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Giovani e ricostruzione, il Piceno risponde. Conclusi i workshop di Castignano, Folignano e Montedinove

di Redazione Picenotime

Guido Castelli

Guido Castelli

Guido Castelli

Restare. Partire. Tornare. Tre verbi all'infinito che racchiudono una domanda generazionale: si può costruire una vita, una vita piena, ambiziosa, contemporanea,  in un borgo dell'Appennino centrale?      
Il 19 e 20 marzo, tra Castignano, Folignano e Montedinove, centinaia di giovani dai 18 ai 35 anni hanno provato a rispondere. Non con slogan, ma con progetti, storie e idee concrete.

I tre workshop - promossi dal Commissario di Governo per la Ricostruzione post-sisma 2016 insieme al Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale -  hanno chiuso la tappa picena del roadshow "Restare, Partire, Tornare", che il 21 novembre aveva debuttato al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Una carovana istituzionale che non porta strumenti e testimonianze di chi è rimasto o tornato, laboratori di design thinking, reti tra imprenditori, università e comunità locali.

 

La ricostruzione che crea lavoro: i numeri del rilancio

I territori del cratere sono un motore economico in accelerazione. Nelle Marche sono stati erogati circa 5,4 miliardi di euro su 8,5 miliardi concessi per la ricostruzione privata, con 8.200 cantieri conclusi e 6.200 ancora in corso. Secondo i dati del Cresme, la ricostruzione ha generato oltre 15.000 nuovi posti di lavoro nell'area del cratere — 8.521 nelle Marche, 4.631 in Abruzzo, 1.233 nel Lazio, 913 in Umbria — con un incremento occupazionale del 12,4% tra il 2022 e il 2024. Il reddito disponibile pro capite è cresciuto del 10,9% nell'area del cratere, contro il 6,7% del resto d'Italia. Nelle Marche l'incremento ha raggiunto il 12,3%.

A sostenere questo slancio anche NextAppennino, finanziato con 2 miliardi di euro dal Piano Complementare al PNRR: quasi 1.400 imprese supportate, 565 milioni di euro destinati a investimenti e innovazione, di cui 161 milioni già attivi nelle Marche.

 

"Ricostruire non significa soltanto intervenire sui fabbricati: significa soprattutto ricostruire le comunità, ridare loro forma, energia e prospettiva", ha dichiarato il Commissario Guido Castelli. "In un territorio come il Piceno, oggi rappresentato da comuni come Castignano, Folignano e Montedinove, con tanti ragazzi che frequentano la Scuola di Architettura e Design dell'Università di Camerino, questo diventa ancora più significativo. Il nostro obiettivo è creare le condizioni perché i giovani scelgano consapevolmente l'Appennino centrale: affrontare la sfida di restare, partire, tornare — e costruire qui il proprio futuro."

Dal territorio, le voci di chi queste comunità le abita e le amministra ogni giorno.

 

Il Sindaco di Castignano Fabio Polini: "Questo progetto ci aiuta a far conoscere le priorità del nostro territorio e a valorizzarne le potenzialità reali. Ciò che conta davvero è la qualità della vita delle nostre comunità: salvaguardarla e proteggerla è la nostra missione, e questi luoghi dimostrano che è ancora possibile farlo."

 

Il Sindaco di Folignano Matteo Terrani: "Dietro le parole restare, partire e tornare ci sono donne, uomini e ragazzi che mettono in campo ogni giorno le proprie energie. Non è facile restare, non è semplice tornare: ma le associazioni e le istituzioni sono al fianco di chi ci prova. Iniziative come questa servono esattamente a questo: fare rete, fare squadra, costruire insieme una prospettiva concreta."

 

Il Sindaco di Montedinove Antonio Del Duca: "È un momento importante, che attendevamo da tempo. Il nostro comune ha attraversato decenni di spopolamento: dal 1950 a oggi abbiamo perso quasi mille abitanti. Ma da qualche anno stiamo finalmente assistendo a una fase rigenerativa, e progetti come questo ci danno gli strumenti per trasformare questa inversione di tendenza in un percorso stabile e duraturo."

 

Un laboratorio per il Paese

Circa 10.000 nuclei familiari sono ancora in attesa di una sistemazione definitiva dopo il sisma del 2016, ma una famiglia su tre negli ultimi tre anni è riuscita a rientrare nelle proprie abitazioni. I tre comuni del Piceno che hanno ospitato questi workshop, tutti colpiti dal terremoto del 2016, dimostrano che il declino è evitabile, che si può scegliere di restare, che si può tornare e che, a volte, partire serve solo per capire quanto vale la pena farlo.

Il progetto "Ripartiamo Insieme" punta a fare dell'Appennino centrale non solo un territorio da ricostruire, ma un laboratorio di innovazione sociale ed economica, un modello replicabile per tutte le aree interne del Paese.



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