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Ascoli Piceno, sul palco del teatro Filarmonici la figura di fra Pacifico raccontata da Cesare Catà. Ferretti: ''Valorizzare i personaggi storici meno noti''

di Redazione Picenotime

'Tue so' le laudi', una lezione-spettacolo su Fra Pacifico e il Cantico di Frate Sole. Imperdibile appuntamento per sabato 23 Maggio al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno dove andrà in scena alle ore 17 lo spettacolo scritto e interpretato da Cesare Catà su fra Pacifico, al secolo Guglielmo Divini da Lisciano. Ad accompagnare il monologo saranno le musiche appositamente composte per l'occasione da Maurizio Serafini e Lorenzo Forconi. Quella allestita è un'iniziativa ideata da Civiltà Picena e realizzata dalla Fondazione Carisap con il patrocinio dell'Arengo. Poeta e rimatore originario del Piceno, acclamato alla corte sveva di Palermo, Guglielmo si converte dopo l’incontro con San Francesco e assunse il nome di fra Pacifico, diventando uno dei suoi più amati compagni. Lo assiste negli ultimi dolorosi giorni della sua vita terrena, lasciando aperta la questione del suo possibile ruolo nella "messa in versi" del Cantico. I biglietti sono disponibili su liveticket e sarà anche possibile acquistarli a teatro il giorno stesso della rappresentazione. Stamattina presso l'Osteria Botteghe Francescane è avvenuta la presentazione dell'evento. Presente l'assessore Donatella Ferretti che commenta: ''Questo evento nasce dalla volontà di Civiltà Piceno, di cui sono presidente, per favorire la valorizzazione dei personaggi illustri del nostro territorio non adeguatamente conosciuti. Tante le mostre contemporanee dedicate a Cecco d’Ascoli che abbiamo visto negli ultimi due anni, ma oltre a lui era giusto approfondire la figura di fra Pacifico, rimasto al fianco di San Francesco fino all'ultimo''.


A raccontarci la figura di fra Pacifico sarà Cesare Catà che aggiunge: ''L'ho studiato per anni e poterlo portare sul palco è davvero meraviglioso. La sua figura è clamorosa. Rappresentava per San Francesco la persona a cui affidarsi per tutto ciò che riguardava la letteratura e lo studio della simbologia. Le fonti francescane non fanno mai il suo nome perché dopo la conversione diventò fra Pacifico e la sua vera identità sparì sotto al saio. Se il Cantico sia stato scritto da fra Pacifico non possiamo affermarlo con certezza, ma sicuramente possiamo dire che in quegli anni San Francesco era ormai cieco e che al suo fianco c’era il più grande poeta del tempo''.


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