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Ottava di Pasqua, tanto entusiasmo a Ripatransone per lo spettacolo pirotecnico del Cavallo di Fuoco

di Redazione Picenotime

Cavallo di Fuoco a Ripatransone

Cavallo di Fuoco a Ripatransone

Cavallo di Fuoco a Ripatransone

A Ripatransone l’Ottava di Pasqua si conferma uno degli appuntamenti più identitari del territorio piceno, capace di unire devozione, tradizione e spettacolo. Cuore della serata ancora una volta è stato il “Cavallo di Fuoco”, rito popolare dalle radici secolari che ogni anno richiama cittadini e visitatori.

La giornata si è aperta con la solenne processione delle confraternite, accompagnate dal corpo bandistico “Città di Ripatransone”. Le associazioni storiche – dalla Madonna di San Giovanni alla Misericordia e Morte, del SS.mo Sacramento di Sant’Angelo, al Gonfalone e al Sacro Cuore – hanno attraversato il centro storico, testimoniando la continuità di una tradizione radicata nella comunità e un momento di forte partecipazione collettiva. Sul sagrato del Duomo, al termine della celebrazione liturgica, la benedizione del Cavallo di Fuoco ha segnato il passaggio simbolico dalla dimensione sacra a quella popolare della festa, scandito dalle note della tradizionale “Marcia 23”.

Alle ore 22:00 il corteo ha preso forma lungo la circonvallazione panoramica, l’ingresso in piazza Matteotti e piazza Condivi ha introdotto il momento più atteso. Con lo spegnimento dell’illuminazione pubblica, la città è rimasta sospesa in un silenzio carico di tensione. Poi l’accensione: il Cavallo ha preso vita tra giochi pirotecnici “a terra”, che hanno coinvolto direttamente il pubblico con effetti ravvicinati, e spettacolari fuochi aerei che illuminano il cielo. Il gran finale, affidato alla tradizionale “girella”, che ha chiuso circa trenta minuti di spettacolo intenso, tra suoni, luci e odori che trasformano l’evento in un’esperienza sensoriale.

Con il rientro del Cavallo nella rimessa e il diradarsi del fumo, resta il segno di una festa che continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità. A Ripatransone il fuoco non è solo spettacolo: è memoria viva e legame tra generazioni. L’Ottava di Pasqua si è conclusa così, con una promessa implicita: ritrovarsi ancora, tra un anno, sotto lo stesso cielo di scintille.










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