Curiosità

Perché le auto aziendali tedesche finiscono tutte in Italia

di Redazione Picenotime


Una BMW 520d del 2019 è uscita da un contratto di noleggio aziendale a Monaco di Baviera la primavera scorsa con 147000 chilometri sul contachilometri, auto aziendale, tagliandi fatti sempre in concessionaria, guidata da qualche quadro che faceva su e giù per l'autobahn tutti i giorni per tre anni. Il concessionario BMW l'ha messa all'asta a fine leasing e qualcuno l'ha comprata per circa 18000 euro, che per una Serie 5 diesel con quella percorrenza è un prezzo normale in Germania dove le auto si svalutano più velocemente che da noi. Due mesi dopo la stessa macchina è comparsa su un sito di annunci a Milano, 89000 chilometri sul cruscotto, prezzo richiesto 24500 euro, foto scattate in quello che sembrava un piazzale di un rivenditore nella zona di Sesto San Giovanni.

Un mio conoscente mi ha mandato l'annuncio perché cercava proprio quel tipo di auto e voleva un parere prima di andare a vederla il sabato pomeriggio, aveva già preso appuntamento con il venditore per le tre. Ho fatto una verifica carVertical sul numero di telaio e il grafico del chilometraggio raccontava tutta la storia, una salita costante fino a 147000 e poi un crollo verticale a 89000 in corrispondenza del passaggio di frontiera tra agosto e settembre. Circa 58000 chilometri spariti nel nulla tra Monaco e Milano, probabilmente cancellati in Austria o in Svizzera durante il trasporto verso sud, bastano due settimane per far passare un'auto di mano tre o quattro volte prima che arrivi sul mercato italiano. L'acquirente che non controlla paga 24500 euro per un'auto che ne vale forse 16000, e si ritrova con una macchina che ha quasi il doppio dei chilometri dichiarati e una distribuzione che andava cambiata 20000 chilometri fa.

Il mercato italiano dell'usato muove circa 4,8 milioni di veicoli all'anno secondo i dati ACI del 2024, e una fetta sempre più grossa arriva dall'estero, soprattutto dalla Germania dove le grandi flotte aziendali di Sixt e delle case automobilistiche scaricano migliaia di auto a fine noleggio ogni mese. Queste auto sono appetibili per motivi ovvi, sono ben tenute perché i contratti di leasing impongono la manutenzione programmata, hanno tutte le opzioni perché i manager vogliono i sedili riscaldati e lo schermo grande e il pacchetto M Sport, e costano poco perché la tassazione tedesca sulle auto aziendali è più favorevole e i tedeschi cambiano macchina più spesso di noi. Un analista di carVertical mi ha spiegato che le auto importate dalla Germania hanno una probabilità di avere il contachilometri manomesso circa 2,3 volte superiore rispetto alle auto vendute sul mercato locale, perché i database chilometrici nazionali non comunicano tra loro e la manipolazione durante il transito è praticamente invisibile a chi non sa dove guardare.

La BMW del mio conoscente aveva fatto tutti i tagliandi in una concessionaria vicino a Monaco, l'ultimo a 142000 chilometri a febbraio, e poi il successivo proprietario l'aveva registrata in Italia a settembre con 89000 chilometri. Nel mezzo c'era un passaggio in Austria durato forse due settimane, giusto il tempo di far sparire 58000 chilometri con una valvola OBD da 150 euro che si compra su internet senza nessun problema e si collega alla presa sotto il volante. La truffa funziona perché il TÜV tedesco registra il chilometraggio ma non lo condivide con la Motorizzazione italiana, e perché l'acquirente medio quando vede un prezzo interessante su un'auto tedesca con tutti i tagliandi timbrati pensa di aver trovato l'occasione della vita invece di chiedersi come mai costa così poco rispetto alle quotazioni normali.

Ho detto al mio conoscente di lasciar perdere e di cercare qualcos'altro, che tanto di Serie 5 diesel ce n'erano parecchie in vendita nella zona. Due settimane dopo ha comprato una Serie 5 del 2018 da un privato a Brescia, stessa motorizzazione, 2000 euro in più ma con due soli proprietari dalla prima immatricolazione e tutte le fatture dei tagliandi fatti regolarmente da un meccanico della zona che conosceva la macchina da quando era uscita dal concessionario. Il venditore era il secondo proprietario, aveva tenuto la macchina tre anni, faceva circa 15000 chilometri all'anno per lavoro e poteva rispondere a qualsiasi domanda sulla storia dell'auto senza esitare, sapeva quando aveva cambiato gli pneumatici e perché aveva fatto rifare i freni prima del previsto. L'altra BMW, quella con i 58000 chilometri cancellati, qualcuno l'ha comprata dieci giorni dopo la pubblicazione dell'annuncio, e probabilmente ha scoperto la verità sei mesi dopo quando ha provato a rivenderla o quando il motore ha cominciato a dare problemi.


La Federazione Internazionale dell'Automobile stima che in Italia vengano vendute ogni anno circa 450000 auto usate con il chilometraggio falsificato, più o meno una su dieci, e il danno per i consumatori italiani supera i 900 milioni di euro all'anno tra riparazioni impreviste e perdita di valore alla rivendita. La manipolazione del contachilometri in Italia è un reato punibile con la reclusione fino a un anno e una multa fino a 1032 euro secondo l'articolo 515 del codice penale, ma le condanne sono rarissime perché bisognerebbe dimostrare che il venditore sapeva che il chilometraggio era falso, e nessuno riesce mai a dimostrarlo quando la macchina è passata per tre o quattro mani in due paesi diversi. Un analista di carVertical mi ha detto che « le auto che attraversano i confini hanno una probabilità quattro volte superiore di aver subito una manipolazione chilometrica rispetto a quelle rimaste nel paese di origine », e che circa il 35 percento delle auto usate vendute in Italia arriva dall'estero, principalmente dalla Germania e in misura minore dalla Francia e dal Belgio.

Gli acquirenti italiani si fidano delle auto tedesche perché pensano che i tedeschi siano più precisi con la manutenzione e che il controllo tecnico sia più severo là, e probabilmente è vero in media ma non cambia niente una volta che la macchina ha lasciato il territorio tedesco ed è passata per le mani di gente che cancella i contachilometri per guadagnare qualche migliaio di euro su ogni passaggio. Controllare un numero di telaio su carVertical richiede due minuti e costa meno di un pieno di benzina.

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