Eventi e Cultura
di Redazione Picenotime
Forza, qualità e identità. Poi riconoscibilità, identificazione chiara, denominazione di origine. Si aggiungano non riproducibilità e senso di sorpresa di fronte a territorio e vini prodotti Questi saranno i principali messaggi che il Consorzio Vini Piceni vorrà comunicare all’edizione 2026 di Verona dove saranno presenti 27 aziende, un numero consistente che denota la fiducia del settore nel comparto. Poi ci sarà anche la novità della presentazione del nuovo marchio e della nuova campagna pubblicitaria per il sodalizio che crede fermamente nella principale kermesse del settore con i soci espositori, divisi tra quelli all’interno della collettiva Marche, quelli esterni ad essa ma all’interno del padiglione 7 e quelli presenti con stand propri in altri padiglioni. Il Consorzio al Vinitaly continuerà a promuovere l’Offida docg, nelle tipologie Pecorino, Passerina e Rosso, il Rosso Piceno dop, anche nella tipologia Superiore, il Falerio, anche nella tipologia Pecorino ed il Terre di Offida dop nelle tipologia passito e spumante. .
“Sono oltre venti anni – spiega Simone Capecci, presidente del Consorzio Tutela Vini Piceni– che siamo presenti al Vinitaly. Questo evento, realizzato anche per il fondamentale contributo della Regione Marche, che ringraziamo, è certamente una occasione di incontro e di promozione ma anche un momento per fare il punto della situazione di un settore in continua evoluzione. La riconoscibilità e l’identificazione chiara del territorio a loro afferente è il nostro primo obiettivo”.
Il Consorzio è composto da 57 soci ordinari, con circa 500 operatori vitivinicoli coinvolti in una o più fasi di produzione delle Doc e Docg tutelate dal Consorzio che si distinguono per la forte autoctonia dei vitigni più rappresentativi quali Pecorino e Passerina per i bianchi e Montepulciano per i rossi. “Abbiamo ritenuto opportuno approfittare del Vinitaly per presentare una nuova strategia di identità del Piceno basandoci sulle peculiarità del nostro territorio che fa da ambasciatore alle nostre etichette e che le rende riconoscibili – continua Simone Capecci-. In fondo come non trovare qualità ed eccellenza di fronte ad un paesaggio così pettinato che vede le montagne vicino al mare che disegnano valli strette con tanti microclimi, i veri testimoni delle nostre denominazioni sempre protagoniste. Anche per questo vorremmo puntare all’accoglienza, che può essere un punto di svolta per tanti imprenditori viticoli che con il progetto di enoturismo possono ospitare persone in cantina anche per far scoprire il nostro mondo.”
Il Consorzio ha attualmente una produzione di uve delle d.o. tutelate mediamente di circa 180.000 quintali mentre la produzione di vino imbottigliato è di circa 6 milioni di bottiglie. IL NUOVO MARCHIO CONSORTILE. dal Toro al Picchio Tra le iniziative del Consorzio ci sarà la presentazione del nuovo marchio consortile, affidato a Tosi Branding Studio, agenzia di brand design e comunicazione di Milano con 50 anni di storia e una divisione dedicata al Wine design. Tosi Branding Studio si è occupata della ridefinizione dell’intera identità di marca del Consorzio, partendo da uno sviluppo strategico, dal design del nuovo logo e dell’identità visiva, recuperando il simbolo iconico marchigiano del Picchio come emblema di forza radicata nel territorio del piceno. Il lavoro è poi proseguito con il design del sito web e la definizione di una campagna pubblicitaria per il Consorzio.
“Il nuovo simbolo non rappresenta soltanto un segno grafico, ma un valore con una nuova immagine che segue un po' il decorso del mercato che sta virando e che il nostro sodalizio ha il dovere di osservare. Ci sono segnali di un mondo che cambia approccio al vino. Ecco perché siamo passati, sempre nel rispetto della tradizione, da un simbolo di forza ad uno che trasmette leggerezza, che induce a volare, a guardare lontano con la mente ed il palato e che esprime quel senso poetico che troviamo sempre in un bicchiere delle nostre denominazioni", precisa il presidente del Consorzio.
Il programma al Vinitaly presso la cosiddetta “Terrazza Marche” sarà molto intenso. La domenica si partirà con la presentazione della nuova strategia di identità e del nuovo marchio consortile, curata dalla Tosi Group di Milano, che sarà poi chiusa da una degustazione del Rosso Piceno Superiore a cura dell’AIS Marche. Il giorno successivo ci sarà un interessante convegno dal titolo: Vigne intelligenti per un vino più sostenibile tenuto dal Prof. Lucio Brancadoro docente di Viticoltura Università di Milano. “La viticoltura di precisione è un sistema di gestione del vigneto che utilizza tecnologie digitali per analizzare lo stato vegetativo delle piante e indirettamente la fertilità del terreno. Tali mappe permettono di coltivare in base alle reali necessità della pianta in modo mirato solo dove e quando serve, invece di trattare l'intero campo in modo uniforme. Tra i vantaggi annoterei la sostenibilità ambientale, l’aumento della qualità del prodotto e la riduzione dei costi di produzione. Noi vorremmo sensibilizzare le aziende su questa risorsa tecnologica, disponibile e accessibile a tutte le aziende, sia le strutturate sia le più piccole come moltissime aziende della realtà Marchigiana che costituiscono il nostro tessuto viticolo”, ha concluso il presidente Capecci.
Il giorno stesso si terrà una Masterclass dal titolo sarà possibile illustrare le peculiarità delle Dop a buyer stranieri, in collaborazione con l’ICE. Il martedì sarà interamente dedicato alle degustazioni delle dop degli espositori della collettiva, attraverso un producente confronto con le altre denominazioni delle Marche.
I NUMERI
Il Consorzio Vini Piceni nasce nel 2002, con l’obiettivo di valorizzare la produzione enologica del Piceno che, negli ultimi anni, ha raggiunto numeri e risultati importanti. Nel territorio di competenza si raccolgono, mediamente circa 180.000 q.li di uva a d.o. mentre sono circa 6 milioni il numero delle bottiglie prodotte. L’export rappresenta circa il 45 % del fatturato globale