Eventi e Cultura
di Davide Ciampini
L'atmosfera dietro le quinte del Teatro Ventidio Basso è carica di attesa nei minuti che precedono l'inizio dell'evento inserito nel programma dell'Asculum Festival, rassegna dedicata alle riflessioni sui concetti di confine e crescita personale. Proprio nel retropalco, a pochi passi dal sipario, si sono raccolte le riflessioni di Claudio Cecchetto, storico produttore, conduttore e talent scout che ha segnato interi decenni della cultura pop e della musica italiana lanciando artisti come Jovanotti, Fiorello, Gerry Scotti e gli 883. A distanza di anni dai tempi del Festivalbar, il celebre scopritore di talenti è tornato nel capoluogo piceno per condividere la propria visione sull'intuito artistico, sul modo di affrontare i momenti critici di una carriera e sul motore che continua ad alimentarne l'attività.
"Nella mia vita - ha detto Claudio Cecchetto - ho avuto la fortuna di incontrare persone di straordinario talento, di scoprirle e di accompagnarle verso il successo: da Gerry Scotti a Jovanotti, fino ad altri grandi artisti come Fiorello. Come si riconosce il talento? È soprattutto una questione d'intuito, di istinto. Incontri persone che trovi subito interessanti e con cui hai voglia di passare del tempo. Io tendo ad annoiarmi molto facilmente, quindi quando trovo qualcuno che non mi annoia, che suscita la mia curiosità per quello che dice o che fa, capisco che lì c'è qualcosa di speciale su cui scommettere. Nella carriera di ogni artista ci sono alti e bassi. Quando ti trovi ad affrontare un momento difficile, l'importante è fermarsi e ricordare perché stai facendo quello che fai. Se stai portando avanti un progetto perché ci credi davvero, devi continuare a farlo con ostinazione, anche quando tutto intorno a te sembra suggerirti il contrario. Bisogna resistere: per quanto mi riguarda, se in qualcuno ho visto il talento una volta, so che, superate le difficoltà del momento, quel talento tornerà a emergere. Nonostante i grandi successi ottenuti negli anni, ho un mio motto personale a cui non rinuncio: la mia vita non va mai in pensione. Mancavo da Ascoli da molti anni, da quando venivo per il Festivalbar. Riconosco di essere rimasto piacevolmente sorpreso: ho ritrovato la stessa bellissima città di un tempo, estremamente pulita e, a giudicare da come si vive e dai racconti delle persone, molto tranquilla. È un posto dove si può passeggiare serenamente anche a mezzanotte".
autore Davide Ciampini****