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Amici del Carnevale Sambenedettese, bilancio dopo l'edizione 2026: "Non dobbiamo far morire questa tradizione"

di Redazione Picenotime

Foto Braccetti

Foto Braccetti

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Il Carnevale Sambenedettese 2026 è andato in archivio con qualche giorno di ritardo rispetto al solito per via del posticipo della sfilata domenicale, dovuto al maltempo che impedì l’uscita dei carri allegorici dal capannone di Viale dello Sport nelle prime ore di quel giorno. Tempo di bilanci, dunque, con gli organizzatori degli Amici del Carnevale Sambenedettese che si ritengono soddisfatti, anche se nella sfilata domenicale, capitata in tempo di Quaresima, gli spettatori erano meno di quanti se ne potessero prevedere, nonostante la bella giornata. Ma resta il grande afflusso del martedì grasso, superiore agli anni passati, con gli spettatori che hanno potuto ammirare le creazioni di coloro che hanno sacrificato giorni e notti per offrire alla città e soprattutto ai bambini uno spettacolo colorato e ricco di musica e di attrazioni.


«Non dobbiamo far morire il Carnevale a San Benedetto – ha dichiarato dal palco il presidente dell’associazione carnascialesca, Alberto Malavoltama c’è bisogno di mezzi, sia tecnici che economici che possano ridare a questa festa la dignità che c’era quando esistevano i capannoni dietro la curva nord dello stadio “Ballarin”. Al Carnevale servono dei nuovi capannoni, posizionati tra il mare e la ferrovia e nella zona portuale (avremmo anche individuato un’area possibile) – ha proseguito – in modo da non disperdere le nuove energie che si sono riunite per costruire i carri di quest’anno». In effetti, quello del 2026 è stato il Carnevale più giovane degli ultimi 50 anni, con tre quarti dei ragazzi che hanno lavorato per la costruzione delle opere che hanno sfilato di età compresa tra i 18 e i 27 anni. Nuove idee ci sono, servono mezzi e strutture e l’appello del presidente era rivolto principalmente a coloro che hanno intenzione di candidarsi alla poltrona di sindaco di San Benedetto. Il capannone piccolo, freddo e basso che sorge dietro l’Ipsia non permette di lavorare bene, servono locali adeguati e accoglienti, dove poter invitare anche i ragazzi delle scuole da avviare all’arte della manipolazione della cartapesta e dove assemblare tutti i componenti in sicurezza e senza rischiare malanni per le temperature gelide. Un candidato sindaco che mettesse il Carnevale all’interno del proprio programma politico troverebbe parecchi consensi, sia nel mondo dei carristi che da parte di coloro che amano la festa più colorata dell’anno. Poi si potrebbe lavorare anche alle altre idee proposte nel corso degli anni, come la creazione della maschera tipica di San Benedetto (a Porto d’Ascoli c’è già “Lu murt’ de fame”), di canzoni che vadano a creare la colonna sonora del Carnevale, magari con lo stimolo di un concorso a premi con una serata finale a teatro e di riportare a San Benedetto delle madrine o dei personaggi famosi che attirino altro pubblico in città, senza dimenticare che quest’anno la consueta festa del giovedì grasso per tutti i bambini che si svolgeva al Palasport non è stata fatta per l’indisponibilità dell’impianto sportivo. Il Carnevale chiama, sperando che la politica risponda".



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