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“SOS – SAVE OUR SOULS”: a Freising il patrimonio delle Marche tra Sibillini ed Adriatico e il lavoro di tutela dopo il sisma

di Redazione Picenotime

Si è inaugurata il 18 ottobre 2026, con una significativa partecipazione di pubblico, la mostra “SOS – SAVE OUR SOULS. Arte, fede e identità tra i Sibillini e l’Adriatico”, ospitata fino al 31 marzo 2027 al Diözesanmuseum di Freising e promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e dal Museo Diocesano di Freising.

Attraverso venti opere, dal XIII agli inizi del XVII secolo, l’esposizione presenta al pubblico internazionale il patrimonio artistico delle province di Ascoli Piceno Fermo e Macerata e racconta il lungo lavoro di tutela e conservazione che, dopo il terremoto del 2016, ha consentito di recuperare, mettere in sicurezza, catalogare e restaurare opere danneggiate, rendendone progressivamente possibile una nuova valorizzazione.

I beni esposti hanno attraversato un percorso impegnativo, fatto di interventi urgenti e di attività proseguite con costanza negli anni successivi al terremoto. Ai recuperi dagli edifici monumentali lesionati sono seguiti i trasferimenti nei depositi di sicurezza, realizzati dalla Soprintendenza. Contestualmente, sono stati predisposti i progetti di restauro, necessari per richiedere i finanziamenti destinati al recupero delle opere e consentire loro di tornare a essere conosciute e ammirate.

“Un lavoro costante, svolto nel rispetto delle esigenze di tutela e conservazione e in dialogo con i proprietari e le comunità, per custodire il valore artistico, religioso e identitario delle opere e accompagnarne la restituzione alla fruizione pubblica - commenta Pierluigi Moriconi Storico dell’Arte della Sabap AP FM MC e curatore della mostra -. La conoscenza del patrimonio e il rapporto con il territorio hanno permesso di intrecciare il racconto delle opere con quello del loro recupero e della loro salvaguardia.”

“SOS – Save Our Souls” porta a Freising non solo opere d’arte, ma la storia e la forza di una comunità che, dopo il terremoto, ha scelto di trasformare una ferita in un percorso di rinascita. Le opere esposte raccontano un patrimonio fatto di arte, fede, tradizioni e territori, e diventano oggi vere e proprie ambasciatrici dei “Cammini della Rinascita”: un progetto che unisce borghi, paesaggi, luoghi della cultura e comunità, trasformando il patrimonio diffuso in una leva per il futuro. Alcune di queste opere sono state recuperate e restaurate dopo il sisma. La loro presenza in Germania dimostra che ricostruire non significa soltanto restituire ciò che è stato perduto, ma creare nuove connessioni, rafforzare l’identità dei territori e aprirli a nuove opportunità - dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Portare questo patrimonio in Europa significa raccontare un Appennino che non vuole essere ricordato per la ferita del terremoto, ma per la capacità di rialzarsi, ricostruire e tornare a vivere. È questa la forza della cultura: custodire la memoria e, allo stesso tempo, costruire futuro».

La mostra offre dunque l’occasione per conoscere il lavoro della Soprintendenza e delle diverse professionalità coinvolte a partire da tutti i dipendenti della soprintenda diretta dall’Architetto Giovanni Issini, e da tutti i professionisti e maestranze a vario titolo coinvolte: storici dell’arte, restauratori, tecnici e personale impegnato nel recupero, nella documentazione, nella gestione dei depositi e nell’organizzazione dei prestiti. Attività spesso poco visibili, ma essenziali per accompagnare il patrimonio dall’emergenza alla possibilità di una nuova fruizione pubblica.

Tra gli autori rappresentati figurano Carlo e Vittore Crivelli, Lorenzo Lotto, Allegretto Nuzi, Paolo da Visso, Pietro Alemanno, Marco Palmezzano e Cola dell’Amatrice e per la prima volta in mostra le opere di Paolo Bontulli da Percanestro. Le loro opere restituiscono la ricchezza di un territorio nel quale arte, paesaggio e spiritualità hanno contribuito nei secoli alla formazione dell’identità delle comunità del centro Italia. 

Tre opere, una per ciascuna provincia, esprimono tra l’altro, in modo particolare, questo legame:

·         Il Polittico di Massa Fermana di Carlo Crivelli, firmato e datato 1468, è la prima opera marchigiana documentata dell’artista. La Madonna col Bambino e i santi, impreziositi dai fondi dorati, testimoniano la ricchezza del suo linguaggio figurativo. Proveniente dalla chiesa dei Santi Lorenzo, Silvestro e Ruffino, il polittico è stato trasferito nella Pinacoteca civica dopo il sisma del 2016

·         La Pala di San Vittore di Cola dell’Amatrice, realizzata nel 1514 per l’omonima chiesa ascolana grazie alla devozione dei cittadini, raffigura la Madonna col Bambino e i santi Vittore, Eustachio, Andrea e Cristanziano. Sullo sfondo compare una suggestiva veduta di Ascoli medievale sotto un temporale, legata alla protezione di san Cristanziano contro la grandine. Dopo i gravi danni subiti dalla chiesa nel 2016, l’opera è custodita nel Museo Diocesano di Ascoli Piceno, in attesa del ritorno nella sede originaria.

·         Il Polittico di Nocelleto di Paolo da Visso, databile intorno al 1470, proviene dalla chiesa di Santa Maria in Castellare, nel territorio di Castelsantangelo sul Nera. I colori vivaci, i fondi oro e la carpenteria gotica, incorniciano la Madonna col Bambino, gli angeli e i santi. Sopravvissuto alla distruzione della chiesa durante il terremoto, è stato messo al sicuro presso il deposito museale MARec di San Severino Marche.

La Soprintendenza rivolge un sentito ringraziamento al Diözesanmuseum di Freising, al direttore e co-curatore Christoph Kürzeder, a tutto il personale del museo e all’Arcidiocesi di Monaco e Frisinga, per la collaborazione e per aver offerto a questo patrimonio un’importante occasione di conoscenza internazionale.

Un ringraziamento particolare è rivolto alle proprietà e agli enti prestatori, per la fiducia e la disponibilità con cui hanno reso possibile il progetto di mostra:

·         Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata – Museo di Palazzo Ricci;

·         Arcidiocesi di Camerino–San Severino Marche-Matelica per le opere della Collegiata di Santa Maria di Visso, della Chiesa di Santa Maria in Castellare di Nocelleto località di Castelsantangelo sul Nera, della Collegiata della Santissima Annunziata di San Ginesio e della Chiesa di Santa Maria di Vallinfante fraz. di Castelsantangelo sul Nera.

·         Diocesi di Macerata – Cattedrale di San Giuliano;

·         Arcidiocesi di Fermo, per il Polittico di Massa Fermana e per le opere delle realtà ecclesiastiche coinvolte: Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato e Pinacoteca parrocchiale di Corridonia, Chiesa di San Martino di Monte San Martino, Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Benedetto di Montegiorgio e Chiesa di San Giacomo Maggiore di Potenza Picena;

·         Comune di Montefalcone Appennino, per il Crocifisso proveniente dal Convento di San Francesco;

·         Chiesa e Convento di San Francesco di Matelica dei Frati Minori;

·         Monastero di San Liberatore di Castelsantangelo sul Nera delle Suore Benedettine;

·         Diocesi di Ascoli Piceno – Museo Diocesano;

·         Fondazione IRCER e Comune di Recanati – Museo civico Villa Colloredo Mels, rispettivamente proprietà e sede di conservazione dell’Annunciazione di Lorenzo Lotto.

Un ringraziamento speciale va al Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, al Pio Sodalizio dei Piceni con il segretario generale Alfredo Lorenzoni, al BIM Tronto, con il presidente Luigi Contisciani e al Sistema Museale Piceno con la direttrice Concetta Ferrara, per la collaborazione e il sostegno alla realizzazione dell’iniziativa.

Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Cultura, attraverso il “Fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiana all’estero annualità 2025-2027”, e gode del patrocinio della Regione Marche.



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