Eventi e Cultura
di Redazione Picenotime
Torna, puntuale come ogni fine estate, a Castel di Lama l'appuntamento con la Fiera del SS. Crocifisso, che dal 3 al 6 settembre trasformerà il paese piceno in un grande palcoscenico a cielo aperto dedicato al mondo rurale. Quest'anno la manifestazione taglia il traguardo della 30ª edizione, un anniversario importante per una fiera che negli anni è cresciuta fino a diventare, uno degli eventi agricoli e zootecnici più sentiti delle Marche.
Non è un caso che il cuore pulsante della manifestazione resti sempre l'area zootecnica, dove ogni giorno si alternano mostre di razze bovine (ben 60 esemplari), ovine, avicole e cunicole, dimostrazioni di tosatura e premiazioni. Il programma di quest'anno conferma appuntamenti diventati ormai un classico: la sfilata dei trattori d'epoca per le vie del paese, il raduno dei cani di razza, la gara di braccio di ferro aperta a uomini, donne e bambini, e la Rievocazione storica con la sfilata delle contrade, la disfida delle Ville e i giochi popolari a cura dell'Akkademia delle Fate. Un patrimonio di eventi che racconta come la fiera sia insieme mostra agricola, festa paesana e memoria storica del territorio.
Si parte giovedì 3 settembre con il posizionamento degli espositori e l'apertura della sagra de "Li Respell" e la rievocazione della trebbiatura, grazie alla Tenuta “Ngacchia.
L'inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 4, accompagnata dalla banda cittadina e dalle majorette, e con il convegno "Territorio, Giovani e Futuro", un momento di confronto tra politiche, imprese e sostegni per l'agricoltura e la zootecnia marchigiana. La stessa sera va in scena la Rievocazione storica con l'insediamento del Podestà e il Coro delle Ville diretto dal maestro Stefania Pulcini.
Sabato 5 è la giornata dei grandi numeri: la XXX Mostra Interprovinciale Bovini di Razza Marchigiana, il seminario su canapa e cosmesi curato da Copagri Marche, la gara di selezione morfologica delle razze bovine e, in serata, l'esibizione della scuola di danza "Akkademia delle Fate" e il concerto per gli 80 anni di Ivan con Filippo Graziani.
Domenica 6, giornata conclusiva, spazio al torneo amatoriale di braccio di ferro, all'esperienza off road a bordo dei fuoristrada e alla musica popolare, con "La Scardezzatura" del gruppo A Randerchitte, oltre al Coro delle Ville anche il Piccolo coro e, a chiudere la trentesima edizione, il concerto di Ambrogio Sparagna e l'Orchestra Popolare Italiana.
A fare da filo conduttore per tutti e quattro i giorni, gli stand gastronomici curati in collaborazione con Coldiretti Ascoli-Fermo, con prodotti agricoli a chilometro zero, e il servizio di bus navetta gratuito per raggiungere l'area fiera. Se c'è un aspetto che più di ogni altro racconta l'anima autentica della Fiera del SS. Crocifisso, è il fitto calendario di laboratori pensati per i più piccoli, curati dalle associazioni di allevatori e dai consorzi del territorio. Non semplici intrattenimenti, ma veri e propri momenti di trasmissione di saperi contadini che altrimenti rischierebbero di andare perduti. Si comincia giovedì con "Come si fa l'oliva ascolana", laboratorio a cura di Migliori Ascoli Piceno che permette ai bambini (dai 9 anni, accompagnati da un adulto) di mettere le mani in pasta su uno dei simboli della cucina piceno. Venerdì tocca al mondo degli allevamenti, con "Gli animali della fattoria: quali sono? Cosa mangiano?" e la dimostrazione di caseificazione a cura dell'associazione allevatori Umbria Marche, per capire da vicino come nasce un formaggio. Sabato e domenica il programma si arricchisce ulteriormente: il laboratorio sul mondo delle api e dei prodotti dell'apiario, proposto più volte nell'arco del weekend dal Consorzio Apicoltori Piceno Fermani, avvicina i bambini al lavoro degli apicoltori e all'importanza dell'impollinazione. Non manca "Alla scoperta della razza bovina marchigiana", dedicato a una delle eccellenze zootecniche del territorio, mentre domenica chiude il cerchio "Ortaggi: colori, forme e sapori", pensato per far conoscere ai più piccoli la stagionalità e la biodiversità degli orti marchigiani, oltre alla dimostrazione di tosatura degli ovini. “È questo equilibrio, tra innovazione e fedeltà alle radici - conclude il sindaco Mauro Bochicchio - il segreto della fiera di Castel di Lama”.