Atletico Ascoli

Atletico Ascoli, Minicucci: "Stiamo dando continuità ai risultati, ci godiamo la pausa e poi ripartiremo"

di Redazione Picenotime

Manel Minicucci

Manel Minicucci

Manel Minicucci

Il 30enne attaccante dell'Atletico Ascoli Manel Minicucci ha parlato a metà in settimana in vista della prossima gara contro l'Unipomezia in programma Domenica 8 Marzo alle ore 14:30 allo stadio "Comunale" di Pomezia per la 27esima giornata del girone F del campionato di Serie D.



Momento positivo per l’Atletico Ascoli. Vittoria interna contro il Chieti e striscia di risultati utili. Arriva però la pausa.

«Sì, siamo in un buon momento, stiamo dando continuità ai risultati. È arrivata una bella vittoria per 3-1 in casa, in rimonta, che comunque non è mai scontata contro un Chieti che veniva da una vittoria contro il Termoli.Quindi siamo soddisfatti. Adesso ci godiamo questo momento e questa pausa per il Viareggio, poi ripartiremo la settimana prossima».



Domenica è arrivato il tuo quinto gol stagionale, su un calcio di rigore calciato in modo particolare, da fermo. È il tuo modo di calciare?

«No, in realtà vario molto. Mi piace provare, sperimentare, mettere un po’ di gioia nel gioco. Il gol del rigore era quello del sorpasso, quindi anche un bel rischio, però è più bello così. Se non fai il gesto tecnico quando conta, quando lo fai? A me piace provare cose particolari quando posso. A volte riescono, a volte no, ma sono cose che poi si ricordano con piacere».



L’azione del rigore nasce da un fallo che hai subito.

«Sì, ho sentito il contatto e comunque ho preso un pestone. Poi l’arbitro ha interpretato l’azione: probabilmente ha visto che avevo anche toccato il pallone.Alla fine c’è stato il rigore su Vecchiarello e va bene così».



La classifica dice più cinque sulla Vigor Senigallia, prima fuori dai playoff, e meno due dall’Aquila. Qual è l’obiettivo?

«Noi guardiamo soprattutto in casa nostra. Ovviamente la classifica dà un orientamento su quelli che possono essere i punti e le squadre da superare. Il nostro obiettivo è raggiungere i play-off, sia come obiettivo personale che di gruppo e societario. Faremo di tutto fino alla fine dell’anno per dare continuità ai risultati e mantenere questo posizionamento. Da quando siamo entrati nella zona playoff non ne siamo più usciti, quindi stiamo dimostrando la nostra forza, la nostra identità e il nostro valore».



Da esterni si guarda anche alla lotta al vertice. Ha fatto rumore la sconfitta del Teramo.

«Sì, diciamo che nessuno se l’aspettava, considerando che il Teramo aveva perso solo con noi all’andata. È comunque una corazzata di tutto rispetto e secondo me ha ancora possibilità di lottare per la vittoria del campionato. Adesso le squadre al vertice entreranno in un periodo molto complicato, con tanti scontri diretti. Ogni partita è difficile e nulla è scontato. Il campo di San Mauro, per esempio, è un fortino: anche se magari non hanno fatto tantissimi punti, resta comunque un campo molto complicato». 



La tua maglia numero 10 parla chiaro: calcio tecnico, possesso palla, assist. Ti riconosci in queste caratteristiche?

«Io alleno e coltivo le qualità tecniche con il pallone da tutta la vita. Cerco sempre di migliorare il mio aspetto tecnico personale e la capacità di dialogare con i compagni. Quando sono in campo mi piace avere la sensazione di poter alzare il livello dei miei compagni. È questo che mi rende più soddisfatto. Poi ovviamente mi piace anche sfoggiare gesti tecnici, perché è qualcosa che mi diverte e mi fa stare bene».



Da piccolo a quali numeri 10 ti ispiravi?

«Quando ero piccolo guardavo tanti video su YouTube dei grandi numeri 10. A me è sempre piaciuto tantissimo Roberto Baggio. Lui per me è stato il numero 10 più bello, più forte e più romantico della storia. Anche la sua storia e il suo percorso mi hanno sempre affascinato».



Meglio giocare al "Del Duca" o a Monticelli?

«Sono due realtà diverse. Il Del Duca è uno stadio storico dove hanno giocato squadre di Serie A, è venuto anche il Milan. Ha ospitato la Serie A dell’Ascoli. Io comunque mi trovo bene su tutte le superfici. Non ho problemi ad adattarmi. È ovvio che un campo grande come il Del Duca può esaltare le mie caratteristiche di corsa e attacco della profondità, però mi trovo bene anche a Monticelli Alla fine io vengo dalla strada: dove gioco, gioco. L’importante è essere in campo e divertirmi».









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