
più qui. Noi crediamo fortemente in quello che facciamo e siamo
convinti che sia un percorso valido in linea con la nostra idea di
calcio e di formazione”.
Camillo Carlini – Responsabile Settore Giovanile: “Zagari in prima squadra è senz’altro un esempio importante perché dà certezza al percorso iniziato quest’estate. Arrivare in prima squadra significa che tutti i sacrifici che fanno i ragazzi sul campo si trasformano in concretezza. Siamo felici per Zagari perché vediamo in lui il processo di crescita che sta avendo nel misurarsi quotidianamente con i grandi”.

Emiliano Corsi –
Allenatore : “Non è facile approcciare ad un campionato
Primavera sotto età, si tratta di ragazzi umili che, attraverso il
lavoro, il sudore, il sacrificio, cercano di fare sempre del loro
meglio. Al mio arrivo sono partiti tutti da zero, nessuno qui ha la
maglia assicurata. Nel calcio di oggi un calciatore deve essere
completo, l’aspetto mentale è fondamentale perché la mente è la
parte più potente del nostro corpo. Un giocatore, che mentalmente è
predisposto a sacrificarsi ed è ossessionato dal fare bene ogni
giorno, ha grandi margini di miglioramento e la possibilità di
ritagliarsi uno spazio per il futuro”.
Riccardo Lazzarini – Vice
allenatore: “Nei sotto età ho trovato grandi miglioramenti
dal punto di vista caratteriale e prestativo. Sono ragazzi che si
sono messi a disposizione sin da subito, ho percepito da parte loro
grande voglia di migliorare e questo è un aspetto importante perché
la Primavera è l’ultimo step prima della prima squadra”.
Paolo Amadio – Preparatore
Atletico: “Quando si parla di preparazione atletica nel
settore giovanile sicuramente c’è da prendere in considerazione
l’età dei ragazzi. Abbiamo dei 2009 che, a livello teorico,
dovrebbero effettuare una preparazione differente rispetto al resto
del gruppo, ma nello specifico sia D’Agostino che Balducci sono già
abbastanza sviluppati e possono effettuare lavori simili a quelli del
resto della squadra. Un discorso differente lo facciamo quando si
aggregano ragazzi dall’Under 17, che non hanno un bagaglio di
allenamento come il nostro e, quindi, differenziamo il lavoro,
soprattutto quando si tratta di sedute di forza in palestra”.
