Salute
di Dott.ssa Iteb Abdaoui
Abstract
Il gioco è fondamentale nello sviluppo cognitivo, sociale e comunicativo dei bambini.
Nei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico (DSA), difficoltà nel gioco simbolico e sociale possono limitare l’acquisizione di competenze essenziali. I serious games, progettati con finalità educative o terapeutiche, rappresentano strumenti efficaci per promuovere abilità cognitive, sociali e comunicative. Questo articolo analizza le caratteristiche del gioco nei bambini tipici e con autismo, le fasi di un trattamento basato sul gioco e le potenzialità dei serious games nella riabilitazione e nell’inclusione educativa.
Parole chiave: autismo, serious games, gioco simbolico, sviluppo cognitivo, riabilitazione, didattica inclusiva.
1. Introduzione
Il gioco è un’attività centrale nello sviluppo infantile, consentendo l’acquisizione di abilità motorie, cognitive e sociali, la comprensione delle regole e la costruzione dell’identità personale (Pontis, 2011). Nei primi anni di vita, il bambino progredisce dal gioco sensomotorio al gioco simbolico, fino ai giochi di regole, come descritto da Piaget (1966).
Nei bambini con DSA, il gioco simbolico spesso emerge in ritardo o è assente, limitando esperienze cruciali per lo sviluppo sociale, linguistico e cognitivo.
2. Il gioco nei bambini con autismo
I bambini con DSA presentano:
• Difficoltà nel gioco simbolico e nella rappresentazione mentale.
• Limitata interazione sociale e scambio emotivo.
• Interessi ristretti e comportamenti ripetitivi (Wing & Gould, 1979).
Gli interventi basati sul gioco devono essere: personalizzati, prevedibili nello spazio e nel tempo, strutturati in fasi progressive, e supportati da rinforzi positivi per incoraggiare comportamenti adattivi (Cumine, Leach & Stevenson, 2000).
3. Serious games come strumenti educativi e riabilitativi
I serious games sono strumenti digitali o analogici con finalità educative o terapeutiche. Per i bambini con autismo, offrono:
• Personalizzazione e adattamento ai livelli individuali.
• Monitoraggio dei progressi in tempo reale.
• Stimolo all’autonomia, alla comunicazione e alla socializzazione.
• Rinforzo positivo dei comportamenti desiderati e riduzione di comportamenti problematici (Ersilia, Carmela & Alessandro, 2017).
L’uso dei serious games consente esperienze ripetibili, prevedibili e sicure, favorendo l’apprendimento funzionale e sociale.
4. Strutturazione del gioco
Un intervento ludico efficace può articolarsi in quattro fasi:
1. Gioco interattivo: favorire il divertimento e l’interazione positiva.
2. Gioco combinatorio: introdurre più oggetti e attività, promuovendo abilità combinatorie e funzionali.
3. Gioco simbolico: sviluppare capacità di finzione utilizzando oggetti realistici o materiali quotidiani.
4. Gioco sociale: promuovere interazioni guidate con coetanei o adulti, favorendo competenze simboliche e sociali.
È essenziale un ambiente chiaro e prevedibile, con routine e segnali di inizio/fine attività, per ridurre ansia e aumentare il coinvolgimento.
5. Tipologie di attività
Le attività possono includere:
• Giochi manipolativi e puzzle: stimolano concentrazione, coordinazione e capacità cognitive.
• Attività musicali e linguistiche: favoriscono comunicazione, ascolto e sviluppo del lessico.
• Attività artistiche e manuali: pittura, origami, costruzioni per creatività e coordinazione motoria.
• Attività sensoriali e motorie: stimolano tatto, vista, udito e movimento.
• Attività di vita quotidiana: cucina, laboratori e simulazioni per collegare gioco e apprendimento funzionale.
La scelta dei materiali deve rispettare preferenze sensoriali e interessi individuali, monitorando costantemente coinvolgimento e progressi.
6. Conclusioni
Il gioco strutturato rappresenta uno strumento potente per promuovere sviluppo cognitivo, sociale e comunicativo nei bambini con autismo. I serious games consentono esperienze personalizzate, ripetibili e adattabili, stimolando autonomia, comunicazione e interazioni sociali. Interventi efficaci richiedono collaborazione tra educatori, psicologi e operatori, garantendo attività strutturate, significative e monitorate per favorire competenze durature1.
1 L’articolo si basa su rielaborazioni di letteratura scientifica, linee guida e studi generali sul gioco, lo sviluppo infantile e l’autismo. Le esperienze pratiche menzionate sono illustrative e non fanno riferimento a organizzazioni, marchi o prodotti specifici.
autore Dott.ssa Iteb Abdaoui****