Eventi e Cultura
di Davide Ciampini
E’ Paolo Ruffini l’ultimo ospite di
spicco della città Ascoli Piceno. L’attore livornese ha infatti
presenziato nel capoluogo piceno in occasione del suo
ultimo spettacolo svoltosi presso il Teatro dei Filarmonici. “Essere giovani, essere genitori”, questo il nome del suo talk show, il cui
scopo è quello di aprire un dialogo intergenerazionale. La
situazione attuale impone un cambiamento tout court, che coinvolga
altresì la genitorialità, non più vista come un rapporto
conflittuale, bensì come un luogo in cui viga il dialogo e lo
scambio profondo di vedute.
Raggiunto dai nostri microfoni, ha voluto esporre il proprio punto di vista rispetto a un tema di scottante attualità. Social media, genitorialità ed un accenno alla città di Ascoli Piceno, definita dall’attore stesso ‘una città dalla bellezza estrema’.
Queste le sue parole: “Il talk show di stasera, che è
all’esordio, ha come scopo quello di creare uno spiraglio per un
dialogo intergenerazionale – ha dichiarato Paolo Ruffini -. Nel mio
spettacolo (‘Din don down’, ndr.) sono uso rivolgere una
specifica domanda al pubblico presente. Credo sia pleonastico
chiedere loro chi creda o non creda in Dio; ritengo piuttosto utile
far alzare la mano a chi è genitore. Poi, fatto ciò, rivolgo lo
stesso quesito a chi si sente figlio. Ecco: se c’è una cosa che ci
accomuna è quella di essere stati creati dalla mamma, che è la
persona più vicino a Dio che esista. Possiamo dunque riflettere su
quello che possiamo donare agli altri - come figli o come genitori -.
Tale riflessione pone inoltre interrogativi rispetto al tema
dell’amore incondizionato, che è ciò che i bambi chiedono ai
genitori. Questi ultimi sono per natura votati a darlo ma, forse,
esso aumenta quando siamo figli ai nostri genitori, che quando
‘crescono’ hanno bisogno di essere perdonati, accuditi e
abbracciati come fossero dei neonati anziani. Ho riscontrato un certo
atteggiamento paternalistico rispetto al rapporto fra genitori e
figli: la maggior parte delle cose che vorremmo insegnare ai ragazzi
dovremmo, invece, impararle noi per primi. Parliamo di una
generazione strepitosa, di cui ho molta stima. Quando chiedo ai
bambini quale sia la cosa più fastidiosa che fanno mamma e papà, la
risposta è sempre la medesima: “Passano troppo tempo al
cellulare”, che è poi ciò che viene maggiormente contestata a
loro da parte dei genitori. Naturalmente non ho le competenze per
fare alcune affermazioni: non sono uno psicologo, non sono un
educatore, non sono un divulgatore. Credo tuttavia che tale
atteggiamento sia dovuto ad una forma di emulazione, in quanto
anch’essi, vedendo i genitori a tavola con lo smartphone,
riproducono questo comportamento. C’è una assidua presenza delle
mamme sui social network, specialmente su Tik Tok: auspico che
quest’ultime possano trascorrervi meno tempo e, magari, avere
maggior cura nei riguardi dei loro figli. Desidero, infine, rivolgere
un abbraccio fortissimo al pubblico di Ascoli Piceno: ogni volta che
vi faccio visita mi fa sentire accolto e amato. Ritengo che questa sia una
città dall’estrema bellezza, dunque auspico che venga maggiormente
promossa. Non ne faccio una colpa a nessuno, anzi: ciò che è bello
va anche scoperto, conquistato. Vi auguro quindi di avere solo begli
ospiti a casa vostra”.

autore Davide Ciampini****