Eventi e Cultura
di Redazione Picenotime
Si conclude con la proclamazione della vincitrice la quinta edizione del Premio Sparti, manifestazione dedicata all’arte contemporanea ideata da Simone Sparti e Zeno Rossi, che dal 23 maggio al 28 giugno ha animato gli spazi del Forte Malatesta e del Frida Museum di Ascoli Piceno con la mostra Dove finisce la città, a cura di Alex Urso. Al termine di un mese di esposizioni, incontri e approfondimenti dedicati al tema della marginalità geografica, culturale e poetica, la giuria del Premio Sparti 2026 ha decretato vincitrice della sezione under 35 l’artista Alessandra Leta (Milano, 1997), che si aggiudica la realizzazione di una mostra personale durante l’edizione 2027 del Premio. La giuria, composta da Zeno Rossi, Simone Sparti, Alex Urso, Caterina Angelucci, Stefano Papetti, Matteo Piccioni e Lorenza di Lorenzo, e presieduta da Gabriele Perretta, ha individuato nell’opera Dramma da Camera (doppio dittico) una ricerca capace di interpretare in modo particolarmente significativo lo spirito dell’edizione 2026. “Il Premio Sparti 2026 si consacra come un osservatorio privilegiato e sensibile sul panorama dell’arte emergente – dichiara il presidente di giuria Gabriele Perretta – delineando la propria identità attraverso una triplice e feconda direttrice estetica. Da un lato, l’istituzione accoglie e legittima i linguaggi più vibranti della contemporaneità; dall’altro, celebra il trionfo di quelle espressioni simboliche che testimoniano il potente ritorno dell’immagine tra le nuove generazioni di creativi. A questo si unisce il valore profondo del “dramma da camera” (doppio dittico) di Leta. Lungi dal rimanere confinato entro i propri margini, il Premio, organizzato da Zeno Rossi, ha saputo innescare una riflessione coraggiosa sui confini geografici e culturali. La scelta della Fortezza Malatestiana come sede espositiva ha generato un cortocircuito visivo ed emotivo di straordinaria efficacia, dove la solidità della pietra storica dialoga, per contrasto, con la fluida mutevolezza dell'arte presente. In questo scenario, il dialogo ravvicinato tra maestri affermati e talenti nascenti riscatta la provincia italiana dalle sue storiche marginalità, elevando Ascoli Piceno a epicentro vibrante della sperimentazione artistica internazionale”. “Quest’ultima edizione del Premio Sparti è stata la più intensa e calzante alla visione del Premio Sparti stesso, ossia la produzione artistica operata nelle marginalità territoriali. Le scelte fatte in merito alla selezione dello staff dirigente, primo fra tutti il curatore 2026 Alex Urso, hanno portato a un unicum intenso e profondo tra artisti affermati, locali ed emergenti. Il Forte Malatesta di Ascoli Piceno, da noi scelto e gestito dai Musei Civici di Ascoli Piceno, si è dimostrato un contenitore perfetto e amplificante tra storia e contemporaneo, quasi un passaggio di testimone in affinità elettiva. La vincitrice della sezione under 35, Alessandra Leta incarna perfettamente questo spirito con la sua poetica e soprattutto con l’opera Dramma da Camera. Vi aspettiamo ad Ascoli per l’edizione 2027, carica di novità in termini di location, direzioni curatoriali e artisti”, aggiunge Zeno Rossi, direttore artistico del Premio Sparti. Le motivazioni del premio sono state affidate alla curatrice Caterina Angelucci: “Il Premio Sparti conferisce il riconoscimento ad Alessandra Leta per l’opera Dramma da Camera (doppio dittico), un lavoro che si distingue per la capacità di attivare un dialogo rigoroso e al tempo stesso profondamente contemporaneo con la tradizione artistica rinascimentale. Radicata nella memoria storico-artistica italiana e aperta a una riflessione critica sul presente, Dramma da Camera (doppio dittico) interpreta con particolare efficacia la missione del Premio Sparti nel sostenere le ricerche emergenti che sanno confrontarsi in modo originale con il patrimonio culturale, trasformandolo in uno strumento di indagine e di produzione di nuovi significati per il contemporaneo.” A completare il giudizio della commissione, il commento dello storico dell’arte Matteo Piccioni: “Con Dramma da camera e Dramma da camera (Doppio Dittico), Alessandra Leta fonde fotografia, architettura e design per mettere in crisi gli strumenti con cui lo spazio domestico viene reso visibile. Il separé lascia trasparire ciò che dovrebbe schermare, sovrapponendo l’interno fotografato allo spazio reale; il dittico è composto da un ritratto antico occultato da una superficie specchiante che non restituisce alcun volto, ma solo una deformazione. Con questo lavoro la fotografia smette di essere referente del reale per costruire e disfare uno spazio attraversabile dallo sguardo. È un lavoro che trasforma la marginalità in esperienza della perdita di certezza percettiva, in cui non si trova né un riparo, né un’immagine di sé.” La giuria ha inoltre deciso di conferire una menzione speciale a Sofia Boarino per l’opera Vocal Photosynthesis. Dichiara Matteo Piccioni: “Con Vocal Photosynthesis, Sofia Boarino sposta il dispositivo fotografico oltre la soglia del visibile. In questo lavoro, la carta sensibile non registra un’immagine, ma il respiro e la voce che la attraversano, facendo della fotografia lo spazio di sedimentazione del corpo invece che di uno sguardo che cattura il visibile. La proclamazione della vincitrice ha coinciso con il finissage della mostra Dove finisce la città e con la presentazione del catalogo dell’edizione 2026, che ha visto la partecipazione di oltre venti artisti provenienti da tutta Italia e ha confermato il Premio Sparti come uno dei più significativi osservatori dedicati alle pratiche artistiche sviluppate nei territori periferici e nelle geografie marginali della contemporaneità. Con la vittoria di Alessandra Leta si apre ora il percorso che porterà alla realizzazione della sua mostra personale nell’ambito dell’edizione 2027 del Premio, proseguendo l’impegno della manifestazione nel sostegno e nella valorizzazione delle nuove generazioni dell’arte contemporanea italiana.