Eventi e Cultura
di Redazione Picenotime
Memoria e giustizia riparativa negli anni di piombo: è questo il tema del nuovo appuntamento de 'I conti con la storia' in programma domenica prossima, 29 marzo. L’incontro poggia sulla testimonianza diretta dei protagonisti di quella stagione: in dialogo con lo storico Ludovico Testa, interverranno Giovanni Ricci, figlio di Domenico, appuntato dei Carabinieri rimasto vittima della strage di via Fani, e Grazia Grena, ex militante dell’organizzazione Prima Linea. L’appuntamento si intitola “Riparare è umano. Vittime e autori della violenza politica negli anni di piombo” (ore 18, Ospitale delle Associazioni - via Palmaroli 13, Grottammare alta). Ingresso libero. “I conti con la storia” è una rassegna dedicata all'approfondimento di eventi cruciali dell’epoca contemporanea che mantengono una forte incidenza nel dibattito attuale. Il progetto, promosso dal Comune di Grottammare, si avvale della supervisione scientifica dello storico Costantino Di Sante e della collaborazione dell’associazione Blow Up e della libreria NaveCervo. “Da storico, sento molto il valore di questo incontro – dichiara il direttore scientifico Costantino Di Sante -. Si svolge a 48 anni dalla strage di via Fani del 16 marzo 1978, quando le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro e uccisero i cinque uomini della sua scorta, tra cui Domenico Ricci, il suo autista. Quell’attacco aprì una delle pagine più drammatiche della storia repubblicana. Dopo 55 giorni di prigionia, il corpo di Aldo Moro fu ritrovato il 9 maggio 1978 in via Caetani, a Roma. Fu uno shock profondo per il Paese. E segnò un passaggio decisivo negli anni di piombo, lasciando una ferita politica, civile e morale che ancora oggi interroga la nostra memoria pubblica. Per questo considero importante tornare oggi su quella vicenda. Farlo attraverso il tema della giustizia riparativa aiuta a guardare non solo ai fatti, ma anche alle loro conseguenze umane. Non per cancellare il passato. Non per attenuare le responsabilità. Ma per riflettere sul dolore delle vittime, sul peso della memoria e sul difficile rapporto tra giustizia, verità e riconoscimento. Come direttore scientifico, ritengo essenziale non solo ricostruire gli eventi, ma aiutare il pubblico a cogliere quanto quelle ferite siano ancora vive nel presente”. Ludovico Testa è studioso di storia contemporanea e collaboratore editoriale. Autore di saggi e curatore di percorsi espositivi, la sua ricerca si concentra sui nodi della storia del Novecento e sui riflessi sociali dei conflitti. Per Pendragon ha recentemente pubblicato, insieme a Giovanni Ricci, il volume “Il tempo sospeso. Dalla lotta armata alla giustizia riparativa: un dramma a due voci” (2025), opera che approfondisce il superamento della violenza politica attraverso il dialogo tra vittime e responsabili.