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Salute

Spinetoli, una panchina viola per sensibilizzare e dare voce a chi convive con la fibromialgia. L'assessore Mascetti: ''Importante essere vicini alle persone''

di Redazione Picenotime

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Un momento di sensibilizzazione ha caratterizzato l’iniziativa dedicata alla fibromialgia, domenica 19 aprile, occasione in cui è stata presentata anche una speciale panchina dipinta di viola, colore simbolo della sindrome che colpisce oltre 3 milioni di persone in Italia. L’evento ha visto la partecipazione dell’amministrazione comunale, di cittadini curiosi e sensibili al tema, e di figure di riferimento del mondo associativo impegnato ogni giorno nella tutela e nel sostegno delle persone affette da fibromialgia. Erano infatti presenti Cristina Verdecchia, referente provinciale, e Antonella Moretto, presidente dell’associazione fibromialgia Italia. La panchina è stata realizzata dalla maestra d’arte Daniela Carolina Piunti, in collaborazione con Stefano Iervicella, e si inserisce all’interno del progetto promosso dal Comune nell’ambito del percorso dedicato alle panchine dipinte - come per esempio la panchina rossa del 25 novembre - che diventano un segno visibile che invita metaforicamente la comunità a soffermarsi sull’argomento.


L’assessore alla cultura Lory Mascetti ha sottolineato il valore culturale e politico della panchina viola: 'Questa iniziativa unisce linguaggio artistico e messaggio sociale, trasformando uno spazio pubblico in uno strumento comunicativo che inviti alla riflessione e alla consapevolezza, utilizzando l’arte come veicolo di denuncia e sensibilizzazione. Per questo rappresenta un alleato prezioso per le istituzioni che vogliono essere davvero vicine alle persone''. Presenti anche il vicesindaco Piero Balestra e la delegata alla salute Angela Cicconi, a conferma dell’attenzione istituzionale verso una patologia spesso invisibile, ma profondamente invalidante nella vita quotidiana di chi ne soffre.

Riproduzione riservata

Commenti

Elisabetta
martedì 21 aprile 2026

Una bella iniziativa, affinché si rammenti e si consideri chi, come me, soffre di questo male invisibile, ma reale.
Quella panchina è a me particolarmente cara, poiché vi si sedevano il mio adorato padre, il Maestro Elio Lelli, insieme al mitico zio Pacì e ai suoi più cari amici.
Grazie di vero cuore.