Eventi e Cultura
di Redazione Picenotime
Disponibile da oggi in libreria la raccolta di poesie dal titolo "Ascule bella miè", edito da Artemia Nova Editrice. Il volume contiene 21 poesie, composte da Daniele Paolanti (giurista e poeta) sulla città di Ascoli Piceno, decantata in tutte le sue beltà: dal santo patrono alle tradizioni, sino all'Ascoli Calcio. Ciascuno dei componimenti è stato tradotto in dialetto ascolano da Pier Paolo Piccioni, anch'egli autore di opere apprezzatissime, protese a celebrare la realtà locale ed il compendio culturale ascolano. Ascule bella miè è corredata finanche da un audiolibro, ove i componimenti tradotti in vernacolo sono interpretati magistralmente da Pier Paolo Piccioni, il quale ha curato anche il montaggio tecnico e sonoro delle singole tracce. La collaborazione tra Paolanti e Piccioni ha posto in evidenza come la poesia, finanche quella denotata da un registro linguistico denso di termini anacronistici e desueti, propri della tradizione letteraria dell'ottocento/inizi del novecento, possa essere – grazie alla passione ed all'impegno – resa in dialetto ascolano, attribuendo all'opera una nuova identità, nuovi colori e una fisionomia inedita. Paolanti, giunto alla sua undicesima pubblicazione, in questo lavoro evidenzia uno stile maturo e raffinato, frutto dell'esperienza acquisita sin dalle prime composizioni, ma da cui si evince una marcata evoluzione, anche stilistica, avendo il poeta abbandonato il registro "medievaleggiante" dei primi lavori, per spingersi con entusiasmo verso una poetica che – sebbene non moderna – sicuramente pone in luce il desiderio di voler raggiungere chiunque, non solo le realtà accademiche e culturali. Pier Paolo Piccioni, invece, dimostra ancora una volta di essere validissimo alfiere delle tradizioni linguistiche e culturali del Piceno, essendo riuscito a cimentarsi in un'attività complessa quale la trasposizione di versi aulici in lingua dialettale. Di particolare pregio finanche la preziosissima prefazione di Gabriella Piccioni, docente e Presidente del Centro Studi tradizioni popolari "Radici del futuro". L'opera celebra la città, è un devoto omaggio ad Ascoli Piceno ed ai suoi abitanti, i quali sono invitati alla presentazione che a breve sarà oggetto di programmazione.