Eventi e Cultura

Grottammare, l'accademia Liszt in visita all'archivio storico con la delegazione di studenti ungheresi

di Redazione Picenotime

 "Le sei settimane a Grottammare resteranno per me uno dei migliori e più dolci ricordi della mia vita".

Non è la recensione di un turista moderno innamorato della Riviera delle Palme, ma le parole cariche di nostalgia e gratitudine scritte da uno dei più grandi compositori e pianisti della storia della musica, Franz Liszt. Datata 7 settembre 1868 e custodita gelosamente tra i documenti dell'Archivio Storico del Comune di Grottammare, la lettera autografa indirizzata all'abate don Antonio Solfanelli (suo padre spirituale e compagno di villeggiatura, ospite del conte Fenili) rappresenta oggi un tesoro inestimabile per la memoria culturale del territorio piceno.

Un soggiorno indimenticabile tra musica e quiete
Scritta da Roma appena rientrato dal borgo adriatico, la missiva in lingua francese svela il volto più intimo e umano del maestro ungherese. Durante quelle sei settimane trascorse a Grottammare nell'estate del 1868, Liszt non si limitò a godere della bellezza e della quiete del paesaggio marino, ma trovò anche la concentrazione creativa ideale per comporre, tra le altre cose, l'offertorio per la Messa Solenne di San Francesco d'Assisi.

Il testo epistolare riflette il calore dell'accoglienza ricevuta e l'affetto profondo sviluppato per la comunità locale e per i luoghi che avevano fatto da cornice al suo riposo e alla sua ispirazione artistica.

Un'eredità che vive ancora oggi
Questo legame profondo e inaspettato tra il celebre musicista europeo e la cittadina adriatica non è rimasto chiuso tra le pagine polverose di un archivio. Al contrario, ha dato linfa a una prestigiosa tradizione culturale: il rinomato Concorso Pianistico Internazionale, che ogni anno richiamano a Grottammare talenti e appassionati da tutto il mondo.

La lettera del 7 settembre 1868 continua così a parlare al presente, ricordando a cittadini e visitatori come la magia di Grottammare abbia saputo conquistare, più di un secolo e mezzo fa, l'anima immortale di uno dei più grandi maestri della musica romantica.



Riproduzione riservata

Commenti