Eventi e Cultura
di Davide Ciampini
Il palcoscenico del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno si è trasformato in uno spazio di profonda analisi interiore e confronto generazionale in occasione dell'arrivo di Paolo Crepet. Lo psichiatra e sociologo ha presentato al pubblico ascolano il suo ultimo spettacolo, "Riprendersi l'anima", registrando una straordinaria partecipazione di spettatori. Con il suo inconfondibile stile schietto, appassionato e privo di filtri, Crepet ha guidato la platea in un viaggio intimo e provocatorio, accendendo i riflettori sull'urgenza di ritrovare l'autenticità delle emozioni, le relazioni umane e la libertà di pensiero in un'epoca sempre più dominata dall'omologazione digitale e dall'isolamento virtuale.
L'evento ha offerto all'autore l'occasione per affondare il colpo sulle storture della società contemporanea, mettendo a nudo le fragilità di una comunità adulta spesso incapace di esercitare il proprio ruolo educativo e fin troppo incline a rifugiarsi nella tecnologia.
"Potremmo partire - ha esordito Paolo Crepet - dai tredicenni che hanno devastato Milano, ma la cosa non mi sorprende affatto. Del resto, si tratta di un fenomeno di cui abbiamo sovente parlato, e che oggi si manifesta in tutta la sua virulenza. Amiamo raccontarci delle storie, tra cui che i bambini vengano meglio con un utilizzo spropositato dei device elettronici. Tutto ciò ci sembra normale, fisiologico. Una delle cose che sono maggiormente cambiate è l'eccessiva commistione tra mondo degli adulti e quello dei bambini. La fotografia emblematica è quella scattata a Torino, dove una madre si frapponeva fra i manifestanti e la polizia schierata. Quest'ultima mediava tra i due schieramenti, cercando di spiegare le ragioni dei ragazzi. Mi chiedevo cosa c'entrasse una madre in quel contesto: potremmo parlare di un genitore sindacalista. Il mondo è oberato di psicoterapeuti che sostengono una supposta fragilità dei giovanissimi, ma credo, invece, che la fragilità si riferisca a quella dei genitori. Del resto, cosa ci si può aspettare da un genitore che spende il suo tempo a colloquiare con Alexa? Un'altra degenerazione è avvenuta mediante l'istituzione del registro elettronico: cosa volete sapere, esattamente, dove si trova vostro figlio alle 9:45? I ragazzi potrebbero capire come vivono i loro coetanei nelle grandi città, confrontandosi con le loro attitudini, le loro opinioni, le loro convinzioni. Eppure non è così: si preferisce restare nel nido, passibili di geolocalizzazione da parte dei propri genitori. Tutto il mondo scientifico ha ben compreso che stare su un cellulare dodici ore al giorno sin dalla tenera età non è cosa assai salubre per un individuo. Gli insegnanti saranno certamente consapevoli dei deficit che essi implicano: sulla memoria, sull'attenzione. Nel merito dell'intelligenza artificiale, essa è nata per dare consenso. L'amicizia, invece, è tutt'altra cosa: non è ossequiare il proprio interlocutore, ma dire le cose in faccia, anche quando esse sono scomode".
autore Davide Ciampini****