Eventi e Cultura

Ascoli Piceno, “Io sono Fenice – Il progetto Pentesilea”. Lo IOM incontra e si racconta al Teatro dei Filarmonici

di Davide Ciampini


In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Teatro Filarmonici di Ascoli Piceno ha ospitato “Lo IOM incontra e si racconta: Io sono Fenice”, il secondo evento del Trentennale dello IOM Ascoli Piceno OdV. Un appuntamento speciale per raccontare un’esperienza lunga 27 anni fatta di accoglienza, cura, condivisione e rinascita: quella del progetto Pentesilea. L’iniziativa ha rappresentato un momento di incontro con la comunità per ripercorrere insieme la storia di un progetto innovativo nato nel 1999, finanziato nei primi due anni dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Affari Sociali, e diventato nel tempo un punto di riferimento per centinaia di donne. Attraverso laboratori esperienziali di arte-terapia e grazie al supporto fondamentale della psico-oncologa, circa 450 donne con pregressa patologia tumorale, hanno avuto la possibilità di rimettersi in gioco, uscire dall’isolamento, ritrovare fiducia in se stesse e aprirsi a nuove prospettive di vita. Il progetto Pentesilea nasce dalla consapevolezza che la cura non passa esclusivamente attraverso la medicina – che resta imprescindibile – ma deve considerare la persona nella sua interezza: dimensione fisica, psicologica e spirituale.  L’efficacia di tale progettualità ha spinto lo IOM ad inserire i laboratori anche nel progetto regionale Ninfee: la forza della rinascita, la forza nella resistenza, volto al reinserimento sociale e lavorativo di donne con pregressa patologia tumorale. Accanto ai percorsi di empowerment e consulenza, il progetto propone numerosi laboratori finalizzati a sostenere la persona a 360 gradi: dalla conoscenza dell’Intelligenza Artificiale alla danza terapia, dal teatro terapia ai laboratori di estetica oncologica. 




"Ringrazio la presidente per quanto fatto in questi anni – ha esordito l’assessore ai Servizi Sociali e vicesindaco di Ascoli Piceno Massimiliano Brugni -; dal 1996 lo Iom è a disposizione dei malati oncologici e lo fa andando a casa delle persone, il che rappresenta qualcosa di rivoluzionario: un vero e proprio sostegno sociale. L'associazione è cresciuta in modo esponenziale in questi anni, puntando sulla prevenzione e aiutando in modo evidente tutti colori che vi si sono interfacciati. Il tutto grazie all’encomiabile impegno profuso, oltre che alla rete di cui dispone l'associazione. Sono dunque felice di affiancarvi e di dare forza alla vostra attività”.

"Ho attraversato molteplici fasi durante la mia vita – ha detto l’autrice e publicspeaker Francesca Cavallo -: quando avevo 27 anni mi trasferii negli Stati Uniti, dove fondai un azienda di successo. Un avventura incredibile, dato che al vertice di quell'avventura, ovvero quando chiusi l'anno di maggiore successo, trovai una mail: l’una afferiva il mio licenziamento; l'altra la mia rimozione dal consiglio di amministrazione. Non una malattia, certo, ma ebbe lo stesso riverbero che ebbe il medesimo effetto sulla mia esistenza. A ciò si aggiunse una notizia nefasta pervenutami all’età di 38 anni: scoprii infatti un problema di endometriosi, che mi creò diverse problematiche, in particolare nella deambulazione. I due accadimenti fecero franare quanto fatto finora: il mio impegno campale, frutto di dieci anni di lavoro, era finito. Una diagnosi ci trasmette, in definitiva, un senso di perdita di controllo rispetto alla traiettoria della nostra vita che ci eravamo prefissati”.




Ventisette anni fa – ha dichiarato l’assessore all’istruzione Donatella Ferretti - lo Iom decise di avviare il progetto “Pentesilea”, nome misterioso, mutuato dall’omonima regina delle amazzoni (comunità di donne guerriere allocate nell'Asia minore che incontrano gli uomini solo per motivi riproduttivi). Ritengo che le donne, e questo è particolarmente evidente, posseggano numerose qualità. Su tutte, la facoltà di non opporre muro, ma di accogliere esperienze drammatiche, assorbendo il dolore e trasformando lore stesse”.

Ciò che trovo interessante – ha precisato la presidente di “C’è tempo Odv” Laura Marziali è come certi pazienti abbiano intercettato il dolore di altre persone, creando il motore per una vera propria rivoluzione. Nella fattispecie, abbiamo dato vita a un'idea nato dal mio percorso oncologico dovuto al vuoto tra una visita e l'altra. Ciò che riteniamo importante, è dare voce a persone che non ne hanno. Le ragioni di questa iniziativa nascono dunque da questa necessità: difendere i diritti di chi vive il cancro e sopperire, eventualmente, agli spazi mancanti per chi vive l’anzidetta patologia. Contestualmente, sarà importante bussare alla porta delle istituzioni, rammentando le istanze di chii vive una situazione di malattia. Quelle vissute dai pazienti oncologici sono infatti delle vere e proprie ingiustizie: penso alla mia personale, dove all'epoca dei fatti mi vidi finanche negata la possibilità di contrarre un prestito. Essi sono sovente attorniati da un silenzio assordante, da cui è confluito il diritto all'oblio oncologico (legge 193 del 2023)”.

"Non siamo dall'altra parte della barricata, ma percorriamo insieme lo stesso percorso – ha infine chiosato il direttore oncologia Asr Ascoli Piceno Francesca Chiara Giorgi -. La parte della riabilitazione, si sa, è fondamentale sotto tutti i punti di vista. E’ grazie allo Iom se abbiamo la facoltà di avvalerci di ottimi psicologi e figure professionali in generale. Tutte le donne devono avere un percorso personalizzato, che tenga conto di tutte le caratteristiche biologiche personali. Ciò importante perché il chirurgo deve esserne edotto e reso consapevole. Chi lavora con le pazienti sa quanto siano variegate le condizione social delle stesse. Il volontariato ci segnala queste cose che, spesso, fuggono all’attenzione per via della fretta della routine”.



autore Davide Ciampini****

Riproduzione riservata

Commenti