Eventi e Cultura

Ascoli, successo per la Milanesiana: Sgarbi e Del Debbio completano il parterre de roi della serata

di Davide Ciampini


La Milanesiana, storica rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, arriva ad Ascoli Piceno dal 8 al 10 Luglio 2026, proponendo tre serate uniche nella splendida cornice del Teatro Ventidio Basso. Il tema di quest'anno, "Desiderio e Legge", sarà il filo conduttore di una programmazione che esplora i rapporti tra impulso creativo, limiti sociali e la continua tensione tra libertà e responsabilità. Il festival conferma la sua vocazione multidisciplinare e coinvolge grandi nomi della letteratura, dell'arte, della filosofia e dello spettacolo. La kermesse ha avuto inizio ieri, con la serata "Il cielo più vicino", viaggio inedito nella natura e nella montagna attraverso l'arte, ispirato alla pubblicazione omonima di Vittorio Sgarbi. Intervenuti, diannzi ad una folta platea di pubblico, Vittorio Sgarbi, Paolo Del Debbio e Stefano Papetti, mentre Sabrina Colle ha dato voce a brani dal libro, accompagnata dal violino di Hildegard de Stefano. L'introduzione è stato affidata a Francesca Filauri, presidente dell'Associazione Cultural-mente Insieme.



"Benvenuti - ha esordito Elisabetta Sgarbi - alla prima di tre giornate di questa Milanesiana. Prima del mio intervento, vorrei che faceste un grande applauso a Vittorio Sgarbi per il suo ritorno ad Ascoli. Un doveroso tributo va altresì rivolto a Sabrina Colle, Stefano Papetti, Paolo del Debbio ed Hildegard de Stefano. La serata verterà sul nuovo libro di Vittorio che, al netto del suo periodo, definirei 'luminoso'. Fu proprio la sua compagna a suggerire a mio fratello di scrivere un testo in merito. Ed è proprio qui, questa sera, che ne presentiamo il contenuto".



"Questo matrimonio tra la Milanesiana e Ascoli è ormai consolidato - ha proseguito il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti -. Un matrimonio che ha creato forti sinergie, le quali hanno contribuito ad innalzare la cultura nella nostra città. Ad Elisabetta Sgarbi il merito di aver avuto questa lungimiranza, grazie a cui combattiamo lo spopolamento dell'hinterland. Lo facciamo grazie alla cultura e questa kermesse: non un semplice festival, ma un luogo di incontro fra discipline diverse. Credo fortemente nel lavoro del Prof. Papetti, cui va il merito di aver fatto conoscere Ascoli in tutta Italia. In questa tre giorni ospiteremo personalità eminenti, indagando il rapporto fra sacro e cultura. Di particolare rilievo sarà inoltre la figura di San Francesco, persona che ha dimostrato il valore del dono".



"Benvenuti - ha detto la presidente di Culturalmente Francesca Filauri - a questa tappa della Milanesiana, ormai giunta alla sua nona edizione. Ricordavo poc'anzi quando giunse per la prima volta in città e un ringraziamento va naturalmente al sindaco di Ascoli così come a tutti gli attori che ne hanno permesso po svolgimento. Quest'anno il tema precipuo è il desiderio e la legge, tema che tocca una delle corde più profonde e intime: appunto desiderio e legge. Due concetti apparentemente antitetici: il desiderio è l'anarchia fra le anime, mentre la legge indica il confine, la regola, il fine che permette di viverci senza distruggerci. Il legame è assai segreto è affascinante e non c'è legge che non abbia senso se non quello di proteggere e il senso della giustizia e della dignità umana".



"Conosco Vittorio Sgarbi dal 1993: con lui ho parlato poco di politica e molto di filosofia e di teologia - ha precisato il giornalista Paolo Del Debbio -. Questo suo libro ha radici profonde, sia dal punto di vista teologico che biblico: i monti di Dio sono sovente presenti e gli autori del Vecchio e Antico Testamento ne descrivono le fattezze. Con la consapevolezza che, dopo le montagne, c'è un oltre e questo è un tema ricorrente nel panegirico di Vittorio: guardare oltre. Si è parlato molto nella teologia di come Dio sia presente, invisibile, ineffabile. Stare con la testa nel cielo ci rende divini, e la divinizzazione dell'uomo fa sì che vi sia un senso a cui agganciare la vita: San Tommaso dice che Dio è un'ancora attaccata al cielo, alla quale possiamo aggrapparci. Ecco: tutto questo è presente in questo testo".



"Tutti - ha proseguito il direttore della Pinacoteca Civica il Prof. Stefano Papetti - dicono a Vittorio 'bentornato', ma per me non te ne sei mai andato. Certamente le tua apparizioni televisive si sono diradate, ma hai sempre coltivato la tua attenzione verso certi temi. Il testo testimonia il tuo periodo di sofferenza, libro che si apre con il bellissimo verso letto da Sabrina Colle".



"Il viandante di Friedrich, qui presente sulla copertina del mio libro, rispecchia la sua anima - ha dichiarato il critico d'arte il Prof. Vittorio Sgarbi -. Si tratta di una specie di rappresentazione divina che la sua anima vede come una condizione inevitabile per l'umanità, ragion per cui è più eloquente di altri nel rappresentarlo. Mi rivedo nella figura del viandante, e ciò mi riporta all'età dell'infanzia. Mio padre era uso portarmi in montagna, il che mi ha fatto comprendere l'arte di un artista ritiratosi in quella montagna. La stessa montagna che aveva promesso a Giotto di ritrovare la sua anima. La montagna - dicevo - porta con sè il mistero del divino: a tal proposito Leopardi teorizzerà, sul piano filosofico, ciò che Giorgione ha rappresentato nella sua tempesta. Le analogie sono dunque evidenti. L'amore per le Marche sono un passaggio inevitabile e necessario, vista l'importanza della regione. La coscienza non raggiunge sempre il suo destino, ma rimane sospesa nel vuoto in un momento di difficoltà dell'individuo che smarrisce la sua direzione: questo il significato dei siffatti corvi (in riferimento ad un dipinto di Van Gogh). Arte e follia sono sovente connesse: l'artista vuole rappresentare ciò che non si vede".



La serata si è più conclusa con il conferimento di una medaglia per il valore militare a Giuseppe Sgarbi, distintosi durante la Seconda Guerra mondiale. A ritirarla i figli Vittorio ed Elisabetta.



autore Davide Ciampini****

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