Eventi e Cultura
di Redazione Picenotime
In occasione della Giornata mondiale del Libro e dei 410 anni dalla morte di William Shakespeare, un Foyer del Teatro Ventidio Basso colmo di pubblico ha ospitato Giovedì 23 Aprile lo spettacolo musicale “William Shakespeare, un piede a terra l’altro fra le stelle…” scritto da Lucia Fiori, rappresentazione che ha stupito ed entusiasmato la platea per la bravura degli artisti e gli intriganti contenuti del testo.
La serata si è aperta con i saluti dell’assessore alle politiche sociali e pari opportunità Donatella Ferretti e con una interessantissima prolusione del Prof. Stefano Papetti, docente di Museologia e Restauro presso l’Università degli Studi di Camerino e curatore scientifico delle Collezioni Comunali di Ascoli Piceno.
Protagonisti della riuscita rappresentazione, conclusasi con applausi e richieste di Bis: il Soprano Lucia Fiori, la flautista Maria Fabiani, l’arpista Sofia Marzetti e gli attori Mauro Pierfederici e Alessio Messersì, che hanno letteralmente ammaliato il pubblico non solo per la bellezza della musica antica proposta e per il tono narrativo del testo che in più momenti ha creato attesa e suspense nel pubblico, né solo per la padronanza tecnica e l’intensa espressività di cui ognuno dei 5 interpreti ha dato prova, ciò che più di tutto ha affascinato il pubblico è stato il forte affiatamento fra musici e attori, magico collante tra note e parole: sonetti d’amore, drammi, commedie e musica rinascimentale-barocca, ora frizzante, ora dolcissima e melanconica, di autori italiani e inglesi del ‘500 e ‘600.
Il quintetto ha disegnato uno Shakespeare
sconosciuto e riferito in modo decisamente credibile la teoria che vuole William Shakespeare italiano e non inglese,
non nato a Stratford-upon-Avon quindi bensì a Messina e che il suo vero nome
fosse Michelangelo Florio Crollalanza, il quale trasferitosi in Inghilterra per
sfuggire al tribunale della Santa inquisizione cambiò il proprio cognome Crollalanza
in Shake-speare che tradotto è appunto: scrolla la lancia. Il
trattino nel nome Shake-speare, spesso presente nelle prime edizioni delle
opere come i sonetti del 1609, è un elemento ancora molto dibattuto dagli
studiosi e ha diverse interpretazioni soprattutto legate alla teoria che si
tratti appunto di uno pseudonimo. Il trattino separa due parole: Shake
(scrolla/agita) e speare (lancia) forse William Shakespeare era davvero il
messinese Michelangelo Florio Crollalanza!