Eventi e Cultura

Marche, Birrificio Babylon di Folignano protagonista a ''Birra dell’Anno 2026''

di Redazione Picenotime

Le Marche si confermano tra le regioni più dinamiche della birra artigianale italiana alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, che nel 2026 celebra i trent’anni del movimento craft nazionale e che ha visto trionfare Birra dell’Eremo come birrificio dell’anno. Dalla premiazione ufficiale, tenutasi a Rimini durante Beer&Food Attraction, emerge un risultato di grande rilievo per il territorio marchigiano: 24 riconoscimenti complessivi, articolati in 7 medaglie d’oro, 3 argenti, 3 bronzi, 10 menzioni e un premio speciale. Un bottino che colloca le Marche tra le regioni più premiate dell’edizione 2026 e conferma la crescita qualitativa del comparto regionale. A impreziosire il risultato è il premio speciale Best 100% Italian Beer, assegnato a Real IGA Gose de Il Mastio di Belforte del Chienti (Macerata), produzione realizzata con materie prime interamente coltivate in Italia. Un riconoscimento che certifica il valore della filiera agricola nazionale applicata al mondo brassicolo e rafforza il legame tra birra artigianale e territorio, premiando una visione produttiva che integra competenze tecniche e radicamento locale. Tra i protagonisti marchigiani spicca Ibeer di Fabriano (Ancona), capace di conquistare più medaglie tra ori e piazzamenti. Ottimi risultati anche per Birrificio Mukkeller di Porto Sant’Elpidio (Fermo) e MC77 di Serrapetrona (Macerata), entrambi a segno in più categorie tra podi e menzioni. Completano il quadro Beor Brasserie (Fermo), Birrificio dei Castelli (Arcevia, Ancona) e Birrificio Babylon (Folignano, Ascoli Piceno), a dimostrazione di una qualità diffusa che attraversa l’intero territorio regionale, dalla costa all’entroterra. “Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 – aggiunge – celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità”. Il risultato marchigiano racconta un comparto ormai strutturato, capace di competere ai massimi livelli nazionali su stili tradizionali e innovativi, dalle basse fermentazioni alle birre luppolate fino alle Italian Grape Ale. Un movimento che, anche nelle Marche, dimostra maturità tecnica, radicamento agricolo e una crescente capacità di valorizzare le eccellenze locali.

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