• / Picenotime
  • / Eventi e Cultura
  • / Al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno grande classico della danza ''Carmen del Balletto di Milano'' sulle musiche di Georges Bizet

Eventi e Cultura

Al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno grande classico della danza ''Carmen del Balletto di Milano'' sulle musiche di Georges Bizet

di Redazione Picenotime

Un grande classico della danza, Carmen del Balletto di Milano sulle musiche di Georges Bizet, coreografie di Agnese Omodei Salè e Federico Veratti, arriva in scena mercoledì 14 gennaio al Teatro dell’Aquila di Fermo, il 15 gennaio al Vaccaj di Tolentino e il 16 gennaio al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Lo spettacolo è proposto come appuntamento fuori abbonamento delle stagioni realizzate dai rispettivi Comuni con l’AMAT e il contributo di Regione Marche e MiC. Carmen, bella e anticonformista, passionale e desiderata, che sfida chiunque voglia sottometterla e il Destino, così ben descritto dall’onnipresente leitmotiv della musica, sono i protagonisti dell’esclusiva versione del Balletto di Milano. Un’ammaliante faccia a faccia in cui Carmen comprenderà che l’unico modo per vivere come desidera è piegarsi a Lui, al fatum, e accettare la morte imminente che le è stata annunciata dalle carte. È il confronto/scontro tra la gitana simbolo di femminilità e l’inquietante figura che conduce la vicenda sin dalla prima scena. È infatti il Destino a mettere sulla strada di Carmen prima Don Josè e successivamente Escamillo, a svelarsi man mano attraverso i simboli delle carte (l’amore, il tradimento, la morte), ad armare la mano di Don Josè e, nel finale, a portare Carmen con sè. Don Josè, il torero Escamillo e Micaela sono gli altri interpreti principali di questo balletto ricco di coreografie coinvolgenti, dalla celeberrima Habanera, agli appassionati pas de deux, alle tante e vivaci danze d’assieme di gitani, soldati e sigaraie realizzate sulle stupende musiche di Georges Bizet. Tradizione e modernità convivono anche nel clima d’energia dell’originale messinscena che non tradisce le aspettative, restando fedele alla novella di Prosper Mérimée e all’opera di Georges Bizet con la scenografia di Marco Pesta.

Riproduzione riservata

Commenti