Eventi e Cultura

La forza della divulgazione: Sveva Sagramola si racconta al Teatro Filarmonici di Ascoli Piceno

di Davide Ciampini

Sveva Sagramola e Davide Ciampini

Sveva Sagramola e Davide Ciampini

Sveva Sagramola e Davide Ciampini


Un viaggio tra cultura, ambiente e divulgazione scientifica ha animato il Teatro Filarmonici di Ascoli Piceno, luogo dell'intervista alla conduttrice e giornalista Sveva Sagramola. L'incontro, inserito nella cornice dell'Asculum Festival, ha permesso di approfondire i temi della sostenibilità e del racconto della natura, offrendo al pubblico in sala un'intensa occasione di dialogo e riflessione sui grandi temi del nostro tempo. Nel corso dell'intervista, Sveva Sagramola ha condiviso una profonda riflessione sui temi al centro dell'evento.


​"Il senso del confine - ha detto Sveva Sagramola - è un concetto davvero importante e di grande attualità, soprattutto ora che viviamo il tema del cambiamento climatico. In fondo, i confini servono: ci danno una forma, una struttura e ci aiutano a orientarci. La verità è che il confine tra noi e la natura non dovrebbe essere una barriera: l'essere umano fa parte della natura, e aver smarrito questa consapevolezza ha spezzato un equilibrio storico. Non è solo una questione di "ginnastica mentale" o di teoria: riguarda l'equilibrio universale e il benessere globale del pianeta. Apprezzo molto l'Asculum Festival anche perché ha il coraggio di toccare temi profondi, ricordandoci che persino la sofferenza ha un significato ben preciso, un senso da accogliere e comprendere anziché rifuggire. Per molti anni ho seguito un percorso di terapia jungiana, che mi ha aiutato moltissimo in questo viaggio interiore, a dare ascolto alle parti più profonde di me e a integrare le difficoltà della vita. Viviamo in un'epoca - ha poi proseguito - in cui in molti parlano e pochi ascoltano, ed è un prezzo alto che stiamo pagando tutti. Per me l'essere umano deve saper fare un lavoro profondo su di sé. Come si fa divulgazione oggi in questi termini? Basandosi sulla scienza e su quello che dicono i titolati. Spesso ritroviamo persone che non hanno competenze e parlano di cose solo per fare rumore. Io fin dall'inizio penso che chi fa questo lavoro debba avere una grande levatura morale. In un mondo difficile, dove ormai si va sempre più verso la superficialità e il saccheggio dei contenuti, nel mio piccolo faccio un lavoro di cesello, con cura, cercando di accompagnare il pubblico passo dopo passo senza urlare o fare sensazionalismo. Ci sono stati momenti bellissimi nella mia carriera che mi hanno dato modo di entrare a fondo nelle cose. Ho avuto la grande fortuna di incontrare Giovanni Minoli quando ero giovane e di frequentare un'ottima scuola di conduzione televisiva che mi ha dato basi solidissime. In quasi trent'anni di lavoro c'è dentro tutto: l'aspetto sociale, l'ambiente, la crescita personale. Bisogna sempre trovare il modo di evolvere e gestire i passaggi della vita, anche quelli più complessi. Il confine per me è stato imparare ad aprirsi e a mescolarsi con il mondo: ciò che mi ha aperto la mente sono stati soprattutto i molteplici viaggi fatti da giovane. Uscire dal proprio guscio, viaggiare ed entrare in contatto con la conoscenza degli altri è forse la cosa che mi ha più formato per imparare a raccontare l'umano. Tutte le storie che ho raccontato, in fondo, sono sempre state accomunate da un'unica cosa: la nostra profonda umanità".



autore Davide Ciampini****

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