Curiosità

La tradizione delle carte: i giochi caratteristici delle Marche

di Redazione Picenotime


Le carte da gioco rappresentano una delle forme di intrattenimento più antiche e radicate nella cultura italiana. La loro diffusione risale almeno al XIV secolo, quando i primi mazzi arrivarono in Europa attraverso le rotte commerciali dall’Oriente. In Italia, le carte si sono rapidamente adattate ai contesti locali, dando origine a una straordinaria varietà di semi, stili grafici e regole regionali. Ancora oggi convivono mazzi differenti, come le carte napoletane, piacentine, siciliane o trevigiane, testimonianza di una tradizione popolare che si è evoluta parallelamente alla storia sociale del Paese. In generale, le carte da gioco stanno attraversando un vero e proprio boom, con una diffusione capillare anche nelle fasce più giovani della popolazione. Vanno però distinti i mazzi da gioco più tradizionali da quelli che, pur essendo giocabili, diventando anche da collezione: è il caso delle carte Pokémon ad esempio, ma anche delle neonate carte Palworld ad esempio, annunciate proprio per seguire l’onda lunga di questo nuovo boom.

Se invece si sposta l’attenzione su quelli che sono i mazzi tradizionali, nel corso dei secoli i giochi di carte hanno accompagnato la vita quotidiana delle comunità, diventando un momento di incontro, confronto e socialità, spesso legato alle osterie, alle piazze e alle feste di paese. In questo solco si inserisce anche il contesto marchigiano, dove il gioco delle carte ha assunto caratteristiche ben definite. In questo quadro generale va ricordato che anche se oggi l'intrattenimento è prevalentemente digitale o presuppone comunque l'impiego di qualche moderno dispositivo tecnologico, la tradizione delle carte non è andata affatto perduta. In particolare, grazie al web non sono in pochi i neofiti che scoprono giochi di cui ignoravano l'esistenza o si prodigano nel cercare come si gioca a scala 40 o a burraco per prendere parte a qualche tavolata con gli amici o addirittura a qualche torneo in piazza.

Prendendo ad esempio una realtà regionale specifica come le Marche, il gioco delle carte continua a rappresentare un elemento identitario, soprattutto nei contesti rurali e nei piccoli centri, dove alcune varianti locali sono sopravvissute al passare del tempo. Tra i giochi più caratteristici spicca la Bestia a 5 carte, una variante particolarmente diffusa in diverse zone della regione. Si tratta di un gioco di presa che utilizza il mazzo italiano e che si distingue per una struttura semplice ma fortemente competitiva. L’obiettivo è evitare di rimanere con la “bestia”, ovvero la carta perdente, e le partite sono spesso accompagnate da un clima acceso e conviviale. La Bestia viene tradizionalmente giocata in cinque partecipanti, numero che contribuisce a rendere il gioco dinamico e imprevedibile.

Un altro gioco profondamente legato alla tradizione marchigiana è la Petrangola. Meno conosciuta al di fuori dei confini regionali, questa variante richiede una buona dose di memoria e strategia. Si gioca generalmente con quattro partecipanti e si basa su un sistema di prese e combinazioni che premia l’attenzione e la capacità di leggere le mosse degli avversari. Questo passatempo viene spesso tramandato oralmente, con regole che possono variare leggermente da un paese all’altro, a dimostrazione di quanto il gioco sia parte integrante della cultura locale.

Il Trucco è un altro esempio di gioco storico ancora praticato nelle Marche. Diffuso in diverse regioni dell’Italia centrale, il Trucco ha trovato nel territorio marchigiano una particolare vitalità. Si tratta di un gioco di coppia che privilegia l’affiatamento tra i compagni e la comunicazione non verbale, elementi che lo rendono particolarmente apprezzato durante le feste e le riunioni familiari. Il ritmo serrato delle partite e l’importanza della tattica rendono il Trucco un gioco tutt’altro che banale, capace di coinvolgere anche i giocatori più esperti.

Meno noto ma altrettanto rappresentativo è la Cispa, un gioco che affonda le sue radici nella tradizione popolare marchigiana. Caratterizzato da regole semplici e da una durata contenuta delle mani, viene spesso associata a momenti informali e di svago rapido. Proprio questa immediatezza ne ha favorito la diffusione, rendendola una scelta frequente nei contesti di ritrovo quotidiano, come circoli e bar di paese. La Cispa riflette una concezione del gioco come pausa e divertimento condiviso, più che come competizione strutturata, adatto al ruolo di passatempo rivestito solitamente dai giochi di carte.

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