Eventi e Cultura
di Redazione Picenotime
Una comunità che si ritrova, si racconta e celebra i percorsi di rinascita. È stato questo il significato più autentico di Ama Festival, che sabato 4 luglio ha richiamato a Casa Ama di Castel di Lama un pubblico numeroso e partecipe per l'edizione intitolata "Costellazioni", trasformando la tradizionale Cerimonia delle dimissioni in una grande festa collettiva aperta al territorio. L'evento, preceduto nelle scorse settimane dall'anteprima teatrale ospitata a Casa Aquilone di Ascoli Piceno con gli spettacoli nati dai laboratori espressivi della cooperativa, ha rappresentato il momento culminante di un percorso dedicato al valore della comunità, delle relazioni e della condivisione.
Ad aprire il pomeriggio è stato il presidente di Ama Aquilone, Fabio Mariani, che ha ripercorso la storia del Festival, nato nel 1997, ricordandone le origini e l'evoluzione nel tempo. «È una festa dedicata a tutti i nostri operatori, che ogni giorno lavorano nelle strutture con passione e competenza, ma è anche il momento in cui celebriamo le dimissioni dei nostri ragazzi, il raggiungimento di un importante traguardo di vita», ha sottolineato. Mariani ha ricordato come, per la prima volta, il Festival abbia dato voce a tutte le realtà della cooperativa: accanto alle Comunità terapeutiche sono salite sul palco anche le Comunità educative e il Centro di osservazione, diagnosi e disintossicazione, dando piena concretezza al tema "Costellazioni". Nel suo intervento il presidente ha inoltre rivolto un pensiero a Francesco Cicchi, fondatore e storico presidente della cooperativa, scomparso due anni fa. «Ci ha lasciato una cooperativa piena di sogni, prospettive, solida, forte e libera. Dopo la sua scomparsa, insieme a Mariapaola Modestini, che ne ha raccolto il testimone alla guida della cooperativa e oggi ricopre il ruolo di vicepresidente, e a tutta la nostra comunità di soci, operatori, volontari e collaboratori, ci siamo impegnati a custodire e portare avanti quel patrimonio di valori e quella visione che continuano ancora oggi a guidare il nostro lavoro». Un ricordo è stato rivolto anche ad Augusto Agostini e Mario Giostra, figure che hanno contribuito alla crescita dell'esperienza cooperativa. Particolarmente intenso e applaudito l'intervento di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, che quest'anno celebra i 60 anni di attività. Il suo è stato un messaggio di fiducia nelle persone e nella capacità delle comunità di generare speranza. «Questa è la continuità di una meraviglia iniziata tanti anni fa insieme a Francesco, quando lui aveva appena vent'anni - ha affermato - Io continuo a credere profondamente nelle capacità delle persone di essere accoglienti, solidali e soprattutto felici. È questa la forza delle comunità: costruire luoghi nei quali ciascuno possa ritrovare dignità, relazioni e futuro». Parole che hanno rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata, ribadendo il valore dell'accoglienza e della solidarietà come fondamento di ogni autentico percorso di rinascita.
A portare il saluto delle istituzioni è stato Paolo Calcinaro, assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Marche, che ha evidenziato il ruolo fondamentale delle realtà del terzo settore. «Vengo dalla strada, anche per la mia esperienza politica. La strada può presentare le sue difficoltà, ma il momento più importante è quello in cui una persona riesce a riemergere. Per questo esistono realtà come Ama Aquilone, che accompagnano concretamente le persone nei percorsi di ripartenza. Da parte mia c'è l'impegno a sostenere esperienze come questa». Anche il presidente della Fondazione Carisap, Maurizio Frascarelli, ha voluto sottolineare il significato dell'iniziativa: «Qui la speranza si trasforma nella possibilità concreta di una nuova vita e quindi di una ripartenza». Il cuore della manifestazione è stato il racconto dei percorsi delle diverse strutture della cooperativa, con le testimonianze degli ospiti e degli operatori che hanno restituito il senso più profondo del tema "Costellazioni": tante storie diverse che, unite, compongono una comunità capace di accogliere, accompagnare e generare nuove opportunità. La serata è poi proseguita con il momento conviviale alla Bio Fattoria Sociale Ama Terra e si è conclusa con il concerto del Piceno Pop Chorus, che ha trasformato il Festival in una grande occasione di incontro, partecipazione e condivisione, confermando ancora una volta il forte legame tra Ama Aquilone e il territorio.