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Diocesi di San Benedetto del Tronto presenta i Concerti Inaugurali del Grande Organo alla Cattedrale Santa Maria della Marina

di Redazione Picenotime

La Cattedrale Santa Maria della Marina di San Benedetto del Tronto custodisce da oltre vent’anni un tesoro prezioso: un complesso di legno e metallo, che, apparentemente silenzioso, rileva tutta la sua potenza sonora durante le celebrazioni liturgiche. È il Grande Organo a canne che, con i suoi 51 registri, è il secondo organo più grande delle Marche, nonché uno degli strumenti sinfonici più significativi presenti sul territorio nazionale.  

In occasione del recente restauro, l’Organo torna ad essere parte integrande della vita liturgica della comunità e per celebrare questo importante avvenimento la Diocesi di San Benedetto del Tronto - Ripatransone – Montalto organizza tre Concerti inaugurali a cura di Filippo Sorcinelli che si terranno tra maggio e luglio 2026 e che vedranno protagonisti alcuni dei più noti organisti a livello internazionale. Il 15 maggio si esibirà Sophie-Véronique Chauchefer-Choplin da Parigi, il 15 giugno sarà la volta dello stesso Filippo Sorcinelli insieme a Stefano Pellini, per terminare il 10 luglio con Konstantin Reymeier da Vienna.   L’organo fu progettato originariamente per la Basilica della Santa Casa di Loreto, uno dei luoghi simbolo della spiritualità italiana. Nel 1947 S. E. Mons. Gaetano Malchiodi, allora Amministratore Pontificio del Santuario, avviò il progetto di realizzazione di un nuovo grande organo, basato su un disegno elaborato dal Maestro Ulisse Matthey, figura di primo piano del mondo organistico europeo. Il progetto fu poi perfezionato dai maestri Adamo e Remo Volpi, illustri organisti e didatti. La realizzazione fu affidata alla Ditta Balbiani di Milano, erede di una tradizione organaria che aveva segnato profondamente la storia della costruzione di organi in Italia, che lo porto a termine nel 1951.   Nel 1991 l’Amministrazione Pontificia della Santa Casa decise di dotare il Santuario di Loreto di un nuovo grande organo, autorizzando lo smontaggio dello strumento Balbiani.

Nello stesso anno la Cattedrale di San Benedetto del Tronto stipulò un accordo con l’Amministrazione Pontificia di Loreto per acquisire l’organo e trasferirlo nella nuova sede. Il 14 marzo 1992 l’organo venne ufficialmente ricollaudato con un concerto inaugurale tenuto da Giancarlo Parodi.   Dal punto di vista estetico e timbrico, l’organo Balbiani della Cattedrale appartiene alla tradizione degli organi sinfonici italiani del Novecento, strumenti pensati per una grande varietà di colori sonori e capaci di affrontare un repertorio molto ampio, dalla musica liturgica tradizionale fino alla grande letteratura organistica romantica e contemporanea. Una delle caratteristiche più affascinanti di questo organo è la presenza di materiale fonico proveniente da strumenti ancora più antichi e questa stratificazione storica lo rende un documento vivente della storia dell’organaria italiana. Lo strumento conserva infatti 4 registri provenienti da un organo di Gaetano Callido, il celebre organaro veneziano del XVIII secolo e 20 registri appartenenti a un organo costruito nel 1902 da Carlo Vegezzi- Bossi di Torino.   Questo ciclo di concerti rappresenta l’occasione sia per ammirare questo imponente manufatto sia per godere della maestosità dei suoi suoni grazie alla presenza di tre interpreti di primo piano nel panorama organistico europeo.

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