Eventi e Cultura
di Redazione Picenotime
Nella stupenda cornice della Chiesa di San Giovanni Battista del Borgo Antico di Grottammare si è tenuto il concerto della pianista Ramona Munteanu, che per l'occasione ha presentato il suo CD Carl Filtsch Works, edito da Urania Records. L'evento rientra in una serie di appuntamenti che l'associazione Alma Academy Liszt Music Art realizza da anni nell'antico borgo medievale della città alta di Grottammare, avendo come direttore artistico Alceste Aubert che seleziona con grande cura i musicisti.
La pianista Munteanu, di origine romena e formatasi tra l'Accademia di Musica Gheorghe Dima di Cluj-Napoca e il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia — città in cui risiede da vent'anni — ha interpretato in modo sublime le composizioni di Carl Filtsch e di Franz Liszt, ricevendo calorosi applausi da parte del pubblico.
Ma chi era Carl Filtsch? Nato il 28 maggio 1830 a Sebeș, nell'odierna Romania, in un ambiente culturalmente florido dell'Impero Asburgico, manifestò fin dall'infanzia un talento straordinario. Dopo i primi studi in Transilvania si trasferì a Vienna nel 1837, perfezionandosi con maestri del calibro di August Mittag e Friedrich Wieck, padre di Clara Schumann. Nel 1841 giunse a Parigi, dove divenne l'allievo prediletto di Frédéric Chopin: il maestro, che per regola non insegnava ai bambini, fece un'eccezione e gli impartì lezioni di pianoforte e composizione tre volte alla settimana, accogliendolo come un figlio. Di lui Chopin disse parole memorabili: «Mio Dio! Che fanciullo! Nessuno mi ha capito come lo fa questo bambino… non è imitazione, è lo stesso sentimento, un istinto che lo fa suonare senza ragionare».
Anche Franz Liszt, che gli donò la sua trascrizione della Serenata di Schubert con la dedica «per il bambino prodigio della Transilvania», dichiarò in presenza di Berlioz: «Se questo bambino inizierà i suoi tour, io sarò costretto a chiudere bottega». Filtsch suonò per l'imperatore d'Austria, incontrò a Salisburgo l'ottantenne Constanze Mozart — che rimase colpita ascoltandolo improvvisare su un tema mozartiano — e nel 1843 raggiunse l'apice della sua carriera esibendosi a Buckingham Palace davanti alla regina Vittoria.
Ma nel febbraio 1844 arrivò la notizia sconvolgente: gli fu diagnosticata la tubercolosi. Si trasferì a Venezia nella speranza di curarsi, ma si spense l'11 maggio 1845, pochi giorni prima di compiere quindici anni, assistito dal fratello Joseph e dalla contessa Jeanette Bánffy, sua mecenate di sempre. Fu sepolto nel Cimitero Evangelico di San Michele a Venezia.
Ed è proprio in quel cimitero che nacque il progetto discografico di Ramona Munteanu. Come racconta lei stessa, nell'autunno del 2019 — Mentre era in piedi il ponte votivo che per la prima volta dal 1950 collegava San Michele a Venezia — la pianista, cercando le tombe di Stravinsky e Diaghilev, si imbatté per caso nella lapide dimenticata di Filtsch. Da quell'incontro fortuito, e dal desiderio di restituire alla memoria il fanciullo prodigio della sua stessa terra natale, è nato il CD Carl Filtsch Works per Urania Records, che raccoglie quasi l'intera opera pianistica del compositore, inclusi quattro brani in prima esecuzione europea riscoperti dal musicologo Ferdinand Gajewski.
Ed è proprio la bellezza, l’originalità e la maturità delle composizioni di Filtsch che hanno sorpreso gli spettatori. Si è potuto notare la sorprendente vicinanza dello stile del giovane autore transilvano con quello del grande compositore ungherese, oltre alla evidente influenza del suo maestro polacco.