Eventi e Cultura
di Davide Ciampini
Si è conclusa nel suggestivo scenario del Chiostro di San Francesco ad Ascoli Piceno la giornata finale di "Armillae", il convegno che ha trasformato per tre giorni la città delle cento torri nel punto di riferimento per studiosi, ricercatori ed esperti del settore. Tra le campate gotiche e la storia secolare del complesso monumentale, l'evento si è chiuso tracciando un bilancio d'eccellenza, capace di far dialogare rigore scientifico e valorizzazione del patrimonio culturale locale. Una cornice viva e partecipata che ha confermato l'importanza di Ascoli come crocevia d'incontro per la ricerca e la cultura contemporanea.
"Oggi - ha dichiarato l'antropologo Giacomo Recchioni - è l'ultimo giorno per visitare la mostra su Armillae, quel reperto che dagli anni Sessanta siamo abituati a chiamare 'anellone'. Il nostro obiettivo è capire come questo reperto possa esserci d'aiuto nella promozione culturale e territoriale: si tratta infatti di uno dei pochissimi oggetti capaci di unire distretti diversi, da San Benedetto ad Ascoli, dal Fermano fino all'area calzaturiera, estendendosi dal fiume Tronto al Chienti, con ritrovamenti persino nella zona del Conero. Sarà chi l'ha effettivamente dissotterrato a parlarne, aggiungendo un tassello fondamentale per comprendere la nostra storia. Credo ci siano progetti che meritano davvero di essere raccontati per presentare il Piceno come un territorio aperto; studiare le Marche, del resto, ci permette di capire come questo straordinario oggetto sia oggi presente nei musei più importanti d'Europa".
"Noi marchigiani spesso non conosciamo davvero la nostra regione, per questo il mio obiettivo è trasmettere le nostre radici a chiunque attraversi il Piceno - ha proseguito la titolare di Fuselli e Filari Viaggi Veronica Alberti -. Crescendo con i miei nonni ho vissuto in prima persona il declino dell'artigianato e della manifattura che un tempo caratterizzavano questo territorio. Il Piceno è ancora una terra sconosciuta: se da un lato può dispiacere, dall'altro questo fattore apre straordinarie opportunità per il turismo. Ho voluto quindi rintracciare l'identità picena più profonda, quella radicata in un'epoca persino antecedente all'arrivo dei Romani, con insediamenti chiave come Offida e Cossignano, fino a Ripatransone, dove è stato rinvenuto il maggior numero di anelloni".
"Ho radici a Cossignano - ha infine chiosato l'illustratore Luca Belisario - e la mia idea è stata fin da subito quella di promuovere non solo il territorio, ma anche i suoi prodotti, allestendo un'iniziativa che fosse stimolante e al tempo stesso istruttiva. La nostra terra non è ancora colpita dall'overtourism, il che ci offre la straordinaria opportunità di valorizzare un turismo lento e davvero a misura d'uomo. Le Marche non sono un semplice contenitore, ma la rappresentazione viva di valori profondi come la quiete e la bellezza del paesaggio: dobbiamo imparare a guardare questo spazio con occhi nuovi per restituirgli il giusto senso. Negli acquerelli su carta cotone che vedete, sono stati utilizzati esclusivamente elementi naturali come zafferano, vino, spezie e alga spirulina. Di recente abbiamo partecipato anche a una fiera a Milano promossa per sostenere un turismo a basso impatto ambientale, portando nel nostro stand una visione di viaggio consapevole e rispettoso della natura".


autore Davide Ciampini****