Alcune autorevoli riviste mediche come JAMA (1-6),e quotidiani internazionali come The Guardian (7, 8) e New York Times (9), hanno più volte richiamato l’attenzione sulla crescente popolarità dell'uso orale e soprattutto endovenoso della nicotinammide adenina dinucleotide (NAD+) per trattamenti contro l’invecchiamento dell’organismo (1-9).
Secondo le più accreditate fonti scientifiche, i risultati clinici degli studi condotti nel genere umano sono ancora molto variabili e controversi, ed hanno generato un consistente dibattito scientifico e clinico riguardo all’efficacia e le possibili conseguenze nel breve e lungo periodo derivanti dall’uso di nicotinamide (1-5).
Soprattutto per la somministrazione endovenosa, sono emerse possibili complicazioni, es.: nausea, squilibri elettrolitici, infezioni, danni vascolari (1-9).
Tutti questi canali di aggiornamento medico e d’informazione sottolineano l’attuale assenza di prove cliniche, e la mancanza di approvazioni da parte delle istituzioni sanitarie, come la statunitense Food and Drug Administration (FDA), l’European Medicines Agency (EMA) e quelle italiane (1-9).
Per questo gli esperti invitano alla massima cautela verso la somministrazione di nicotinamide, che risulta sostenuta prevalentemente da leve pubblicitarie (1-9).
NICOTINAMIDE COME ANTIAGING: PROVE CLINICHE ANCORA INSUFFICIENTI
Le molecole più utilizzare per uso orale e per la somministrazione per via parenterale (es.: endovenosa, intramuscolare) della NAD+ sono la nicotinammide riboside (NR) e la nicotinammide mononucleotide (NMN) (1-6).
Sono molecole che hanno come origine la niacina, una vitamina del gruppo B (Nota 1: Niacina) (1-5, 10-16) (Nota 2: Nicotinamideuso orale e parenterale) (1-5, 17-21).
Pur esistendo dei presupposti biologici e studi sperimentali svolti con la nicotinamide, gli studi condotti nel genere umano non permettono di trarre conclusioni clinicamente corrette (1-6).
Riviste come Ageing Research Reviews definiscono infatti ancora sperimentale e non privo di rischi il trattamento endovenoso di nicotinamide finalizzato al miglioramento dei parametri del lifespan (durata della vita), e healthspan (durata della salute nel corso della vita) (1-6).
Anche nell’ambito di alcune patologie, le valutazioni dei clinici per l’uso della nicotinamide sono molto caute per mancanza di adeguate indagini e risultati significativi, ne sono un esempio le malattie cardiovascolari (22, 23, 24) e metaboliche, (25), del declino cognitivo (26) e del glaucoma (27).
NICOTINAMIDE: USO DERMATOLOGICO
La nicotinamide per via orale è inoltre indicata per la prevenzione farmacologica dei tumori cutanei non melanoma in specifiche selezioni di pazienti da sottoporre a prevenzione secondaria, cioè dopo essere stati affetti in precedenza da queste patologie (28) (Nota 3: Nicotinamide: normative sull’uso farmacologico preventivo).
Pur essendo ancora un tema di dibattito clinico, come riportato a marzo 2026 dall’American Journal of Clinical Dermatology (29), e da altri articoli pubblicati negli ultimi mesi (3, 29-33), il trattamento con nicotinamide viene comunque valutato come un intervento a basso costo da considerare nei soggetti ad alto rischio, in particolare per la prevenzione secondaria (3, 29-33).
Sono in attesa di un giudizio clinico definitivo anche i possibili effetti della nicotinamide per l’uso topico, proposto per potenziare la resistenza cutanea alle alterazioni immunologiche causate dai raggi ultravioletti, e per prevenire il precoce invecchiamento cutaneo (fotoinvecchiamento) e le relative complicazioni, incluse quelle oncologiche (3).
Le evidenze attuali risulterebbero infatti ancora limitate, con studi clinici di ridotte dimensioni, e con brevi periodi di monitoraggio clinico (3). Mentre sarà importante conoscere i risultati di studi a lungo termine relativi alla prevenzione dei tumori cutanei, come suggerito dalla rivista International Journal of Molecular Sciences, a maggio 2026 (3).
COSA INSEGNANO QUESTE ANALISI
• Le più recenti ricerche sottolineano la mancanza prove di efficacia clinica dell’uso della nicotinamide con finalità antinvecchiamento, benessere e nella prevenzione clinica; ed invitano alla massima cautela soprattutto per la somministrazione per via endovenosa (3).
• In attesa di studi clinici significativi, la comunità scientifica guarda comunque con interesse quanto di positivo emerge dalla specifica esperienza dei medici, che somministrano la nicotinamide in attesa di ulteriori ed approfondite ricerche cliniche (4).
• Come accaduto nel settore dell’invecchiamento cutaneo nel corso degli anni, la ricerca clinica ha permesso di individuare un numero limitato di molecole sostenute da solide prove di efficacia, tra cui: antiossidanti (come acido ascorbico ed i suoi precursori; coenzima Q10; vitamina E), polifenoli, retinoidi, glutatione e poche altre (34, 35).
• Determinati ingredienti attivi per via topica e/o orale contribuiscono infatti a migliorare la fotoprotezione, il metabolismo energetico cutaneo, ed i segni dell’aging (34, 35), anche se permane costante la necessità della ricerca per ottimizzare ulteriormente i protocolli di trattamento, i risultati clinici e per conservare la salute cutanea nel lungo periodo (34-39).
Nota 1 (1-6, 10-16, 39)
NIACINA (acido nicotínico, vitamina B3, vitamina PP)
Fonti - biosintesi endogena - carenza
La niacina (acido nicotinico) è una vitamina idrosolubile essenziale (B3) del gruppo B; è presente in diversi alimenti quali crusca, lievito, uova, arachidi, pollame, carne rossa, pesce, cereali integrali, legumi e semi. Inoltre la niacina può anche essere sintetizzata dall’organismo dall’aminoacido triptofano presente, ad esempio, nei latticini.
La carenza di niacina è rara, considerata l’estesa presenza nei legumi, cereali, alimenti arricchiti e cibi di origine animale.
La più nota complicazione della carenza di niacina è la pellagra, una malattia caratterizzata da estese eruzioni cutanee, disturbi gastrointestinali, stanchezza, insonnia, e declino cognitivo.
Tra le principali cause di alterazione del metabolismo della niacina: eccessivo consumo di alcol, malnutrizione, malattie gastrointestinali, farmaci, es.: isoniazide ed antitumorali.
Assunzione raccomandata (LARN SINU 2024)
Uomini: 18 - > 65 anni 18 mg / die
Donne: 18 - > 65 anni 14 mg / die
Gravidanza: 22 mg/ die
Allattamento: 22 mg/ die
I valori sono espressi come niacina equivalenti (NE) che considerano anche la niacina di origine endogena sintetizzata dal triptofano (60 mg di triptofano equivalgono a 1 mg di NE).
Limiti Massimi Tollerabili
Per le diverse forme di niacina l’EFSA (European Food Safety Authority) ha stabilito i Limiti Massimi Tollerabili (Tolerable Upper Intake Level, UL):
- acido nicotínico 10 mg / die. Effetto avverso: vasodilatazione cutanea (Flushing).
- nicotinamide 900 mg / die. Effetto avverso: epatotossicità e disturbi grastrointestinali.
Ruolo fisiologico e fisiopatologico
La B3 svolge un ruolo nel metabolismo cellulare come componente fondamentale della forma ossidata della nicotinammide adenina dinucleotide (NAD+, o coenzima 1) e della forma ridotta della nicotinammide adenina dinucleotide fosfato (NADP, o coenzima 2).
Questi coenzimi hanno al ruolo chiave per il metabolismo dei macronutrienti: carboidrati, proteine, lipidi, in sinergia con le altre vitamine B.
Nello specifico NAD+ e le sue forme (forma ridotta NADH, insieme alla coppia redox fosforilata NADP+/NADPH) sono cofattori essenziali coinvolti in: metabolismo energetico cellulare, fosforilazione ossidativa mitocondriale, difesa antiossidante, riparazione del DNA, segnalazione redox-sensibile nel sistema nervoso centrale, con dirette influenze sull’integrità neuronale, riguardante la bioenergetica di base, la regolazione della sopravvivenza neuronale, la plasticità sinaptica, le risposte allo stress ossidativo e dell'espressione genica. Sono tutti processi fondamentali per supportare le normali funzioni cognitive, la regolazione dell'umore ecc. Per questo le alterazioni del metabolismo del NAD+ e dell'equilibrio redox NAD+/NADH e NADP+/NADPH sono oggetto di studio per la loro influenza su: disfunzione mitocondriale, stress ossidativo, neuroinfiammazione, ecc.; con aumento del rischio di malattie neurodegenerative, disturbi dell’umore, ecc.
Uso clinico farmacologico
L'acido nicotinico è stato impiegato ad alte dosi (1-3 g/die) come farmaco ipolipemizzante per ridurre LDL e trigliceridi e aumentare le HDL. L’uso era fortemente limitato dall’insorgenza di vasodilatazione cutanea intensa e fastidiosa (flushing), caratterizzata da vampate di calore, prurito ed eritema.
Nel 2013, l'European Medicines Agency e l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) hanno revocato/sospeso l'autorizzazione al commercio dei medicinali a base di acido nicotinico, sia in monoterapia sia in associazione ad altre molecole. Gli studi clinici avevano infatti dimostrato che l’associazione di acido nicotinico alla terapia con statine non offriva vantaggi clinici cardiovascolari aggiuntivi, e presentava un aumento significativo di eventi avversi gravi.
Nota 2 (1-6, 17-21, 39)
NICOTINAMIDE: uso orale e parenterale
L’interesse verso la nicotinamide deriva dall’essere la forma modificata (ammide) della niacina (denominata anche acido nicotinico, vitamina B3 vitamina PP) coinvolta in molti meccanismi cellulari, nel metabolismo dei macronutrienti, nei processi che regolano l’invecchiamento, oltre ad essere soggetta al rischio di declino delle concentrazioni tessutale nel corso della vita (1-6) (Nota 1).
Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse verso le molecole adatte a supportare la biosintesi endogena di nicotinamide adenina dinucleotide NAD+, che hanno come struttura di base la niacina (2) (Nota 1), es.:
• nicotinamide riboside (NR) dove la molecola di niacina è legata al ribosio, un monosaccaride fisiologicamente presente nell’ organismo umano. La NR una volta introdotta nell’organismo viene trasformata a livello cellulare in nicotinamide mononuleotide.
• nicotinamide mononucleotide (NMN) dove alla molecola di NR è stato aggiunto un gruppo fosfato. Nella cellula occorrono due molecole di NMN per produrne una di NAD+.
Entrambe le molecole bypassano alcuni passaggi metabolici ai quali sarebbe sottoposta la niacina che, a dosaggi elevati, provoca vasodilatazione con arrossamento cutaneo, prurito e intenso calore (niacin related flushing) (2) (Nota 1).
NR e NMN non provocano questo effetto collaterale (2).
Per via orale, ad alti dosaggi NR (250 mg - 1.000 mg /die) e NMN (1.000 mg/die) aumentano in modo significativo i livelli ematici e leucocitari di NAD+ (incremento del 40-90%) con modalità dose dipendente, anche se molto variabile, per motivi metabolici, di età, genetici ecc. (1-6, 17).
La distribuzione nei comparti cellulari e nei tessuti, es.: muscolare, cutaneo, epatico, risulta però inferiore (1-6, 17), per l’influenza esercitata dai batteri intestinali e dal metabolismo epatico (1-5, 18, 19), anche nel caso della somministrazione parenterale (20).
A livello cellulare e tessutale, che la NAD+ è soggetta ad un declino correlato all’età, che contribuisce all’insorgenza ed allo di infiammazione cronica sistemica, e di altri meccanismi tipici dell’invecchiamento dell’organismo (1-6, 21). Secondo una recente ricerca, pubblicata a giugno 2026 da Nature Metabolism, i livelli ematici di NAD+ non possono essere considerati un indicatore dell’invecchiamento o di stili di vita non idonei, poiché si manterrebbero stabili nel corso della vita in modo indipendente all’età. Il declino avverrebbe invece in sede cellulare e tessutale (2, 21).
La somministrazione parenterale diretta di NAD+ per via endovenosa, intramuscolare o sottocutanea non risulta ancora adeguatamente supportata dalle attuali conoscenze per penetrare nelle cellule come NAD+ intatta e reintegrare direttamente le riserve intracellulari (1-5).
La NAD+ integra è infatti un dinucleotide di grandi dimensioni ed altamente polare, non adatto ad un facile attraversamento delle membrane plasmatiche (2). In ogni caso, eventuali aumenti del NAD+ intracellulare avverrebbero solo per via indiretta, previa degradazione extracellulare e successivo recupero dei singoli metaboliti (2). La somministrazione di NAD+ intatto risulterebbe quindi una strategia meno diretta ed efficiente rispetto all'impiego dei suoi precursori metabolici, come NR e NMN (2, 4).
In termini comparativi, l’integrazione orale di NR o di NMN determinerebbe un aumento più lento ma più stabile dei livelli ematici / cellulari di NAD. Al contrario, la somministrazione endovenosa di NAD+ può generare picchi rapidi seguiti da un rapido calo, che genererebbero un effetto più transitorio, ad impulsi (3).
Come evidenziato dalle varie revisioni sistematiche e da altre ricerche, allo stato attuale gli studi clinici disponibili sui trattamenti endovenosi non permettono di trarre conclusione certe sull’efficacia clinica o sulla sicurezza, in quanto sono condotti su piccola scala, eterogenei per formulazione e dosaggio ecc. (4, 5, 6). Per questo si ritengono necessari ulteriori studi per valutare i dosaggi, l’efficacia e la sicurezza a breve e lungo termine (1-6).
Nota 3 (28, 39)
NICOTINAMIDE: normative sull’uso farmacologico preventivo secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
Indicazione terapeutica: Trattamento chemio-preventivo per lo sviluppo di nuovi tumori cutanei epiteliali (non-melanoma skin cancer - NMSC), in soggetti con storia di almeno due carcinomi cutanei, spinocellulari o basocellulari, dopo intervento chirurgico.
Criteri di inclusione: Soggetti con una storia di almeno due carcinomi cutanei, spinocellulari o basocellulari, entrambi invasivi, documentati istologicamente e sviluppatisi in successione come lesioni primitive negli ultimi 5 anni; Rimozione chirurgica dei carcinomi cutanei; Intervallo di tempo tra gli ultimi due carcinomi cutanei successivi ≤ 5 anni; Avvio del trattamento con nicotinamide entro 5 anni dal primo carcinoma cutaneo.
Criteri di esclusione: Tumori cutanei epiteliali non asportati chirurgicamente.
Periodo di prescrizione a totale carico del Servizio sanitario nazionale: fino a nuova determinazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, o fino ad insorgenza di almeno due NMSC in un periodo uguale o inferiore a 12 mesi. La prescrivibilità è limitata agli specialisti oncologo e dermatologo.
Piano terapeutico: Trattamento continuativo con 1 g di nicotinamide al giorno. Controllo clinico e strumentale su base semestrale per l’eventuale nuova diagnosi di carcinoma spinocellulare, carcinoma basocellulare e cheratosi attinica. Sospensione del rimborso in caso di insorgenza di almeno 2 NMSC o più di 6 cheratosi attiniche in un intervallo di 12 mesi.
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autore Andrea Tognelli, Farmacista - Firenze****